A scuola di Educazione alla Legalità dalla Polizia

La prossimità al tessuto sociale ha assunto ormai da tempo per la Polizia di Stato una valenza fondamentale. Una valenza da accrescere con progetti di educazione mirati sempre più spesso all’utenza dei ragazzi che frequentano le scuole.
L’obiettivo è quello di consolidare il rapporto di fiducia con i cittadini e favorire la loro partecipazione nell’amministrazione della sicurezza.
In quest’ottica la Questura di Latina ha concepito “#Liberalalegalità”, un progetto di prevenzione dalle insidie e di educazione alla legalità, rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado, realizzato su tutto il territorio provinciale da personale dell’Ufficio di Gabinetto e dai delegati dei Commissariati di P.S. distaccati.
Atteso l’esito positivo delle menzionate attività e alla luce delle numerose richieste che pervengono da parte degli Istituti scolastici di tutta la provincia, si è ritenuto necessario costituire un gruppo di lavoro permanente con funzioni di prevenzione primaria e secondaria che si dedichi sistematicamente alla realizzazione, in tutta la provincia di Latina, di progetti per la diffusione della cultura della legalità e della convivenza civile.
Il gruppo di lavoro, sotto il coordinamento dell’Ufficio di Gabinetto, è composto da personale delegato di ogni Commissariato di P.S. distaccato che provvede ad analizzare situazioni e fenomeni territoriali, ad elaborare strategie operative e modalità attuative, dando concreta realizzazione ai progetti e programmandone di futuri.

I progetti da avviare con l’avvio del nuovo anno scolastico sono i seguenti:

– #Liberalalegalità
Il progetto #liberalalegalità, promosso e realizzato dalla Questura di Latina, in collaborazione con il CSA di Latina (ex Provveditorato), è rivolto a tutti gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado della provincia.
Affronta il tema dei problemi esistenziali, delle devianze e della legalità in generale.
L’iniziativa intende raggiungere lo scopo di avvicinare i giovani alle istituzioni, sensibilizzandoli verso la cultura della legalità ed i valori su cui si fonda l’attività della Polizia di Stato.
Il programma, attentamente studiato, affronta le seguenti tematiche:
– Il concetto di empatia e il valore di questo sentimento;
– Il segreto latente e l’individuazione delle figure di riferimento;
– Il rispetto delle regole come principio di convivenza civile e le conseguenze
delle condotte sbagliate ed il coraggio del “NO”;
– Il bullismo, il cyberbullismo, le sue evoluzioni;
– La droga, i suoi effetti, la sua economia e le conseguenze per la comunità;
– La mafia propriamente detta e autoctona;
– Gli eroi del nostro tempo e l’attività della Polizia di Stato.
Durante gli incontri, della durata di 2 ore e mezzo, vengono proiettati e commentati in maniera interattiva filmati e animazioni sugli argomenti citati.
I giovani vengono sollecitati a condividere i problemi ed i turbamenti, anche di natura esistenziale, facendo loro assumere la consapevolezza che c’è qualcuno pronto e in grado di aiutarli a superare le difficoltà, specialmente quando il peso del segreto diventa più insostenibile del problema stesso che lo genera.
Attraverso tecniche di role playing, i giovani vengono chiamati a rappresentare i ruoli dei personaggi che caratterizzano il fenomeno del bullismo e cyberbullismo, in tutte le sue espressioni, con particolare attenzione al ruolo dello spettatore.
Vengono presentate le più comuni regole del buonsenso e il valore della convivenza civile e democratica, che consentono ad ognuno di apprezzare il senso del concetto di libertà, anche quando ciò comporta coraggio ed impopolarità.
A modello sono state scelte le vicende di alcuni personaggi eroici del nostro tempo, come Emanuela Loi, Gennaro Autuori, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Padre Pino Puglisi. Della droga, oltre gli effetti devastanti sull’organismo, vengono illustrate le conseguenze anche sotto il profilo sociale, quale colonna economica delle attività mafiose, nonché l’uso dello spinello per sfatare quell’immaginario collettivo giovanile che la considera una sostanza innocua per la salute, perché definita “droga leggera”.
Al progetto è abbinato un concorso, il cui premio è finanziato dalla Provincia di Latina.
Per l’anno corrente è stato indetto un concorso dal titolo “DROGA PILASTRO DELLE MAFIE”, che ha lo scopo di favorire una riflessione sul ruolo del consumatore di droga nell’economia delle mafie, attraverso il contributo che deriva dall’acquisto dello stupefacente.
Gli studenti dovranno elaborare uno spot rivolto ai coetanei che dissuada dall’uso della droga, quale condotta che favorisce l’economia della criminalità organizzata.
Lo spot vincitore sarà riprodotto in più manifesti e distribuito per l’esposizione negli istituti secondari di primo grado di tutta la provincia e negli altri uffici pubblici che ne faranno richiesta.

– Io si che valgo
Il progetto “Io si che valgo” è finalizzato a sensibilizzare i giovani al rispetto altrui, in particolare nei rapporti di coppia, contro la cultura della violenza di genere e il cosiddetto “femminicidio”.
E’ un’iniziativa di prevenzione primaria realizzata dalla Questura di Latina, rivolta agli studenti delle classi I e II delle scuole secondarie di secondo grado.
Consiste in una serie di incontri, generalmente uno per ogni istituto scolastico del Comune di Latina, della durata di circa 2 ore.
Ogni giorno si registrano, purtroppo, storie di donne vittime di uomini, a seguito del rifiuto di una relazione imposta, di scelte di vita non condivise, di un rapporto morboso che relega la donna a mera proprietà.
Gli elementi predittivi di tale fenomeno esistono ed è necessario saperli leggere, intervenendo tempestivamente; in proposito il fenomeno chiede una costante attenzione ed una risposta efficace attraverso specifici interventi di analisi, studio, prevenzione e contrasto.
Il progetto si prefigge l’obiettivo di accrescere la fiducia verso le istituzioni da parte delle donne vittime di violenza, in modo da favorire l’emersione dei reati di discriminazione motivati dal genere.
Le violenze, anche verbali e psicologiche, infatti, prodrome di azioni con epiloghi a volte fatali, molto spesso non vengono denunciate, perché perpetrate in un contesto culturale radicato, dove la violenza domestica non è sempre avvertita come un crimine dalla stessa vittima.
Il progetto nasce quindi dall’esigenza di contrastare il fenomeno, oltre che sotto il profilo di polizia giudiziaria, anche sotto quello della prevenzione primaria, diretta ai giovani del nostro territorio, in una fascia di età particolarmente sensibile alla strutturazione cognitiva del concetto di rapporto di coppia.

– LatinaLegale
Il progetto “Latina Legale”, è promosso dalla Questura di Latina e realizzato in collaborazione con esponenti di movimenti antimafia e di cittadinanza attiva.
L’iniziativa consiste nella realizzazione di una serie di incontri proposti agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado e prevede il seguente palinsesto:
– ESPONENTI DELLA QUESTURA DI LATINA
Criminalità e cittadinanza attiva;
Come la mafia entra nella società civile;
Le misure patrimoniali;
Dal bullismo alla mafia autoctona, affiliazioni giovanili e metamorfosi;
Il ruolo del consumatore di droghe nell’economia della mafia;
– ESPONENTE DI MOVIMENTI DI CITTADINANZA ATTIVA
Il valore della cittadinanza attiva;
– ESPONENTE DI MOVIMENTI ANTIMAFIA
Come utilizzare i beni sequestrati alla mafia per il bene di tutti;
– EVENTUALI TESTIMONIAL DEL MONDO DELLO SPETTACOLO
Gli incontri, della durata massima di due ore, sono interattivi e sollecitano i giovani interlocutori ad intervenire nelle tematiche proposte in maniera critica e costruttiva.
L’iniziativa, oltre ad essere di carattere informativo su tematiche attuali e strettamente legate alla realtà territoriale, intende stimolare i giovani al valore della cittadinanza attiva, spesso sottovalutato, quale strumento efficace per il contrasto ai fenomeni criminali; esaltare il valore che può rappresentare l’impegno sociale di ognuno nella costruzione del tessuto sociale in cui vive.
Vengono illustrate le modalità subdole attraverso le quali le mafie penetrano nella società civile e spesso nelle stesse istituzioni, corrompendo le impalcature morali delle geografie e geometrie, costruite in decenni di progressi.
L’approfondimento sul ruolo dell’assuntore di stupefacenti, quale pilastro nell’economia delle mafie, ripercorre le fasi del fenomeno, dalla produzione all’assunzione, con un’analisi realista circa il tributo, in termini di vite umane, di violazione dei diritti umani, di degrado della società, sotto un punto di vista alternativo con una presa di coscienza inedita.
I responsabili dei movimenti antimafia, oltre a presentare le attività svolte, illustrano come i beni confiscati alla mafia vengono reintrodotti a favore della società civile, anche grazie all’impegno di tanti giovani.
I vari interventi vengono possibilmente intervallati da testimonial del mondo dello spettacolo o del panorama culturale locale.
– Nucleo operativo antibullismo
È realizzato in team con il CTS (Centro Territoriale di Supporto, è un organo a carattere provinciale del C.S.A., l’ex Provveditorato agli Studi), con il quale è stato sottoscritto un protocollo d’intesa, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, il Garante provinciale per l’infanzia e l’adolescenza, la Procura della Repubblica di Latina, avvocati e psicologi. E’ rivolto a studenti, docenti e genitori. Riguardo agli studenti, la Questura assolve con il citato progetto #Liberalalegalità, mentre per i docenti e i genitori si tengono corsi formativi e informativi.
– 3°età
Consistente in incontri informativi con gli anziani per la prevenzione delle truffe, generalmente realizzati presso i centri sociali e le parrocchie.
– sbullon@ti
E’ rivolto agli studenti delle classi quinte delle scuole primarie, affronta i temi del bullismo, cyberberbullismo, rispetto del prossimo, violenza di genere. Si svolge con le stesse modalità di #liberalalegalità, ma adattato all’età degli studenti.
Le richieste di adesione ai vari progetti potranno essere inviate al seguente indirizzo email gab.quest.lt@pecps.poliziadistato.it.

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Luca Morazzano, giornalista pubblicista, nato a Sezze, vive a Maenza. Intraprende la via del giornalismo qualche tempo dopo la Laurea in Filosofia per tirarsi fuori dal dolce-amaro far nulla della disoccupazione dopo gli studi. Comincia dalla cronaca sportiva di incontri di calcio dilettantistico sui campetti di provincia (che ancora non abbandona); tenta la via dell'insegnamento senza successo qundi scommette tutto sull'informazione. Dopo esperienze varie, diventa corrispondente dai Lepini per il Giornale di Latina.