Sezze, giusto riconoscere i debiti fuori bilancio della delibera 58. Assolti i 41 imputati

La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, in merito alle ipotesi di accusa formulate dal vice Procuratore Rosa Francaviglia, nei confronti di 41 esponenti setini tra sindaci, assessori, consiglieri comunali, revisori dei conti, funzionari e anche il Commissario Prefettizio, che per effetto della delibera numero 58 del 14 febbraio 2009 approvata dal aprila legislatura Campoli e quindi dallo stesso sindaco Andrea Campoli e dai consiglieri Titta Giorgi, Enzo Eramo, Armando Uscimenti, Sonia Ricci, Enzo Polidoro, Giovanni Zeppieri, Paolo Rizzo, Giovanni Orlandi, Salvatore Leggeri, Ernesto Di Pastina avrebbero determinato l’insorgenza di danno erariale per: 1) omessa indicazione dell’utilità e dell’arricchimento in capo all’Ente Locale; 2) Inosservanza dei principi giuscontabilistici per le passività pregresse o arretrate ha sentenziato la piena assoluzione respingendo la citazione e riconoscendo le spese legali sostenute per la difesa. La sezione era composta dalla composta dalla dottoressa Piera Maggi Presidente, la dottoressa Laura d’Ambrosio Consigliere, il dottor Marco Fratini Consigliere. La sentenza è la numero 57 del 2018 e riconosce la legittimità di un atto che l’amministrazione Campoli, in primis lo stesso ex sindaco, ha sempre riconosciuto come legittimo e necessario per evitare la bancarotta dell’Ente. Non solo, ma lo stesso Campoli ha più volte dichiarato: “Quell’atto ha rappresentato una grande assunzione di responsabilità da parte della mia amministrazione che si è fatta carico, ripianandoli, di 7 milioni di euro di debiti ereditati dalle amministrazioni precedenti mettendo al riparo il Comune da costi e interessi aggiuntivi che le sentenze esecutive riguardo quei conti, avrebbero comportato”.

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