Latina, in scadenza il termine Ipogeo per la regolarizzazione delle sepolture: pressing al cimitero

E’ in scadenza il tempo concesso dalla Ipogeo, la società che gestisce il cimitero di Latina, a regolarizzare le assegnazioni di sepoltura dei propri cari estinti sprovviste di contratto – quasi tutte quelle anteriori all’11 maggio 2009 – o con concessione scaduta. L’avviso choc, pubblicato il 28 ottobre 2016, dava tempo 12 mesi pena l’avvio delle procedure “previste, compresa la decadenza dell’assegnazione”. Che cosa è successo in questo anno? Che l’avviso della Ipogeo, affisso al cimitero e pubblicato sul sito del Comune di Latina nonché sul sito della Ipogeo fino a ieri, ha suscitato non poche perplessità da parte di associazioni di consumatori ed esponenti politici che hanno contestato, giurisprudenza alla mano, la durata delle concessioni fissata, a loro dire illegittimamente, a 30 anni. E poi? Che alcuni cittadini hanno accettato la “regola” del gestore presentandosi in ufficio con i bollettini pagati. Chi invece, sulla scia della contestazione e degli esposti inviati in Procura, ha continuato a fare visita ai propri cari estinti. Ma non tranquillamente, almeno in questo mese di ottobre, perché diversi utenti vivi del cimitero hanno lamentato il pressing subito, ovvero l’ulteriore invito a regolarizzare entro fine mese altrimenti si sarebbe ritrovato le spoglie dei propri defunti nell’ossario.

Il caso dell’avviso choc della Ipogeo, che citava relativo regolamento cimiteriale, è stato più volte analizzato nelle sedi istituzionali delle commissioni consiliari. Ma l’amministrazione in carica non ha ancora deciso quale azione intraprendere nel merito, se considerare legittime le richieste della Ipogeo o al contrario agire di conseguenza.

In questa vicenda torna al pettine il nodo della gestione in regime di monopolio di alcuni servizi affidati alla Ipogeo: la Cassazione ha sancito la nullità delle clausole della convenzione tra il Comune di Latina e la società Ipogeo che violano la libera concorrenza; si tratta dei diritti di esclusiva nella posa di arredi funebri per l’area cimiteriale del capoluogo. Era maggio 2017 quando furono rese note le motivazioni della suprema corte. Ne seguì subito, da parte dell’associazione Contribuenti.it, una diffida al sindaco Damiano Coletta, all’assessore e al dirigente dei Lavori pubblici, Gianfranco Buttarelli e Annunziata Lanzillotta, e al segretario generale Rosa Iovinella per la modifica del contenuto della convenzione sulla base della sentenza della Cassazione. Anche in questo caso, come per la questione dell’avviso ritenuto illegittimo, Latina Bene Comune non ha ancora chiarito il proprio indirizzo politico.

LE VOSTRE OPINIONI

commenti