Operazione Super Job, cooperative staffetta per una maxi frode fiscale: 18 arresti tra Aprilia e Cisterna

Carla Amici PD Elezioni 2018

Diciotto misure cautelari, nove in carcere e nove ai domiciliari, e beni per oltre 15 milioni di euro posti sotto sequestro: sgominata un’associazione a delinquere dedita alla frode fiscale e corruzione. E’ questo il bilancio dell’operazione di polizia giudiziaria, denominata Super Job, eseguita oggi ad Aprilia, Cisterna e in altre città italiane dai militari del comando provinciale di Latina, guidati dal colonnello Michele Bosco. I provvedimenti, tutti notificati eccetto due, sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone su richiesta dei sostituti procuratori Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo.

Gli approfondimenti condotti dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Latina e della Tenenza di Aprilia hanno permesso di scoprire un dedalo di società cooperative, riconducibili ad un commercialista apriliano e a un imprenditore del Pavese, intestate a prestanome e destinate ad operare per pochi anni, utilizzate per la commissione di svariati reati tributari. “Cooperative a staffetta” le hanno definite gli inquirenti oggi nella conferenza stampa, indetta per illustrare la maxi operazione, tenuta in Procura dal procuratore capo Andrea De Gasperis, dai sostituti Spinelli e Bontempo, dal colonnello Bosco, dal maggiore Calimero e dal tenente Panico. “Cooperative staffetta”, create appositamente per emettere false fatturazioni, a fronte di servizi di facchinaggio inesistenti. Una ventina in tutto costituite ad Aprilia e fatte morire all’estero, per lo più nel Regno Unito. Morta una era pronta a subentrare un’altra nuova di zecca per fornire false fatturazioni sempre a beneficio dell’imprenditore della provincia di Pavia alo scopo di generare crediti Iva non dovuti per milioni di euro.

L’attività investigativa si è sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni e intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno consentito alla Guardia di Finanza di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di false fatture per un valore complessivo di 90 milioni di euro. Sei i commercialisti coinvolti, tra Aprilia e Cisterna, tutti finiti in carcere, accusati di aver messo a disposizione del sistema criminoso le loro specifiche competenze professionali, per la contabilizzazione di costi derivanti da false fatture e per la certificazione dei crediti Iva derivanti dalle operazioni inesistenti. Crediti che, secondo gli inquirenti, venivano poi utilizzati per compensare la quasi totalità dei debiti di natura tributaria e previdenziale. “Questi costi – hanno spiegato in conferenza stampa – venivano bilanciati con ricavi derivanti, a loro volta, dall’emissione di false fatture di prestazione di manodopera, per milioni di euro frodati all’Erario. Lo spregiudicato sistema ha consentito all’associazione di fornire manodopera a prezzi concorrenziali ai propri clienti, anche quelli di una società milanese di recupero crediti, e di generare ingenti fondi neri derivanti dalle imposte evase. Fondi che venivano trasferiti all’estero simulando l’acquisto di servizi presso società londinesi risultate riconducibili agli stessi indagati”.

Oltre ai sei commercialisti, all’imprenditore del Pavese, e ad un intermediario operante a Londra, le misure cautelari hanno riguardato anche di due pubblici ufficiali: uno dell’Agenzia delle Entrate e un ispettore della Guardia di Finanza operante ad Aprilia. In particolare, quest’ultimo, pur non partecipante alle indagini relative alle “cooperative staffetta”, era in grado di passare informazioni relative alle stesse ai componenti del sodalizio in cambio di mazzette. Il finanziere si trova ora in carcere per corruzione e violazione del segreto d’ufficio. Un “dettaglio” doloroso per gli uomini della Guardia di Finanza che nell’ambito delle lunghe e complesse indagini hanno mantenuto un profilo altamente professionale, come riconosciuto anche dal procuratore capo De Gasperis.

Le misure cautelari ai domiciliari sono state emesse nei confronti dei referenti della cooperative di falso facchinaggio: nove in tutto per una ventina di società che morivano e rinascevano come un’araba fenice.

L’operazione Super Job attesta l’impegno del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, dalla parte dei cittadini e degli operatori economici onesti.

Le foto della conferenza stampa

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