La lezione di Cassino ha emesso una sentenza: serve tutto un altro Latina

“Non siamo competitivi”: a questa amara conclusione è arrivato Andrea Chiappini dopo la sconfitta del suo Latina al Salveti di Cassino. Nel 2-3 finale, secondo ko su tre gare di campionato, ha influito terribilmente una partenza in sordina, culminata con una doppietta di Giglio per i locali e solo in parte attenuata dal sigillo di Rabbeni per i pontini. Nella ripresa un gol di Abreu con un tiro da centrocampo ha spianato la strada ai padroni di casa, a nulla è servita la rete di Iadaresta e una momentanea superiorità numerica. Il Latina si è confermato tremendamente fragile nelle retrovie, a partire dal panico innescato da ogni calcio piazzato degli avversari. Nel finale, inoltre, è arrivata l’ennesima espulsione: segno che questa squadra continua a sbagliare, ma soprattutto che continua a commettere gli stessi errori.

LE CORSIE ARRANCANO, I BABY PURE

Ci chiediamo quanto tempo bisognerà ancora attendere per vedere in nerazzurro gli agognati esterni bassi Angelov e Nelson: a sentire il mister, la squadra con loro centrerà il benedetto salto di qualità, sia nella costruzione della manovra sia in fase difensiva, soprattutto quando bisognerà contenere le sortite di esterni avversari particolarmente veloci e ispirati. Per ora il Latina arranca sulle corsie laterali e non incide come dovrebbe in mediana, vuoi per un amalgama che non c’è, vuoi per le condizioni approssimative di molti interpreti. A questo si aggiunga l’incognita under, sempre imprevedibili nel rendimento e nelle singole giocate: i migliori se li erano accaparrati le altre formazioni in estate, il club pontino ha provato a rimediare da agosto ma è ovvio che per veder crescere quelli assoldati strada facendo bisognerà pazientare.

UN PARADOSSO: L’ATTACCO FUNZIONA!

Tradizione vuole che il Latina non riesca a pungere in attacco. Ripensando agli ultimi anni, infatti, raramente si è riusciti a definire concreto e temibile il reparto offensivo dei nerazzurri. A parte qualche rara eccezione, dovuta più che altro alle giocate di qualche indimenticabile individualità, la storia del club non annovera grandi precedenti in quanto a fase di realizzazione. La tradizione delle polveri bagnate sembra però interrotta dal parco attaccanti attuale: Iadaresta e Rabbeni continuano a fare gol e in attesa dell’esplosione di Caputo, del ritorno di Pagliaroli e del “risveglio” di De Francesco pare proprio che Chiappini possa dormire sonni tranquilli almeno su questo fronte. Gli avanti pontini rappresentano insomma la vera, unica certezza. Per un campionato da protagonisti, però, serve molto altro: gambe e polmoni, under meno acerbi, mediana più incisiva e difesa più solida.

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