Ancora un tris al Francioni per il Latina: ora la vetta è più vicina

Il Latina impone la legge dei tre gol al Francioni anche al Flaminia e centra il quarto successo consecutivo avvicinandosi ulteriormente alla vetta, distante ora quattro lunghezze. Merito del solito, incontenibile Iadaresta, autore di un vero capolavoro sul  primo gol e freddissimo nel calciare il rigore del raddoppio allo scadere del primo tempo. E merito di una condizione nettamente in crescita e di un gioco vistosamente più fluido ed efficace, non a caso applaudito da un pubblico finalmente entusiasta e partecipe. Ora si va a Sassari, per continuare la marcia verso i quartieri alti e per superare l’ennesimo esame in trasferta. A patto che nelle retrovie si sistemi qualche ingranaggio.

 

PRIMO TEMPO

La gara si apre con un gol in rovesciata di Iadaresta, giocata d’antologia innescata da un guizzo di Tribuzzi sulla sinistra. In vantaggio dopo appena 9 minuti, i pontini gestiscono ma cedono campo agli ospiti, rischiando grosso attorno alla mezzora: prima su un tentativo ravvicinato di Moretti, propiziato da una respinta corta di Bortolameotti ma neutralizzato dallo stesso estremo pontino;  poi con un copo di testa in area piccola di De Cristofaro, prodigiosamente respinto sulla linea di porta dal numero uno nerazzurro; infine con una delle tante fughe di Scibilia sul versante mancino, culminata con un fendente ribattuto dal portierino di casa. Lo stesso attaccante romano si fa espellere al 42’ per una gomitata a Catinali: è in quel momento che termina la partita del team di Vigna, sorretto quasi esclusivamente dalle  giocate del suo numero 11. Allo scadere Losi devia con un braccio un cross di Rabbeni dal fondo: l’arbitro assegna il penalty, Iadaresta lo trasforma centrando il suo nono sigillo stagionale.

 

SECONDO TEMPO

Gli ospiti azzardano comunque qualche tentativo e al 19’colpiscono una traversa con un tiro cross di De Costanzo da distanza siderale. Il Latina gioca al piccolo trotto senza strafare ma centra comunque il tris con Pagliaroli, appena entrato in campo: il furetto di Sonnino raccoglie un muro di Carta e insacca all’altezza del secondo palo, a coronamento di un ottimo spunto di Barone a destra. La gara finisce qua, con i tifosi che intonano cori d’altri tempi e si divertono ad improvvisare marce e trenini sugli spalti: l’entusiasmo è coinvolgente, i 1600 del Francioni si alzano in piedi e si mettono ad applaudire. E’ l’aria frizzante di una volta, ben diversa da quella irrespirabile di pochi mesi fa.

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