Discarica di Latina, rivoluzione a cinque stelle: Lombardi promette a Borgo Montello rispetto delle leggi e nuovo piano rifiuti

Roberta Lombardi davanti ai cancelli della discarica di Borgo Montello

C’è stata anche la discarica di Borgo Montello tra le tappe pontine della candidata del Movimento cinque stelle alla presidenza della Regione Lazio Roberta Lombardi. E’ arrivata nel primo pomeriggio di oggi presso il podere Piovesan di via Monfalcone insieme alla consigliera regionale uscente Gaia Pernarella e al vice presidente della commissione bicamerale ecomafie Stefano Vignaroli. Ad attendere il camper del Movimento cinque stelle, scortato da carabinieri e polizia, il comitato civico di via Monfalcone in guerra contro la discarica sin dalla sua nascita, quasi coincidente con la data di nascita di Lombardi come ha fatto notare Giorgio Libralato, consulente di fiducia del comitato.

Il freddo e il vento gelido non ha scoraggiato il pubblico assiepato nel gazebo del podere. Libralato ha illustrato alla candidata Lombardi le cartine della maxi discarica divisa tra due proprietà, sintetizzando la storia dei due siti attualmente chiusi, quello dell’Indeco sotto sequestro dall’8 gennaio 2016 e quello di Ecoambiente la cui attività è ferma al 5 ottobre 2016 per esaurimento dei volumi disponibili. “Eppure – ha sottolineato il consulente tecnico del comitato di via Monfalcone – risultano aperte le procedure Aia per l’ampliamento di entrambe le discariche. E dopo il sequestro dell’Indeco la stessa società è stata autorizzata alla realizzazione di una centrale biogas”.

Pernarella ha fatto un excursus sulle attività svolte dal Movimento cinque stelle nel corso di questa consiliatura regionale, rendendo noti i dati dell’Arpa sulla discarica di Borgo Montello e presentando diverse interrogazioni in aula. “Risposte vaghe – ha detto la consigliera – da parte dell’amministrazione regionale. Recentemente l’assessore Mauro Buschini, assessore all’ambiente della Giunta Zingaretti ha promesso che avrebbe reso noto il progetto di bonifica della discarica di Borgo Montello. Ma io non l’ho ancora visto, nonostante abbia fatto specifica richiesta di accesso agli atti”.

Faceva davvero freddo nel giardino Piovesan, ma a scaldare l’atmosfera ci ha pensato la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, resa nota il 17 dicembre scorso, relativa al ciclo dei rifiuti di Roma Capitale e fenomeni illeciti nel territorio del Lazio. Un documento importante che dedica alla terra del fuoco pontina un intero capitolo: è la fotografia scattata dalla commissione d’inchiesta della quarta discarica per estensione e per
volume di rifiuti abbancati; 50 ettati nel bel mezzo dell’Agro Pontino al confine tra il comune di Latina e Nettuno. Tante le criticità sottolineate e finite all’attenzione della magistratura.

“Dalle indagini e acquisizioni della Commissione – si legge nella relazione – risulta che nell’area di Borgo Montello sono stati stoccati – extra ordinem e, in alcuni casi, illegalmente – rifiuti speciali pericolosi, tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. Questo elemento conoscitivo, che ha visto un importante sforzo investigativo da parte della commissione, conferma quanto da sempre sostenuto dalla popolazione locale, allarmata da voci, confidenze e notizie giornalistiche”. Ma come ha ricordato oggi pomeriggio il vice presidente della commissione, presente al podere Piovesan, è che la relazione mette in luce come tali rifiuti siano stati cercati… nel posto sbagliato. Come a dire che non si sarebbero voluti trovare. E’ una storia nota questa per i cittadini di Borgo Montello e in particolare per gli abitanti di via Monfalcone che hanno visto negli anni morire famigliari e vicini di casa di cancro. Troppi morti e troppi disagi patiti dai sopravvissuti mai risarciti per questa servitù così pesante.

Il Movimento cinque stelle ha promesso che continuerà a seguire da vicino questa vicenda, promettendo la rivoluzione: il rispetto delle leggi di settore, a cominciare dall’obbligo di bonifica. Una bonifica seria, hanno puntualizzato gli esponenti a cinque stelle alludendo al fatto che quella in corso, fatta con la somministrazione di semplici solventi, non è sufficiente. “Noi oggi siamo venuti a mettere un punto al lavoro svolto in questi cinque anni sia in Parlamento che in Regione da parte del Movimento cinque stelle – ha dichiarato Lombardi, candidata alla guida della Regione Lazio -. In Regione il M5s, come forza di opposizione, ha portato alla ribalta dell’aula il caso di Borgo Montello e in Parlamento, sempre da gruppo di opposizione, il Movimento attraverso la Commissione ecomafie è riuscito a far inserire la ‘fotografia’ della discarica di Borgo Montello nella relazione sui fenomeni illeciti nella gestione dei rifiuti. Adesso vogliamo, in prospettiva di diventare forza di governo nazionale e regionale, assumerci un maggiore impegno a sostegno delle persone che vivono in via Monfalcone, per la bonifica e la messa in sicurezza del territorio. La nostra rivoluzione sarà il rispetto della legge, attuando tutte le manovre post mortem previste per legge”.

La candidata Lombardi ha chiuso la sua visita a Borgo Montello intervenendo anche sulla recente emergenza pontina relativa ai rifiuti organici, per effetto dei sequestri degli impianti Acea e Sep di Aprilia e Pontinia, che sta mettendo in difficoltà i Comuni costretti a conferire fuori provincia e fuori regione. “La risoluzione del problema è la chiusura del Piano rifiuti regionale che è fermo al 2012. La filosofia che ha mosso in questi anni la gestione dei rifiuti come rifiuti da bruciare o da interrare è una filosofia che non va bene e che fa male alla salute. Noi proponiamo la filosofia che vada verso il riutilizzo dei rifiuti. Per quanto riguarda l’umido, siamo contro il biogas, ma proponiamo degli impianti piccoli, di prossimità, per il compostaggio aerobico in modo che il rifiuto diventi una risorsa”.

Di seguito una breve video-intervista a Libralato e Lombardi e le foto scattate oggi pomeriggio in via Monfalcone a Latina.

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