Latina, il Comune non partecipa ai bandi per i finanziamenti perché non riesce a gestirli

Il consigliere Nicola Calandrini e l'assessore Cristina Leggio

Se il Comune di Latina non partecipa a bandi e programmi di finanziamenti provinciali, regionali, statali, europei ed extra è perché non riesce a gestirli. Parola dell’assessore Cristina Leggio. Lo ha affermato ieri in occasione del question time, in risposta ad un’interrogazione dei gruppi di Fratelli d’Italia e Lista Calandrini. L’iniziativa specifica riguardava la mancata indicazione del Comune di Latina nel Programma per la concessione di fondi per la messa in sicurezza del territorio. I consiglieri Nicola Calandrini, Andrea Marchiella e Matilde Celentano, in occasione della recente alluvione di Livorno, avevano depositato l’interrogazione per chiedere conto sul perché l’amministrazione non aveva colto l’occasione di partecipare al bando, visto che quei soldi potevano essere utilizzati per le opere necessarie al risanamento del dissesto idrogeologico presente in alcune zone della città e per interventi di tutela della costa.

Ieri, durante la presentazione dell’interrogazione, il consigliere Calandrini ha ricordato altri fondi lasciati sfuggire: 100mila euro per il centro storico e 30mila per cultura e sport, ad esempio. Per questo ha chiesto se il fatto di non partecipare a bandi e programmi per l’assegnazione di contributi rientrava forse in una scelta strategica.

Sorprendente la risposta. L’assessore Leggio ha riferito che la mancata adesione ai programmi in questione non era casuale né frutto di distrazione ma semplicemente una scelta operata in base alle contingenze, alle risorse umane disponibili per la redazione di progetti e la futura realizzazione degli stessi, “perché oltre alla fase di ricerca dei fondi c’è anche la fase della gestione dei medesimi fondi”. “Senza dubbio possiamo incrementare, ma ad oggi possiamo ritenerci soddisfatti. Il mio ufficio è da supporto agli altri uffici. La valutazione di partecipare o meno viene effettuata in base al Documento unico di programmazione, aggiornato alle contingenze, necessità e opportunità delle risorse a disposizione”, ha spiegato l’assessore Leggio. Dunque, la logica espressa dall’esponente di Latina Bene Comune è quella di non appesantire ulteriormente la macchina amministrativa già compromessa da una scarsa dotazione di organico con il rischio rallentare e mettere a rischio altri procedimenti amministrativi in corso relative alla gestione di contributi provinciali, regionali o quant’altro.

Dura la replica del consigliere Calandrini: “Se tra venti giorni, sperando ovviamente che non accada, il Giochetto finisse di nuovo sott’acqua, dopo questa interrogazione che cosa andremo a dire ai cittadini? Che il Comune di Latina non ha chiesto fondi utili perché non poteva fare il progetto?  Vede, ci sono Comuni in questa provincia che hanno avuto assegnati diversi milioni di euro, Comuni piccoli che hanno in organico una manciata di risorse umane. Lo vuole sapere come hanno provveduto alla progettazione? Sono ricorsi all’esterno, al Mepa, gratuitamente per il supporto alla progettazione. Sarebbe bastato copiare. Se non cambiate metodo tra due anni, lei assessore, mi risponderà allo stesso modo. L’assenza di Latina al programma dell’assegnazione fondi per la messa in sicurezza del territorio non è grave, è gravissima. Perché se la perdita di alcuni contributi non hanno conseguenzialità, certo una perdita di opportunità in termini di ricaduta sull’economia di questa città come i 100mila euro per il centro storico e i 30mila euro per sport e cultura, quelli per la messa in sicurezza potrebbero avere gravi ripercussioni”.

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