Latina, Bellini contro Zuliani: la realtà mistificata degli atti mai negati. La replica: la trasparenza vale per tutti

Nicoletta Zuliani e Dario Bellini
Carla Amici PD Elezioni 2018

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Dario Bellini, capogruppo di Latina Bene Comune, in merito alla segnalazione del presidente della commissione Trasparenza Nicoletta Zuliani di rifiuto e omissione di atti di ufficio da parte del dirigente del servizio Ambiente del Comune di Latina. Di seguito anche la replica della consigliera.

Bellini

Siamo alle solite, la descrizione dei fatti viene trasformata per far intendere ciò che non è.

Lo si fa per puro calcolo politico, per piaggeria o per un titolone sul giornale. Accade oggi su un atto che nessuno ha mai negato, è accaduto tempo fa su altri atti mai negati.

È accaduto ieri in Commissione Affari Istituzionali quando, con parole durissime, si voleva far passare il lavoro compiuto in otto mesi ed in collaborazione tra i Commissari, come modificato da qualcun altro, atti e testimoni hanno dimostrato il contrario, quel lavoro era stato svolto e approvato dagli stessi Commissari e nessun delitto era stato compiuto. Certo, ricordarsi con precisione cosa si è deciso insieme di approvare, nell’arco di otto mesi, non è qualità di tutti e proprio per questo servirebbe prudenza nelle parole e nei giudizi.

Oggi, a suffragio dell’altrimenti insussistente e roboante accusa vengono citate leggi e sentenze che trattano di situazioni ben diverse, omettendo che nessuno ha mai negato l’accesso ad un atto.

Non si può pretendere che un dipendente, un funzionario, un dirigente smettano di svolgere il loro lavoro nell’immediato per soddisfare la richiesta di un Consigliere. La legge su questo tema ammette elasticità tra le esigenze di un’amministrazione limitata in uomini e mezzi e le istanze di un Consigliere. Leggi e sentenze sanciscono e condannano anzi l’uso macchinoso e strumentale che in taluni casi si è fatto e si fa di questo mezzo, nella volontà di certa malata politica di rallentare o screditare l’azione della macchina amministrativa.

Possiamo citare la sentenza del Consiglio di Stato n. 4471 del 2005:

“...il Consigliere Comunale non può abusare del diritto all’informazione riconosciutogli dell’ordinamento piegandone le alte finalità a scopi meramente emulativi…”.

Oppure ciò che il Ministero dell’Interno osserva riguardo la sentenza del Consiglio di Stato n. 6960 del 2006:

“…la necessità di arrecare il minor aggravio possibile, sia organizzativo che economico, agli uffici ed al personale dell’Ente.”

Non sarà sicuramente questo il caso, è però un dato incontrovertibile la produzione spropositata di accessi agli atti in questi mesi nel nostro Comune.

Vi è poi un passaggio contingente di una partita molto importante che in queste settimane si sta svolgendo con la creazione di un’Azienda Speciale, il precedente annullamento di una gara europea per l’assegnazione del servizio rifiuti ed un ricorso al Tar presentato da una delle ditte proponenti. In questo contesto più di un Consigliere di opposizione nella Commissione Trasparenza presieduta dalla Zuliani, decide di sposare in pieno la tesi del ricorrente al Tar contro il Comune, chiedendo in ben due Commissioni Trasparenza chiarimenti a riguardo e non capendo o non volendo capire che si sta chiedendo di anticipare la memoria difensiva di un processo importante che deve ancora svolgersi.

Servirebbero prudenza e buon senso.

Dario Bellini

Capogruppo Consiglieri Latina Bene Comune

Zuliani

Mistificazione significa alterare la verità con astuzia e sotterfugi: se mi avessero mostrato l’atto richiesto e io avessi detto che non era mai successo, questa sì, sarebbe stata una mistificazione. Ma aver chiesto di VISIONARE l’atto e non averlo visto né giovedì, né venerdì significa proprio questo: rifiuto di atti di ufficio art.328 c.p.
Credo che la trasparenza e il rispetto della legge debbano essere sempre attuati, lo ripeto, a prescindere dal colore politico di chi governa.
La trasparenza è a tutela di TUTTI, anche di LBC.
I consiglieri comunali non devono essere considerati dei corpi estranei all’Ente: ne sono parte integrante.
I consiglieri di opposizione, in egual misura ai consiglieri di maggioranza, fanno parte dell’Ente nello svolgere, tra l’altro, il medesimo ruolo: controllo e indirizzo. Per dare un indirizzo bisogna CONOSCERE, ecco perché ad un consigliere non si può negare l’ostensione o la conoscenza di qualsiasi elemento, anche riservato. Quindi, la mia richiesta di visionare quel documento era perfettamente coerente col mio ruolo di amministratore, ancora di più nello svolgimento della mia funzione di Presidente della Commissione Trasparenza la cui commissione era in corso proprio su quell’argomento.
Il capogruppo di LBC parla di un “uso macchinoso e strumentale”, parla di “volontà di certa malata politica di rallentare o screditare l’azione della macchina amministrativa”, (in questa sentenza il giudice si riferisce a decine e decine di copie di atti finalizzati a paralizzare l’Ente, non alla mia richiesta di visionare un unico atto anche solo da pc!), parla di “abusare del diritto all’informazione” e poi parla della sentenza del Consiglio di Stato n. 6960 del 2006: “…la necessità di arrecare il minor aggravio possibile, sia organizzativo che economico, agli uffici ed al personale dell’Ente.” aggiungendo che non è questo il caso (e che lo cita a fare?). Lo ricordo: la VISIONE deve essere IMMEDIATA (Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, parere del 17 gennaio 2012).
La difesa d’ufficio che fa Bellini è debolissima. Se fosse stato lui al mio posto, con magari Calandrini sindaco, avrebbe fatto la stessissima cosa: avrebbe invocato la sacrosanta trasparenza e avrebbe accusato di opacità chi non gli avesse garantito questo diritto. E sarebbe ricorso ad un esposto in procura. Esattamente come me.
Spero che le sue esternazioni siano personali e non rappresentative dell’Ente.

 

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