“Donare decespugliatori al Comune di Latina non significa condividere le politiche del personale adottate dall’amministrazione”

Donare decespugliatori al Comune di Latina non significa condividere le politiche del personale attuate dall’amministrazione comunale. E’ quanto afferma Michele Marocco, dirigente sindacale Cisl Fp, a seguito di un nostro articolo pubblicato ieri (qui il testo) sul mancato accordo per il salario accessorio del personale del Comune di Latina. “Se nei prossimi giorni non avremo risposte immediate si aprirà un periodo vertenziale nei confronti del Comune di Latina con la proclamazione dello stato di agitazione del personale e l’attivazione di tutte le iniziative sindacali necessarie per portare a compimento le giuste aspettative dei lavoratori comunali”, questa in sintesi la posizione del segretario alle funzioni locali della Cisl Fp di Latina, Marino Marini.

Nell’articolo, nel quale sono stati affrontati anche altri temi relativi ai dipendenti dell’ente di piazza del Popolo, abbiamo commentato la presa di posizione forte della Cisl espressa da Marini nel seguente modo: E’ finito il clima d’intesa tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale di Latina ‘palesato’ con la donazione dei decespugliatori? Più facile è che la mano sinistra non sappia cosa faccia la mano destra. E allora non potrà risultare strano più di tanto se in un sindacato la segreteria generale sposi la politica del personale dell’ente municipale del capoluogo e la segreteria della funzione pubblica della stessa sigla dichiari guerra alla delegazione trattante di parte pubblica della medesima amministrazione. Parliamo della Cisl.

A seguito del nostro articolo, il dirigente Marocco precisa quanto segue: “Il vostro articolo fa riferimento ad un’iniziativa del 27 ottobre ultimo scorso delle tre sigle confederali CGIL CISL UIL che hanno donato dei decespugliatori al Comune di Latina. In quell’occasione non si è in alcun modo parlato delle problematiche inerenti il personale del Comune di Latina ed in particolare del salario accessorio, competenza della Federazione della CISL Funzione Pubblica. Pertanto, si ritiene, a nostro parere, alquanto inopportuna la frase nella quale si indica ‘che la mano sinistra non sappia cosa faccia la mano destra’, in quanto le due iniziative non hanno nulla a che fare tra loro essendo completamente distinte. Donare decespugliatori non può in alcun modo sposare le politiche del personale, anzi è un ulteriore aiuto alle gravi carenze del Comune di Latina che non riesce a fornire al proprio personale gli strumenti di lavoro necessari all’espletamento delle proprie funzioni”.

Verrebbe da chiedere – ma non se ne voglia la Cisl né il dirigente Marocco – che se il Comune di Latina “non riesce a fornire al proprio personale gli strumenti di lavoro necessari all’espletamento delle proprie funzioni” come sia possibile che lo stesso ente riesca a garantire la ripartizione del fondo del salario accessorio dei dipendenti alla base della richiesta di ieri formulata dalla Cisl Fp. Ieri il segretario alle funzioni locali della Cisl Fp di Latina, Marino Marini, ha spiegato che le progressioni economiche orizzontali e la ripartizione del fondo del salario accessorio dei dipendenti sono “un obbligo giuridico a carico del Comune di Latina”. Fornire invece al proprio personale gli strumenti di lavoro necessari all’espletamento delle proprie funzioni in che tipologia di obbligo rientra?  La storia degli attrezzi di lavoro donati al Comune, prima dai sindacati confederali e poi dal Rotary, meriterebbe di essere osservata al di là delle semplici fotografie scattate durante la loro consegna.

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