“Latina, concerto al D’Annunzio autorizzato con un altro atto firmato dal sindaco. Prefettura beffata?”

Il teatro di Latina

Concerto di Capodanno al D’Annunzio… il terzo atto è “quasi” un’altra ordinanza del sindaco. Lo rivela Gianluca Di Cocco, presidente di Idea. “Il 29 dicembre – spiega l’esponente politico – il sindaco di Latina ha emesso un’ordinanza per autorizzare l’uso del teatro comunale nelle more del completamento dei lavori in corso e della licenza di agibilità appellandosi a motivazioni di urgenza in materia di ordine e sicurezza pubblica. E poiché non vi erano gli estremi per ricorrere a questa fattispecie di ordinanza, come rilevato dalla Prefettura di Latina, il sindaco è stato costretto, il 30 dicembre, a revocare l’autorizzazione del 29, mentre il Comune confermava lo svolgimento dell’evento in programma per la serata dell’1 gennaio 2018. Evento che effettivamente c’è stato e che per fortuna ha avuto successo. Come è stato possibile? Stando alle dichiarazioni dell’assessore Emilio Ranieri sarebbe stato emesso un terzo atto firmato dal dirigente dei Lavori pubblici… con il sindaco. Atto fino a ieri sera non reperibile all’albo pretorio ma comunque trasmesso agli interessati”.

Con grande stupore Di Cocco ha scoperto questa mattina che il terzo atto è stato firmato esclusivamente dal sindaco. “L’impostazione – commenta – è quella di un atto dirigenziale, ma porta la firma di Damiano Coletta. Che significa? E’ un’altra ordinanza? E perché non si citano le precedenti? E ancora: come è stato possibile superare il rilievo della Prefettura con il terzo atto? Perché Ranieri ha detto che c’era la firma del dirigente e invece c’è solo quella del sindaco?”.

Di Cocco non ne fa una questione di principio, ma di trasparenza. “Se la Prefettura ti dice che il teatro non può essere autorizzato con un’ordinanza sindacale ma con un atto dirigenziale, dove sta la firma del dirigente? Ci troviamo forse di fronte a un trucco per eludere le regole?”.

L’esponente politico sostiene che l’amministrazione debba fornire delucidazioni, “per correttezza e trasparenza”.

“Mi domando – prosegue Di Cocco -, ma questo non è un documento per il quale il primo cittadino, non poteva agire per effetto della legge Bassanini? Mi chiedo ancora e potrei errare, la competenza a firmare quegli atti non è propria della dirigenza ai sensi dell’articolo 107 del testo unico degli enti locali? Non vorrei errare ancora, ma la politica, non ha solo compiti di indirizzo politico e di controllo e non anche di impegnare la pubblica amministrazione verso l’esterno come si è fatto in questo atto? Detto ciò non è che si è per caso compiuto un atto contrario alla legge? È evidente come non ci sia il dolo tipico dell’abuso di ufficio e la volontà di favorire qualcuno, piuttosto è sempre più palese che l’autorizzazione concessa per l’uso del teatro comunale sia il frutto di un modo di amministrare dilettantistico”.

qui il terzo atto

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