Alta diagnostica a Latina, nel parere del professor Grassi “promossa” l’apparecchiatura del nuovo progetto

“L’apparecchiatura RM a 3T Prisma del nuovo progetto è tecnologicamente superiore rispetto alla componente RM presente nel tomografo Pet/RM come dimostrato dall’ampiezza dei gradienti…”. Così il professor Roberto Grassi nel parere richiesto dal Comune di Latina sulla comparazione dell’apparecchiatura originariamente prevista per il Centro di Alta Diagnostica e la nuova, prospettata dalla Fondazione Roma dopo il diniego all’istallazione del tomografo Pet/RM da parte della Regione Lazio. “A mio avviso – si legge nel parere fornito dal presidente della Società Italiana di radiologia medica e interventistica – da un punto di vista sociale la nuova apparecchiatura RM Prisma consente una maggiore fruibilità da parte della utenza locale rispetto a quanto possibile con una macchina ibrida Pet/RM; dal punto di vista della ricerca, la tecnologia RM Prisma risulta di avanguardia ed è in grado di soddisfare le esigenze scientifiche, in campi di applicazione nettamente più ampi rispetto ad un imaging ibrido e, considerando il territorio su cui il centro insiste, anche su una popolazione di pazienti più consistente numericamente…”

Il parere fornito al Comune va quindi a supportare l’idea del sindaco Damiano Coletta di acconsentire alla nuova proposta della Fondazione Roma, diversa dagli accordi sottoscritti. Il caso tornerà in Consiglio comunale non a cuor leggero. Nei giorni scorsi il presidente della Provincia di Latina, Eleonora Della Penna, ha minacciato la richiesta di restituzione delle somme versate al Comune di Latina, 800mila euro, per la realizzazione del Centro di Alta diagnostica qualora l’ente municipale avesse ripiegato sul cosiddetto piano B. Ora c’è un parere che dice che il piano B è migliore del piano A – quasi quasi lo stop della Regione è stato una manna dal cielo -, ma c’è anche la Provincia che chiede il rispetto degli accordi. Come andrà a finire questa storia?

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