Tutto ciò che i sindaci non hanno fatto per l’acqua pubblica, incontro a Gaeta. Aprilia, esempio da seguire

Alberto De Monaco

Il Sud Pontino deve seguire la strada di Aprilia prima che sindaci vecchi e nuovi facciano ulteriori danni in favore di Veolia. Le ultime di Nicola Zingaretti sull’acqua pubblica e sulla necessità successiva di un grande rigore nella gestione non ha convinto del tutto il coordinamento dei comitati per l’acqua pubblica dell’Ato 4. “Peccato che Zingaretti non abbia mai fatto inviti al maggior rigore anche per la gestione privata”, commenta Alberto de Monaco, il numero uno della storica battagli apriliana.

Domenica scorsa il coordinamento dei comitati per l’acqua pubblica si è riunito a Formia, principale centro del Sud Pontino, “area assetata per le carenze di Acqualatina altro che siccità”, ed unanime è stato il sentimento di biasimo per la dura repressione messa in campo contro i cittadini che, esasperati da una situazione insopportabile per la mancanza d’acqua, “hanno cercato ogni forma di protesta affinché le istituzioni agissero in modo rapido e risolutivo contro un gestore incapace e costoso”.

“Stride il brindisi tra il sindaco di Formia Bartolomeo (… portabandiera del PD per la pseudo-ripubblicizzazione) e l’ingegnere Cima di Acqualatina (…pupillo del senatore Fazzone) per la semplice attivazione di un pozzo in località 25 Ponti e la mancanza di solidarietà da parte delle istituzioni locali ai cittadini ‘mazziati e cornuti’ – commentava duramente il coordinamento all’indomani della presa di posizione dei parroci a sostegno dei cittadini denunciato per la protesta pacifica di quest’estate contro i disservizi di Acqualatina -. Voi brindate e gli altri vengono repressi e privati di diritti fondamentali! Quel brindisi è anche patetico considerando che anche un agricoltore per il proprio campo sarebbe riuscito a far realizzare un pozzo in una settimana”.

“In tutto questo si continua a dimenticare – prosegue il coordinamento – che i sindaci dell’ATO4 non hanno mai applicato le dovute penali al gestore per far ottenere un beneficio sulla tariffa all’utenza per oltre 82 milioni! Ci si dimentica il debito del gestore verso i comuni di oltre 10 milioni per la mancata restituzione dei mutui pagati dagli enti locali per gli impianti concessi in uso, e del debito del canone concessorio di oltre 13 milioni. Se ciò non bastasse, gli stessi sindaci hanno caricato altri 12 milioni di partite pregresse illegittime sulle bollette 2016-2018. I Cittadini pagano, i comuni aspettano …  il gestore incassa!!! Né va dimenticato il sistematico tasso di sottoinvestimenti rispetto a quelli previsti e pagati con la tariffa, nonostante il gestore non si sia caricato, come da contratto di gestione, sin dal 2003, dei costi di trasporto d’acqua alle isole pontine, o dei costi dovuti ai consorzi di bonifica come da deliberazioni regionali. Questo, se unito anche ai corposi finanziamenti pubblici di cui gode, fa diventare la gestione una macchina mangiasoldi. Una situazione beffarda ed intollerabile cui tutti i comitati vogliono mettere la parola fine per addivenire successivamente alla gestione pubblica e partecipata (… non a carrozzoni clientelari in sostituzione di quello già esistente …)  delle risorse idriche e della salvaguardia del bene comune acqua. I lunghi anni già trascorsi a subire il carrozzone AcquaLatina, sperando nelle istituzioni di tutela e controllo, per superare questa vergognosa gestione che ha dato più da mangiare alla politica che da bere ai cittadini, sono lì a dimostrare la necessità di scelte radicali da parte dei cittadini affinché il capitolo Acqualatina spa sia chiuso al più presto.Tutti concordi, i comitati metteranno in atto ogni iniziativa efficace perché si volti pagina al più presto. Che lo voglia o meno la politica e le istituzioni di garanzia, finora latitanti, conniventi ed incapaci a sovvertire una situazione divenuta sempre più vergognosa”.

Intanto le comunità parrocchiali di Sant’Erasmo di Formia e San Giacomo Apostolo di Gaeta, di concerto con il Comitato Spontaneo dei Cittadini del Basso Lazio, continuano il percorso di rivalutazione dell’acqua come bene comune, organizzando un terzo appuntamento per sabato 30 settembre alle ore 19.30 presso la chiesa di  San Giacomo sul tema “La responsabilità politica nella gestione di Acqualatina” con l’intervento di Alberto De Monaco, del Comitato Cittadino Acqua Pubblica di Aprilia.

Nel primo incontro, con l’intervento del dottor Luigi De Luca è stato evidenziato che Acqualatina “ha realizzato il 75 % degli investimenti programmati, di cui appena il 7% per lavori di recupero perdite (la dispersione idrica stimata è del 70%) e ha introdotto aumenti tariffari con il sistema delle partite pregresse”.

Nel secondo incontro, con gli ospiti dottoressa Consiglia Salvio e avvocato Maurizio Montalto, è stato sottolineato che “le emergenze sono costruite ad arte, perché l’assenza idrica nel periodo estivo è ampiamente prevedibile e le soluzioni si possono programmare in anticipo”. “Ciò che è avvenuto nel Sud Pontino – si reclama – è frutto della speculazione delle multinazionali che in questo periodo vogliono creare l’emergenza al fine di ricevere grandi investimenti per gli interventi correttivi urgenti”.

Nel terzo incontro, con l’intervento di Alberto De Monaco, visto che la parte pubblica Acqualatina detiene il 51% delle azioni, si vuole mettere in risalto la responsabilità degli amministratori locali in tutto il percorso compiuto in questi anni dalla nascita di Acqualatina ai nostri giorni: “Responsabilità nella definizione delle priorità di interventi; responsabilità nell’approvazione dei bilanci e delle tariffe, responsabilità nel controllo dell’esecuzione dei piani di investimenti; responsabilità nel prevenire e programmare carenze idriche”.

“Se la multinazionale Veolia, che detiene la maggioranza delle quote private in Acqualatina, ha l’obiettivo di ottimizzare il profitto e pensare ai dividendi tra i suoi azionari, la parte pubblica dovrebbe fare da garante per un servizio efficiente, continuo e ad alti standard qualitativi”, commenta De Monaco. Ma tutto questo è avvenuto? La risposta all’incontro del 30 settembre a Gaeta.

 

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