Priverno, Codestefano e Grenga “sfidano” il degrado della loro città

Arriva qualche giorno prima del Natale l’ennesima azione “alla rovescio” targata “Siamo Priverno” e tesa a sottolineare ciò che non va in paese. Umberto Codastefano e Angelo Grenga (Siamo Priverno) hanno messo in campo l’ennesima azione provocatoria, ricostruita con un simpatico e drammatico video apparso su Facebook, nei confronti dell’amministrazione in diversi punti della città (dal centro storico ad alcune zone periferiche) che “sia da stimolo per chi è chiamato a gestire la cosa pubblica nel segno dell’appartenenza al territorio e del senso civico”. Un Natale all’insegna del degrado e alla ricerca delle tradizioni a Priverno: “In via Consolare, che era stata sbandierata lo scorso anno in lungo e largo per la casa di Babbo Natale, ora dimenticata, abbiamo abbellito le fioriere avvolte dall’incuria con una composizione di ciclamino tricolore, un pino e una stella di Natale – spiegano Codastefano e Grenga -. Poi abbiamo acceso i riflettori sulle periferie, a partire da Ponte Barilotto che è stata trasformata in una discarica a cielo aperto da diversi incivili, i quali agiscono indisturbati per la mancanza di controlli e, pure in questo caso, l’amministrazione è rimasta sorda di fronte alla proposta di qualche giorno fa pervenuta da Bruno Silvagni sul sistema di videosorveglianza. Anche lì abbiamo rivalutato un angolo della zona con delle piante richiamanti il tricolore, affiggendo un cartello inequivocabile: Si prega di non toccare, è l’unica zona pulita del luogo!”, sottolineano Codastefano e Grenga. Infine, Siamo Priverno ha voluto rendersi portavoce del malessere diffuso in città per l’interruzione del servizio idrico nella storica fontana del Caselletto, attraverso la quale si sono dissetate intere generazioni. “E’ stato uno schiaffo alla tradizione – ritiene Codastefano, il quale ha posto una stella di Natale e un cartello con su scritto “I ricordi non si rovinano” -. Questo è un modus operandi – è la critica – che rischia di minare la credibilità e la bontà dell’amministrazione persino di fronte ad iniziative che potrebbero essere positive. Ma le tradizioni sono vitali e vanno tutelate, soprattutto per un luogo che è nel cuore della maggior parte dei privernati attraverso aneddoti che si tramandano da generazioni e generazioni”.

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