“Alta diagnostica, l’amputazione della Pet nel nuovo progetto non consente a Latina l’auspicato salto di qualità”

E’ all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la discussione sul Centro di alta diagnostica alla luce del parere del professor Roberto Grassi, presidente della Società Italiana di Radiologia Medica, che ha promosso il nuovo progetto che prevede l’installazione dell’apparecchiatura RM al posto della Pet/Rm ibrida come previsto nell’accordo sottoscritto due anni fa con la Fondazione Roma. Latina Bene Comune, tramite la consigliera Maria Grazia Ciolfi, ha già chiarito la propria posizione in linea con il parere del professor Grassi e che porterà ad una modifica dell’accordo in favore del nuovo progetto. Un’ipotesi quest’ultima mal digerita dall’ente Provincia di Latina, che sul Centro di alta diagnostica ha investito 800mila euro, dalle forze politiche di centrodestra, da diverse associazioni e comitati, primo fra tutti il comitato promotore “Centro alta diagnostica di Latina” che oggi ha affidato ad una nota stampa le proprie considerazioni. Di seguito il testo integrale.

Nel confermare la necessità di valutazione del progetto da un esperto di metodica radiologica e nucleare, dopo un confronto con eminenti esperti in medicina nucleare sul parere del Prof. Grassi, proprio in virtù della doppia natura del progetto originario, formuliamo le seguenti considerazioni.

L’autorevole parere espresso dal Prof. Grassi nella sua semplificazione è estremamente chiaro: il raddoppio delle prestazioni radiologiche è indubbiamente un risultato che rende importante la proposta di installazione della sola RM 3 tesla di ultima generazione.

Nel progetto iniziale però, con l’installazione di una PET-RM 3 tesla, non era rilevante il risultato numerico delle prestazioni, ma la qualità delle prestazioni stesse improntate alla Scienza e Ricerca.

E’ indubbio che la RM da sola produca più prestazioni, ma non risponde a quanto sottoscritto nell’accordo di programma che rivolgeva la sua attenzione verso un centro non di pura diagnostica, ma un centro di eccellenza internazionale rivolto principalmente  alla ricerca avanzata. La Città di Latina infatti può entrate nel firmamento nazionale ed internazionale della scienza pura grazie alla creazione di un polo internazionale rivolto alla Ricerca.

La struttura vedeva con l’attivazione di un network interuniversitario per protocolli di ricerca avanzata sviluppati con università, centri di ricerca e ditte costruttrici per lo studio e ricerche ad altissimo livello principalmente per le patologie neurodegenerative, cardiocircolatorie, oncologiche e e in altri ambiti medici, con la presenza di Professori e ricercatori di chiara fama.

L’amputazione della PET nel nuovo progetto non consente a Latina quell’auspicato salto di qualità interpretato con lungimiranza proprio dal protocollo di intesa che oggi vuole essere modificato.

Il beneficio di una quantitativa maggiore risposta radiologica con la sola RM fa venire meno il vero grande obbiettivo della creazione di un polo nazionale  rivolto alla Scienza e alla Ricerca.

Realizzare il progetto senza la configurazione iniziale con la macchina ibrida PET-RM 3 tesla ma con la sola RM 3 tesla significa fare la concorrenza alle strutture romane che sono già in possesso di tali macchinari: IFO, Policlinico Umberto I, ospedale S. Lucia, clinica Pio XI ed altri, e perdere quindi quell’indotto anche di natura economica sul nostro territorio.

La relazione del Prof. Grassi esprime una giusta valutazione sulla potenzialità della nuova macchina RM 3 tesla che può effettuare 3384 esami annui contro i 1692 della macchina PET-RM 3 tesla, ma questa valutazione tradisce la ragione e lo spirito dell’Accordo di Programma che poggiava la sua validità non sulla quantità delle prestazioni, ma sulla qualità delle stesse, rivolte alla Scienza e alla Ricerca.

L’impegno del Comune e della Provincia, con l’accordo di programma, non era quello di realizzare un ottimo centro di diagnostica, ma principalmente di ottenere in campo scientifico risultati nel campo della ricerca.

Questo era il vero obbiettivo.

Il Presidente della Provincia avv. Eleonora Della Penna ha manifestato in modo risoluto il Suo diniego a cambiamenti rispetto all’accordo di programma sottoscritto dalle parti perché ha ben focalizzato l’importanza e la valenza del Centro così come era stato ipotizzato ora in corso di realizzazione.

La Provincia si è sottoposta ad uno sforzo economico notevole perché la finalità fosse la creazione di un centro di eccellenza per la scienza e la ricerca  che offrisse a Latina e Provincia una rilevanza in campo scientifico e non un centro concorrenziale a quelli esistenti a Roma.

Invitiamo il sig. Sindaco a valutare attentamente la valenza del progetto iniziale per non tradire tutte le manifestazioni di volontà espresse dalla Città finalizzate alla crescita del nostro territorio.

COMITATO PROMOTORE CENTRO ALTA DIAGNOSTICA LATINA

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