Roccagorga, l’emergenza idrica non dà tregua: da cinque giorni rubinetti a secco. Ipotesi class action

Una veduta del centro storico di Roccagorga

“Ho una montagna di panni da lavare, la casa e tutto il resto sporco, cucina e bagno inagibili: ho il mal di testa”. Chi parla è una donna di Roccagorga, residente in via Garibaldi, in pieno centro storico del grazioso paese lepino che da mesi ormai fa i conti con l’emergenza idrica. Durante la settimana si alza alle 5.30 per andare a lavorare e l’acqua dal rubinetto non esce più da giorni. Le avevano detto che, nonostante l’interruzione programmata per l’emergenza idrica, il servizio sarebbe stato garantito dalle 6 del mattino e allora lei si è fatta anche cambiare l’orario di lavoro per potersi permettere almeno l’igiene personale. Ma in via Garibaldi né alle 6 né oltre le 6 arriva l’acqua. “Ci eravamo abituati al servizio idrico a partire dalle 19, ma ci è stato negato anche questo. E la nuova turnazione oraria richiesta dal Comune non funziona, almeno in via Garibaldi. E so che anche in altre zone del centro storico il problema è lo stesso. Dai rubinetti esce solo aria, e nelle fasce orarie in cui l’acqua dovrebbe essere garantita ne arriva pochissima, insufficiente anche a riempire una bacinella”.

L’emergenza idrica a Roccagorga non dà tregua. In via Garibaldi non arriva un goccio d’acqua dal 27 ottobre: cinque giorni ininterrotti senza il servizio essenziale per eccellenza. La comunicazione odierna di Acqualatina avvisa di un ulteriore problema alla fonte e che per garantire il servizio ad Amaseno gli orari di erogazione dell’acqua per gli utenti di Roccagorga sono stati ulteriormente modificati a partire da oggi, primo novembre. Abbiamo chiesto alla donna di Roccagorga che si è rivolta alla nostra redazione, segnalando la situazione insostenibile, se fosse al corrente dell’ultima news di Acqualatina. E’ seguita una risata da parte dell’utente sconcertata. “Ma quale modifica di orario a partire da oggi? Sono solo favole. Qui l’interruzione idrica totale va avanti dal 27 ottobre, volendo tralasciare il mancato rispetto degli orari precedenti. Acqualatina? Ma ci faccia un piacere”.

La situazione non è migliore in via Cristoforo Colombo e a Borgo Madonna. “Qualcuno si è organizzato con autoclave e serbatoi – spiega un’altra donna del centro storico che vive in via Cristoforo Colombo -. A casa mia il serbatoio non si può mettere e chi si è organizzato così, ora mi dice che neanche più il serbatoio è sufficiente perché l’acqua non arriva proprio più e quando arriva qualche goccia fa solo danni. Stanno saltando le schede elettroniche delle caldaie e a questi danni si aggiungeranno presto aumenti per le spese di elettricità a seguito della continua attivazione delle autoclavi. Siamo veramente disperati”.

Il sindaco di Roccagorga, Carla Amici, il 26 ottobre scorso ha riferito dei nuovi impegni assunti da Acqualatina nel corso dell’incontro avuto nella sede dell’Ato 4 per fronteggiare la grave emergenza idrica vissuta dalla popolazione di Roccagorga. Ma stando alle segnalazioni di oggi del perdurante e più grave disagio il gestore idrico non avrebbe mantenuto gli standard prefissati a breve. Il sindaco Amici aveva anche toccato l’argomento delle bollette di Acqualatina chiedendo: “L’immediato rimborso dei costi fatturati in bolletta, per assenza di acqua nelle abitazioni, che non può essere sostituita dall’aria che le chiusure programmate generano, e l’utilizzo di parte degli utili conseguiti dalla società Acqualatina nel 2016 a titolo di ristoro per i disagi subiti dalle famiglie di Roccagorga”.

“Oggi Roccagorga ha bisogno di un’azione concreta – commentano alcuni cittadini -, le chiacchiere stanno a zero se le promesse poi vengono disattese”. La minaccia è di rivolgersi alle associazioni a tutela dei consumatori per verificare se sia percorribile la strada della class action. In tanti si dicono convinti che fino quando Acqualatina non provvederà al rifacimento della rete idrica che serve il centro storico del paese il problema emergenza non potrà essere risolto. “Emblematica la rottura che si è verificata a settembre: l’acqua in strada a pressione invece che nei rubinetti. Poi ci vengono a raccontare di abbassamento delle falde acquifere. Sarà pure vero ma è altrettanto vero che di acqua se ne spreca a volontà lasciando i comuni a secco”.

Quando l’acqua non c’è

Quando c’è acqua

 

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