Virtus Basket di Terracina costretta a giocare a Fondi, vicenda surreale attorno al PalaCarucci

I consiglieri del gruppo Pd di Terracina: da sinistra Alessandro Di Tommaso, Valentina Berti e Giuseppe D'Andrea

“Quella del Palacarucci sta assumendo oramai da tempo i connotati di una vicenda surreale. Dopo aver speso migliaia di euro dei cittadini per mettere in sicurezza e ammodernare tale struttura, ad oggi ci troviamo nella più completa incapacità di gestirne il personale e garantirne la fruibilità”. Così il Partito democratico di Terracina torna ad attaccare l’amministrazione comunale mettendo in risalto che la Virtus Basket di Terracina “impossibilitata a svolgere la prossima partita casalinga tra le mura domestiche, ‘per la presenza di un solo custode’, è stata costretta ad emigrare in un campo di gioco alternativo quale appunto quello di Fondi”.

“Un disagio importante – afferma il gruppo consiliare – visto che la non fruibilità della struttura di gioco, peraltro già oggetto di calendarizzazioni con l’ufficio sport del Comune di Terracina e con la federazione sportiva di riferimento nelle settimane precedenti l’inizio dei campionati, espone la società di casa al pagamento di una multa alla federazione ed eventualmente, nell’impossibilità di reperire altra struttura, anche alla perdita a tavolino della gara. A ciò, si aggiunga anche il non rispetto della convenzione stipulata ad inizio dell’anno con le diverse società sportive che, per l’utilizzo della struttura, pagano onerosi fitti rischiando cosi di vedersi preclusa o comunque non garantita la fruibilità della struttura stessa anche nelle prossime settimane. A questo punto, vista anche la discutibile vicenda riguardante i regolamenti stilati dal comune per l’utilizzo della struttura stessa e già oggetto di un nostro intervento nei mesi estivi, ancora una volta ci troviamo costretti a denunciare l’ennesima incapacità amministrativa riguardo all’utilizzo delle strutture sportive comunali”.

Alla luce di tutto ciò, i consiglieri del Pd, Alessandro Di Tommaso, Valentina Berti e Giuseppe D’Andrea, ritengono “opportuno pretendere dall’amministrazione comunale una soluzione immediata della vicenda magari cercando sostituti custodi attraverso un accordo con l’azienda speciale tale da superare l’impasse creatasi e garantire così a tutte le società non solo il rispetto degli accordi presi, ma anche le stesse condizioni di fruibilità e la massima disponibilità della struttura”.

 

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