Sezze, Bernabei si riprende la paternità del progetto di recupero a Mole Muti

Le notizie divulgate nei giorni scorsi circa la paternità del progetto di restauro, recupero, valorizzazione di Mole Muti, sono errate e fuorvianti. A precisarlo è Pietro Bernabei, assessore della seconda amministrazione Campoli, che ha partorito l’intervento già due anni orsono tanto che il progetto è stato già inserito negli interventi finanziati da Ato4 nel 2015. Viene quindi seccamente smentito ciò che è stato millantato dal presidente della Commissione Ambiente dell’amministrazione DI Raimo, Alessandro Ferrazzoli, che ha affidato il suo messaggio fuorviante alla stampa che, forse inconsapevolmente, forse negligentemente, lo ha diffuso. E’ lo stesso Bernabei a tal proposito, a precisare: “Mi è dispiaciuto molto leggere un articolo che stravolgeva i fatti e soprattutto ascriveva i meriti a chi di quel progetto non ha fatto altro che assisterne alla realizzazione. E’ merito dell’amministrazione Campoli, di cui il sottoscritto ha fatto parte, aver posto le condizioni del progetto che Acqualatina sta rendendo realtà in questi giorni e pure a quello che ha dato vita al bando per la costruzione di una centrale idroelettrica”. Grazie all’impegno dell’allora assessore Pietro Bernabei infatti, l’amministrazione Campoli mise infatti in atto addirittura due progetti destinati a Mole Muti. Il primo, finanziato per 270 mila euro già nel piano di investimenti 2015 di Acqualatina, per “Lavori di Manutenzione Straordinaria presso impianto di produzione di Mole Muti”; si tratta del progetto i cui lavori hanno preso il via in questi giorni e che mira al restauro e recupero del vecchio fabbricato e della turbina dei primi del ‘900; proprio la turbina costituirebbe il gioiello di un percorso didattico che contempla anche un percorso naturalistico intorno al lago. Il secondo progetto invece, contempla la creazione di una moderna centrale idroelettrica, attraverso un bando. Il bando è stato addirittura già svolto ed aggiudicato, anche se non si è potuti arrivare a compimento dell’opera. La commessa definitiva per il via ai lavori non è stata mai affidata per una variazione essenziale delle condizioni (il livello dell’acqua del lago è drasticamente sceso negli ultimi due anni, rendendo vana la tabella di previsione di produzione elettrica che costituiva parte integrante del bando).

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