Maenza e Roccagorga, dopo il terremoto la Protezione Civile controlla i danni ma la procedura è errata

Partiamo dal presupposto che la scossa di terremoto che per pochi secondi si è manifestata ieri a Maenza (ore 15m35, epicentro a 4 chilometri a nord del centro abitato, ovvero zona valle Sant’Angelo, dall’ampiezza di 2,9 gradi), non era in grado di produrre danni effettive a cose e persone, nasce sicuramente un dubbio sulle modalità adottate dalle Amministrazioni Comunali di Roccagorga e Maenza (i due comuni in cui la scossa si è avvertita maggiormente) hanno condotto i controlli sugli edifici pubblici. A Roccagorga i controlli sono stati condotti dai volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile, dal sindaco Carla Amici, dalla dirigente scolastica Carolina Gargiulo, dall’assessore Tommaso Ciarmatore e da un ingegnere dell’Ufficio Tecnico; a Maenza dal sindaco Claudio Sperduti e dalla Protezione Civile Ec Maenza. Nonostante la buona volontà di rendersi utili e di svolgere servizio di pubblica utilità, quanto fatto appare però in contrasto con le procedure stabilite dal Ministero. La circolare prevede infatti che le operazioni vengano condotte dai Vigili del Fuoco, professionisti formati per far fronte a varie emergenze, nel cui corpo annoverano figure specifiche, come ingegneri, specializzati in controlli di tal genere. L’impiego della Protezione Civile viene contemplato solo in casi di particolare gravità ed emergenza dopo aver avvisato il Centro di Cooordinamento Regionale, la Provincia e i Vigili del Fuoco. E’ proprio Emiliano Ciotti, segretario provinciale UGL dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Latina a intervenire sulla vicenda. Sul suo profilo facebook Ciotti dichiara: “I volontari della protezione civile di Roccagorga e Maenza fanno le verifiche strutturali degli edifici post terremoto? Qui siamo arrivati proprio al capolinea. A questo punto mi domando perché i cittadini italiani pagano i vari ingegneri dei Vigili del Fuoco, se tanto ci sono i volontari! Per utilizzare la Protezione Civile, comunque coadiuvata dagli enti preposti, bisogna attivare il piano di protezione civile. Se l’intensità è dell’evento è lieve vuol dire che non esiste un emergenza e quindi la p.c non serve”.
In seguito alla polemica sulla procedura seguita, sono arrivate le spiegazioni dei diretti interessati intervenuti.
Andrea Di Girolamo, presidente dell’Ec Maenza: “ Volevamo solo specificare che da parte dell’EC-Maenza non c’è stato nessun sopralluogo ad edifici pubblici perché sappiamo benissimo che il controllo e l’agibilità è demandato ai Vigili del Fuoco. Noi come associazione siamo stati attivati dalla sala operativa regionale per effettuare un controllo nel territorio comunale maentino e con particolare attenzione nel centro storico del paese per verificare la caduta di tegole e di cornicioni. l’EC-Maenza come associazione di protezione civile si metterà sempre a disposizione della comunità per dare supporto alle istituzioni e non per creare intralcio o senso di protagonismo”.
Tommaso Ciarmatore, assessore del Comune di Roccagorga: “Il Gruppo Comunale di Protezione Civile Roccagorga in contatto e di concerto con la Sala Operativa Regionale ha fatto semplicemente un sopralluogo con un Ingegnere autorizzato il quale ringraziamo e il Sindaco, che voglio ricordare è il massimo rappresentante della tutela e sicurezza dei cittadini; Altresì ringraziamo la Preside per la disponibilità data e soprattutto i Volontari, che con cuore e passione (senza troppe chiacchiere) si sono messi subito a disposizione. Continueremo sempre nella salvaguardia del nostro territorio accanto ai nostri cittadini”.

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