Regionali, esperienza e competenza: gli assi di Carla Amici (Pd) per vincere la partita in provincia di Latina

Il tavolo della conferenza stampa di presentazione della candidatura di Carla Amici

Carla Amici scommette su se stessa, forte di aver maturato esperienza nell’amministrazione locale e quindi in grado di saper rappresentare le necessità del territorio pontino a cui la Regione Lazio deve dare risposte. Alla guida del piccolo centro lepino di Roccagorga, da quasi otto anni, dice che i problemi che un sindaco deve affrontare quotidianamente sono simili, se non identici, a quelli degli altri primi cittadini di comuni piccoli o grandi che siano. Dai rifiuti, ai trasporti, dalla scuola all’organizzazione dei servizi sociali, temi che accomunano il territorio e che potrebbero trovare migliori risposte se, ad esempio, i bandi regionali per le assegnazioni dei contributi fossero indetti ragionando al meglio sulle esigenze locali e reali. “La Regione fa i bandi – afferma Amici – e tutti i Comuni si affrettano a partecipare proponendo progetti che vadano nella direzione dei bandi. Ecco credo che sia opportuno fare al contrario: rappresentare il bisogno e creare bandi idonei a soddisfarlo”.

Candidata del Partito democratico alla carica di consigliere regionale del Lazio, a sostegno della rielezione di Nicola Zingaretti, sposa il programma del presidente che dà continuità al governo che ha fatto uscire la sanità del Lazio dal commissariamento, che ha avviato modelli di sviluppo tutelando l’ambiente, che ha investito nella cultura sostenendo i settori della creatività e dell’innovazione, che ha messo mano al portafoglio per le scuole e per l’alta ricerca, e molte altre cose. Ma al programma del presidente Carla Amici vuole contribuire, mettendo a disposizione di tutti i 33 Comuni della provincia di Latina, e perché no di tutto il Lazio, la sua esperienza di amministratrice locale e le sue competenze manageriali che le sono state riconosciute con incarichi importanti dalle amministrazioni comunali di Aprilia e Terracina in quel momento guidate dal centrodestra. Perché la competenza non ha colore politico. Carla Amici da trent’anni fa quadrare i conti da buona commercialista ma come ha ricordato il suo amico sociologo Vittorio Cotesta, docente universitario, è una donna con una preparazione umanistica che traspare in tutto ciò che scrive, dice e persegue come amministratore pubblico. Non a caso l’elemento caratterizzante della proposta politica di Amici, per le elezioni regionali del prossimo 4 marzo, è quello di mettere al centro la persona, senza dimenticare gli ultimi. “La mia è una battaglia per i diritti umani – afferma – che ci permetterà di lavorare per il raggiungimento di una sanità universale, per una cultura universale, perché credo nell’uguaglianza e per questo mi batterò”.

Questa mattina a Latina, presso il Turirizzo, la sindaca-candidata alle regionali, ha tenuto la sua prima conferenza stampa di questa breve campagna elettorale che la vedrà impegnata, a tamburo battente, nei diversi centri della provincia cavalcando le peculiarità di ogni singolo luogo già studiato per offrire proposte affrontando anche i grandi temi a carattere provinciale. Al suo fianco oggi, oltre al professor Cotesta, la scrittrice Floriana Giancotti, ovvero la professoressa-preside Giancotti per tutti i latinensi, e il dottor Fabio Ricci, senologo del Goretti.

“Ci sono in giro protagonisti inquietanti, politicamente inquietanti, che tuttavia appaiono affascinanti soprattutto ai giovani. Sono pericolosi”. Giancotti ha aperto così il suo discorso a sostegno della candidatura di Carla Amici, contraltare “ai protagonisti inquietanti”, come persona e come colore politico. Una donna a tutto tondo – caratteristica sottolineata poi anche dal professor Cotesta -, capace, competente, madre, moglie, sindaco, amministratrice, un passo in avanti nelle tematiche culturali e della formazione. “La scelta di sostenere Carla – ha detto la prof – è avvenuta sulla base emozionale e di affetto, certo, ma anche per la sua esperienza amministrativa e per aver puntato sulle politiche della formazione che mettono in gioco i nostri giovani. E’ l’unica cosa che possiamo fare per creare le condizioni occupazionali”.

Per il professor Cotesta, Carla Amici ha tutte le carte in regola per candidarsi: “A Latina c’è stata una catastrofe politica e nell’organizzazione dei servizi da cui la città non è ancora uscita. Carla Amici rappresenta per il nostro territorio una risorsa per la città capoluogo e per la nostra provincia, in grado di costruire alleanze per ricostruire il centrosinistra e per fare un buon governo”.

Amici, in qualità di sindaco di Roccagorga, di stellette al bavero ne ha appuntate diverse, ma ce ne è una che forse brilla più delle altre, perché di colore rosa, conquistata su campo nell’ambito della Campagna mondiale Nastro Rosa. La testimonianza è arrivata questa mattina dal dottor Ricci, il quale ha raccontato di come nel 2016, in qualità di responsabile per Latina della campagna mondiale contro il tumore al seno, sia rimasto inizialmente perplesso della candidatura di Roccagorga a ospitare l’evento di apertura della 24° edizione. “In genere queste cose si fanno nei comuni grandi – ha detto il senologo del Goretti -, ma mi sono fidato di Carla e ho fatto bene perché è stato un successone. Ha investito tante di quell’energie da coinvolgere tutti i comuni lepini”. Il dottor Ricci, che è direttore della Breast Unit dell’ospedale di Latina, modello di assistenza specializzato nella diagnosi e cura del carcinoma mammario, ha parlato della sua attività e dell’efficienza della struttura che dà alle donne malate, che iniziano il percorso nella Breast Unit, il 20% in più di probabilità di sopravvivenza. Ma il dottor Ricci non era al Turirizzo per parlare dei dati statistici relativi al tumore al seno ma per affermare che la prevenzione e la cura del tumore più frequente delle donne è un diritto universale, un concetto che è perfettamente in linea con la sanità universale a cui crede fermamente Carla Amici. Una politica da perseguire da dentro la Regione Lazio.

La candidata Amici non si è fatta trovare impreparata alle domande dei giornalisti su rifiuti, acqua, urbanistica e frizioni interne al suo partito. A chi le ha chiesto qual è il candidato che propone accanto al suo nome nella lista elettorale ha risposto che il tandem non le piace e che quindi chiederà il voto per sé lasciando libertà di scelta per la quota “celeste”. “Partiamo tutti con una base diversa – ha detto, c’è chi è consigliere uscente, chi segretario di partito, io che sono sindaco e che metto a disposizione la mia esperienza per l’intero territorio”.

Sfuggente Carla Amici, ma non troppo, sulla polemica tra Enrico Forte e Salvatore La Penna, entrambi candidati del Pd, sull’urbanistica di Latina. “Diciamo che l’urbanistica è il tallone d’Achille di tutte le amministrazioni di Latina. Quando si parla di sviluppo urbanistico occorre dotarsi prima di un piano di fabbisogno”. Sui rifiuti ed in particolare sull’emergenza “umido” di queste ore, la candidata del Pd ha detto che l’ideale per un comune sarebbe potersi gestire in autonomia ma che purtroppo questo non è possibile perché perché i costi sarebbero troppo elevati. “E’ fuori dubbio che dobbiamo trovare una soluzione relativa all’impiantistica ma è pur vero che dobbiamo fare una rivoluzione ‘culturale’, perché solo da noi i rifiuti rappresentano esclusivamente costi (un discorso che l’avvicina alla politica lanciata dal Comune di Latina con l’Abc, ndr)”. Ma gli impianti mettono sempre un po’ di paura, è il caso dell’allarme innescato a Latina Scalo con l’autorizzazione rilasciata per un impianto di produzione di biometano… “Ci sono le nuove tecnologie che si possono mettere in campo, dobbiamo essere in grado di rinnovarci e di cambiare sistema se vogliamo risolvere il problema dei rifiuti”.

Dire acqua pubblica, per Amici, è un invito a nozze. Uno dei principali cavalli di battaglia. “Tengo sempre a precisare che acqua pubblica non significa acqua gratuita, perché l’acqua è una risorsa limitata. Pubblica può essere la gestione, ma è necessario che la politica si affidi a competenze per non incorrere nei disservizi di AcquaLatina, dalla crisi idrica alla rete colabrodo, da investimenti sbagliati. Ora per risolvere la crisi idrica si scavano nuovi pozzi. Per fare cosa? Per immettere acqua in un rete che cade a pezzi?”.

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