Omicidio Pompili, il monito dell’Arma dei carabinieri a tutte le donne vittime di violenza

Il capitano Margherita Anzini, comandante della Compagnia dei carabinieri di Terracina

Omicidio derivato da maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione, sono i reati contestati a zia e cognato di Gloria Pompili, la 23enne di Frosinone morta massacrata di botte il 23 agosto scorso. Poche parole sufficienti a contenere tutto il dramma di una ragazza, giovane madre, prigioniera di familiari senza scrupolo che il destino le ha riservato dopo essere stata abbandonata dai genitori in tenera età. Una vita difficile. Molto di più. Dopo l’unione sfortunata che comunque le aveva donato due figli – il compagno di Gloria era finito in carcere per questioni di droga – la giovane ciociara si unisce in matrimonio con un egiziano. Le indagini svolte dai carabinieri hanno finora stabilito che a costringere con violenza Gloria a prostituirsi per ricavarne un proprio profitto sarebbero stati la 39enne Loide Del Prete, di Frosinone, e l’egiziano, Saad Moahamed Mohamed, 23 anni, entrambi suoi parenti, da oggi in carcere con le pesanti accuse.

Gloria è morta in un piazzale di sosta della Monti Lepini, nei pressi di una struttura alberghiera di Prossedi. Sono circa le 23 quando viene attivata una richiesta di soccorso per la giovane ormai agonizzante. Morirà poco dopo. Sul posto quella notte il sostituto procuratore Luigia Spinelli e i capitani Michele Meola e Felice Egidio, rispettivamente comandanti del Nucleo Investigativo di Latina e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Latina. Da quel momento investigatori e Procura non hanno mai smesso di lavorare per assicurare alla giustizia i responsabili di questo efferato delitto: il corpo esile di Gloria pestato a sangue, fegato e milza perforati da costole fratturate. La fine di uno strazio continuo, raccontato da precedenti vistosi lividi e ferite lacero contuse fin sul cuoio capelluto, “testimonianza” di sevizie.

“Le indagini sono state vissute con particolare trasporto dagli uomini e dalle donne dell’Arma dei carabinieri proprio per l’efferatezza di questo delitto”, ha dichiarato il capitano Anzini in un video rivolto a tutte le donne vittime di violenza. Un monito a denunciare, a rivolgersi alle forze dell’ordine, alle istituzioni perché nessun’altra donna abbia l’epilogo di Gloria sottratta alla vita così giovane e all’affetto dei suoi figli. (di seguito il video con il messaggio del capitano Anzini e il video degli arresti)

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