Sezze, anche Marino Truini in corsa per la Regione

Oltre a Salvatore La Penna e Carla Amici, entrambi in corsa con il PD, Sezze avrà anche un terzo candidato consigliere in vista delle elezioni regionali del prossimo 4 marzo. Anche lui a sostegno della riconferma a governatore di Nicola Zingaretti, nelle fila di Liberi e Uguali, ha apposto venerdì la firma sui moduli che lo pongono ufficialmente in corsa anche Marino Truini. Quello di Truini è un ritorno in politica dopo un distacco di circa dieci anni. Marino Truini, che durante la sua militanza sempre di sinistra, è stato anche vice presidente della XIII Comunità Montana dei Monti Lepini dal 2003 al 2006, è stato consigliere comunale a Sezze per tredici anni ininterrotti, dal 1993 al 2006 attraversando due legislature ovvero i due mandati a sindaco di Giancarlo Siddera e i tre anni di legislatura Zarra. La fine della sua esperienza è coincisa con la fine prematura della legislatura civica capitanata dal fu sindaco Zarra, terminata anzitempo con il commissariamento dell’Ente. Il suo, come lo stesso Truini afferma, “è un ritorno a sinistra”. “Sono cresciuto con una cultura di sinistra e dopo il partito comunista, la mia militanza con il PDS prima e i DS poi lo testimonia. Il commissariamento del Comune di Sezze nel 2006 e la nascita del PD nel 2007, mi hanno fatto fare un passo indietro. Non sono mai stato convinto del Partito Democratico che ho sempre ritenuto un ibrido mal riuscito, nato dalla fusione di Margherita e DS che erano due anime inconciliabili. La deriva centrista a livello nazionale così come l’esempio locale di Sezze mi hanno dato ragione. Con Liberi e Uguali c’è la possibilità di tornare a fare politica a sinistra portando a sinistra l’operato dell’amministrazione Zingaretti che dopo gli sfracelli dei predecessori non ha fatto male e può sicuramente fare meglio. Ritrovo in questa avventura tanti compagni setini e a Sezze, così come all’intero territorio lepino, chiedo di darmi una mano in questa corsa che porta alla Pisana. Sono sicuro di poter dar voce a questi territori che da circa dieci anni in Regione sono muti”.

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