Bolkenstein, da Fondi la soluzione per evitare il bando spiagge. Cna: un esempio da seguire

“Dalla Provincia di Latina arriva la dimostrazione che non essendoci scarsità di risorsa non è necessaria l’imminente applicazione della normativa”. Lo afferma la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa sul tema della Bolkestein che continua ad animare il dibattito politico che investe diversi settori dell’economia. La Cna Baleatori di Latina porta a conoscenza del fatto che Fondi ha saputo mettere all’angolo il ricorso alla pubblica evidenza previsto dall’articolo 12.

“Da tempo ormai va in scena in tutto il Paese, un serrato e complesso confronto tra soggetti istituzionali e imprenditoriali sulla necessità di applicare la direttiva Bolkestein – si legge in una nota stampa della Cna -. Al centro del confronto insiste maggiormente i tempi e le modalità di applicazione. La CNA a tutti i livelli sostiene da una parte  l’opportunità di valutare il legittimo affidamento per garantire ai piccoli imprenditori la continuità aziendale e dall’altra chiede, da tempo, attraverso il demanio di verificare se in Italia insiste la scarsità di risorsa. A sostegno di questa posizione c’è un instancabile lavoro tecnico, messo in campo dalla Cna balneatori della provincia di Latina insieme a tutte le rappresentanze territoriali, nell’interesse di un gran numero di associati appartenenti a tutti i comuni rivieraschi del territorio. Ed è proprio da uno di questi comuni costieri, che arriva un importante iniziativa in termini di contrasto alla famosa direttiva Bolkenstein, che, a nostro parere se viene applicata tout court , rischia di destabilizzare il settore balneare nazionale. Lo scenario prevedibile vedrebbe aste pubbliche per le attuali 300mila aziende turistiche italiane con conseguente ed inevitabile collasso economico per la stragrande maggioranza degli operatori del settore”.

Il caso di Fondi

“A dimostrare, per primo, che nel nostro Paese non c’è scarsità di risorsa è il comune di Fondi – si legge ancora nel comunicato stampa -. Proprio l’amministrazione fondana grazie alla collaborazione con i rappresentanti della CNA locali è giunta in accordo con il coordinamento provinciale, all’introduzione all’interno del dispositivo al PUA cittadino di un semplice passaggio che racchiude in sé un gran significato tecnico per tutta la categoria. Nello specifico viene citato il temuto articolo 12 della direttiva comunitaria, che non lascerebbe scampo alle attuali concessioni, le quali sarebbero costrette a sostenere forme di pubblica evidenza, in caso di “scarsità della risorsa spiaggia”. Ed è proprio qui che l’associazione di categoria è intervenuta, andando a fotografare lo stato attuale dei metri lineari di costa bassa concessionata nel comune in questione, attestando senza discussioni di sorta, la presenza di una cospicua porzione di litorale ancora concessionabile, ed attualmente superiore di gran lunga al limite del 50% , imposto ulteriormente dal regolamento regionale n.19 del 12/08/2016. La concertazione tra i dirigenti CNA fondani, e l’amministrazione comunale, hanno permesso di esplicare con chiarezza, la volontà di salvaguardare le aziende cittadine, escludendo in maniera chiara la possibilità di applicazione dell’art.12 della direttiva servizi”.

Il presidente provinciale di Cna Balneatori, Giovanfilippo Di Russo, si ritiene soddisfatto per il lavoro svolto in accordo con i rappresentanti territoriali fondani, con approvazione di tutta la base balneare pontina. “Il prossimo step – dichiara Di Russo – è quello di stimolare le altre amministrazioni comunali rivierasche, affinché si introduca in tutti i PUA locali, lo stesso forte concetto, che potrebbe sancire in futuro, la non ingerenza del comparto balneare con la direttiva bolkenstain, grazie alla presenza indiscussa della risorsa spiaggia da concedere in uso. Siamo certi – continua Di Russo – che in provincia di Latina, in quasi tutti i comuni dove la CNA balneatori è presente, la risorsa spiaggia è abbondante e disponibile, ed è inevitabile considerare che  in condizioni di questo tipo , decade uno dei principi cardine della direttiva servizi, che porterebbe alle aste le nostre aziende. Difenderemo il nostro lavoro in tutte le sedi nazionale ed europee, siamo già a lavoro in altri comuni, per rafforzare questo concetto, e siamo sicuri di ottenere ottimi risultati. La strada è ancora lunga, ma pare che il sentiero imboccato sia quello giusto”.

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