The Post, la sempre attuale battaglia per la libertà di stampa narrata da Steven Spielberg

Carla Amici PD Elezioni 2018

Dopo aver raccontato la storia americana nei recenti Lincoln e Il ponte delle spie, Steven Spielberg torna al cinema con The Post. Il film, candidato a due Premi Oscar, ha per protagonisti Meryl Streep e Tom Hanks, inedita coppia cinematografica dalla grande alchimia. Per il celebre regista è invece una nuova occasione di rileggere il passato svelandone la sua costante attualità.

The Post racconta la storia dietro alla pubblicazione dei “Pentagon Papers”, avvenuta agli inizi degli anni settanta sul Washington Post, che svelarono i reali coinvolgimenti degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam. L’editrice del giornale Kay Graham (Meryl Streep), e il duro e testardo direttore del giornale Ben Bradlee (Tom Hanks) metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà in difesa della libertà di stampa e della verità.

Quando Steven Spielberg si dedica a film su eventi storici di questo tipo, lo fa impiegando tutta la sua classe e maestria, rinnovandosi ogni volta. Lo dimostra facendo diventare quella qui raccontata una storia di valore universale e senza tempo. Partendo dalla straordinaria sceneggiatura scritta da Liz Hannah e Josh Singer, egli vi costruisce intorno un film classico ed essenziale nello stile, dove non ci sono movimenti di macchina o inquadrature ingiustificati, e che ripercorre fedelmente gli eventi senza il bisogno di retorica o sottolineature di regia. La sua cura per i dettagli e la messa in scena parla da sé, come le sue immagini che ci raccontano più di quanto sembrano poter fare le parole. Avvalendosi della sua troupe di fiducia, Spielberg confeziona un nuovo splendido tassello nella sua ricostruzione storica e nel rappresentare la lotta del piccolo contro il grande, della necessità di mettere a rischio tutto ciò che si ha in nome di un ideale più alto.

The Post svela la sua attualità oggi più che mai, mettendo al centro la libertà e il dovere della stampa, ribadendo il concetto che per affermare questo diritto alla pubblicazione è necessario pubblicare. “L’informazione serve chi è governato, non chi governa”, viene detto nel film a conclusione e riassunto della lunga battaglia portata avanti da veri e propri eroi in carne ed ossa. Eroi che hanno qui il volto di Meryl Streep e Tom Hanks, naturalmente straordinari nel arricchire i loro personaggi di sfumature, che li mostrano intenti a portare avanti battaglie pubbliche e personali, consegnandoceli nella loro fragilità e nella loro forza. Una coppia di attori costantemente in stato di grazia, ai quali se ne affiancano altri altrettanto validi come Bob Ondekirk e Sarah Paulson, componendo così un cast di alto livello che non fa che contribuire al valore del film.

Non in ultimo The Post arriva nel momento giusto anche per quanto riguarda l’affermazione della figura della donna. Centrale è qui il personaggio della Streep, costretta a farsi valere in un mondo di uomini. Spielberg semina per tutto il film figure femminili che silenziosamente portano avanti battaglie, conferendo loro ruoli apparentemente piccoli ma di importanza vitale ai fini della storia. Il segnale del cambiamento dei tempi a riguardo è elemento ricorrente che il regista ci racconta con grande sensibilità attraverso il cinema, mezzo di cui, come in questo ultimo splendido caso, da sempre è maestro e che da sempre adopera per comprendere meglio la realtà e la società in cui viviamo.

The Post, diretto da Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks è in sala dal 1 febbraio nei cinema di Latina (Oxer, Corso Multisala), Aprilia (Multiplex Village Cinemas), Formia (Del Mare Multisala), Gaeta (Cinema Teatro Ariston) e Terracina (Rio Multisala).

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