Deposito nucleare nazionale, da Latina il pressing sulla Regione per blindare l’esclusione di Sabotino

Una veduta della centrale nucleare di Borgo Sabotino

Con un’interrogazione di Raimondo Tiero il tema caldo dell’individuazione del sito per la realizzazione del deposito nucleare nazionale è stato portato oggi all’attenzione del Consiglio comunale di Latina, in sede di question time. L’esponente di Idea – Cuori Italiani, dopo un dettagliato excursus sulla complessa materia, ha richiamato l’attenzione sulle linee guida dell’Ispra relative ai criteri per la realizzazione dell’impianto e sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla stessa finalità. Due documenti che porterebbero ad escludere che la sede dell’ex centrale nucleare di Latina possa essere scelta dai Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente per consentire alla Sogin la realizzazione del deposito nazionale, infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall’esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. E allora dove sta il problema?

Raimondo Tiero

“Il fatto è che – ha spiegato Tierio – la scelta del sito non è stata ancora resa nota, pare vi siano indicazioni che la realizzazione del sito possa avere luogo in Sardegna ma non ne abbiamo certezza. E certezza non ne abbiamo avuta dal Governo nelle risposte alle diverse interrogazioni presentate dai parlamentari pontini che chiedevano lumi in merito, preoccupati per le eventuali ricadute sul territorio e sulla salute dei cittadini di questo territorio qualora la decisione ultima si fosse poggiata sul sito di Borgo Sabotino”.

Oggi Tiero ha chiesto all’amministrazione comunale se fosse stata intenzionata a dichiarare la città, già gravata da pesanti servitù per la presenza della centrale nucleare, del poligono militare e della discarica di Borgo Montello, come off-limits a qualsiasi ipotesi che prevedano il transito e lo stoccaggio di ulteriori rifiuti nucleari e se fosse stata intenzionata a coinvolgere anche la Regione Lazio per una presa di posizione forte finalizzata ad escludere l’intero territorio e la città di Latina in progetti “nucleari”.

L’amministrazione di Latina Bene Comune si è affidata all’assessore all’ambiente Roberto Lessio per assicurare risposte al consigliere Tiero e all’intera città.

Roberto Lessio

Lessio, da sempre sensibile ai problemi legati alla nucleare di Borgo Sabotino, ha affermato che purtroppo non è possibile dichiarare Latina come una città denuclearizzata perché è ancora in atto lo smantellamento della centrale di Borgo Sabotino per il quale è stato realizzato un deposito temporaneo che purtroppo “come spesso accade in Italia il temporaneo è destinato a diventare definitivo”, ma ha anche aggiunto che si trova pienamente d’accordo con le proposte del consigliere Tiero di rendere ufficiale una dichiarazione istituzionale da parte del Comune di Latina contraria alla realizzazione del deposito nazionale sul proprio territorio e di sollecitare la Regione Lazio affinché faccia altrettanto.

L’assessore ha parlato delle difficoltà dello smantellamento dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino: “Ad oggi ha detto non esiste un progetto che consenta di ‘tirare fuori’ il nocciolo con la grafite”. Lessio si è detto preoccupato anche sul fronte del Cirene, mai entrato in funzione, che “in ragione della sua caratteristica che prevede l’utilizzo dell’uranio naturale potrebbe essere attivato per ragioni scientifiche finalizzate ad interessi economici”. “Dall’uranio naturale (a differenza che da quello arricchito) – ha precisato Lessio – si può ottenere il plutonio che oggi viene più utilizzato per la sperimentazione delle centrali di quarta generazione”.

Il consigliere Tiero si è dichiarato soddisfatto della risposta di Lessio e ha anticipato di voler riproporre il tema attraverso una mozione, da condividere con le diverse forze politiche con il contributo dell’assessore all’Ambienete, da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale in modo da produrre un documento granitico da inviare alla Regione Lazio.

Una veduta della centrale nucleare di Borgo Sabotino

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