Latina, Gasparri come Pennacchi si schiera con le suore e rilancia: scuole a bando, chi si vuole favorire?

Il senatore Maurizio Gasparri e lo scrittore di Latina Antonio Pennacchi

Gasparri, come Pennacchi, si schiera con le suore di San Marco e torna ad attaccare il sindaco di Latina Damiano Coletta accusandolo di interessi “sospetti”.

Oggi lo scrittore pontino, Premio Strega Antonio Pennacchi, si è rivolto al sindaco con un intervento piuttosto colorito, nel suo stile, di cui ne riportiamo una parte: “All’asilo di San Marco ci siamo andati io e tutti i miei fratelli e sorelle (mia moglie invece, e i nostri figli e nipoti, a quello del Podgora), e pure i padri e le madri e le zie di un sacco di gente che sta adesso in Lbc. Era pieno di Gava e Colazingari – ai miei tempi – sia l’asilo che l’oratorio di San Marco. E senza che pagassimo alcuna retta. Anzi, subito dopo la guerra e per tutti gli anni cinquanta – quando la fame in giro era nera – andavamo tutti la sera a fare la fila fuori, davanti al portoncino laterale sotto il portico, con le gavette e le pentole in mano, a prendere la minestra calda che le suore dispensavano a tutta la città. Suor Teresa, suor Pia, suor Agnese, suor Maria. E mo’ le vuoi cacciare? Dice: “Ma è la legge”. È la legge un paio di palle. Che legge è, una legge ingiusta che non tiene conto della storia e delle consuetudini della gente? Dice: “Ma l’ha fatta Cantone”. E chi cazz’è Cantone? “È un giudice”. E facesse il giudice. Le amministrasse le leggi, non che le fa lui. Da quando in qua – se la Costituzione in Italia è ancora in vigore – le leggi le fanno i giudici? Chi li ha mai eletti a questo scopo? O c’è stato forse un colpo di stato – di cui però nessuno m’ha detto niente – e al posto del parlamento democraticamente eletto c’è adesso la dittatura delle corti giudiziarie? Avvisatemi, porco Giuda, che almeno sto attento a quel che scrivo”.

Ma nel pomeriggio a prendere una posizione dura nei confronti dell’amministrazione comunale sulle scuole paritarie gestite dalle congregazioni religiose, che la giunta ha intenzione di mettere a bando qualora non si dovesse trovare una soluzione alternativa alla proroga delle convenzioni affidata ad un tavolo tecnico, è stato il senatore Maurizio Gasparri. “Faccio mio l’appello dei tanti cittadini di Latina – ha scritto in una nota stampa – affinché il sindaco Coletta rinunci all’ennesima scelleratezza  e riveda la decisione  di estromettere le suore dall’insegnamento nelle scuole comunali dei Borghi e nella storica sede dell’Asilo San Marco. Non c’è solo una evidente questione di carattere socio-culturale e di mantenimento di una tradizione lunghissima. C’è anche una questione di interessi che per l’ennesima volta mi vedo costretto a denunciare. Sembrerebbe che i servizi finora garantiti con grande passione e vocazione, oltre che gratuità, dalle comunità religiose vengano appaltati a delle cooperative. Perché questa scelta? Chi si vuole favorire? Tra l’altro il sindaco sa bene che la convezione cui si fa riferimento fu approvata dal Consiglio comunale nel 1997 e che solo un anno e mezzo fa fu rinnovata con delibera di Consiglio dal commissario Barbato. È evidente, quindi, che per sopprimerla si debba tornare in Aula, vista la sovranità del Consiglio. Farò di questo un caso nazionale. Non è possibile che l’interesse della comunità, le sue tradizioni e la sua stessa identità vengano mortificati dai voleri e dalle prepotenze dei singoli”.

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