Marchiella (FdI) sul Consorzio di Bonifica: “Lasciamo stare i privati e pensiamo a rilanciarlo!”

Rilanciare e riorganizzare il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino. E’ uno dei punti fermi nel programma di Andrea Marchiella, consigliere comunale di Latina e candidato al consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia. Un’aria di strani cambiamenti aleggia sulle sorti di un ente più volte alle prese con polemiche e problematiche di svariato genere: “Sono il primo a riconoscere la necessità di una revisione o di una riduzione degli enti pubblici che nel corso degli anni si sono rivelati di fatto superflui, inutili e perfino dannosi. Credo però che non si debba eccedere in un’azione esasperata, soprattutto quando sono in ballo delle realtà di fondamentale importanza per il territorio. E’ il caso del Consorzio di Bonifica, irrinunciabile per i suoi compiti di difesa del sistema idrico della provincia di Latina. Sono all’ordine del giorno, ormai, i segnali di una variazione climatica che pone in serio pericolo la situazione idrogeologica pontina. Abbandonare o trascurare la manutenzione dei nostri numerosi corsi d’acqua provocherebbe conseguenze disastrose e comprometterebbe il sistema di sollevamento delle acque ed il funzionamento delle idrovore. Per questo dico che il Consorzio non si tocca e anzi deve essere rivalutato e potenziato: perché ripristinare tutte le funzioni e assicurare la manutenzione dei canali significherebbe garantire l’irrigazione e altri servizi alle imprese agricole, fornendo risposte certe ad un comparto troppo penalizzato negli ultimi tempi”.

RIPRISTINARE L’ENTE, EVITANDO “SUDDITANZE”

Marchiella analizza quindi le ipotesi circolate di recente sul destino del Consorzio: “Le competenze di questo ente difficilmente potrebbero essere assegnate ad altri organismi, anche se sono convinto che alcune funzioni specifiche possano essere destinate altrove: questo eviterebbe il sovraccarico di funzioni e responsabilità al quale abbiamo assistito nel corso degli anni. E’ ancora più impraticabile, invece, la strada che porta ai privati: affidare il servizio in appalto comporterebbe una sorta di sudditanza del pubblico e provocherebbe criticità simili a quelle emerse in altri settori. Non ho dunque alcun cambio di gestione da proporre, ma una precisa definizione e riorganizzazione delle funzioni, anche attraverso un potenziamento dell’organico e la conseguente creazione di ulteriori posti di lavoro: solo in questo modo il Consorzio di Bonifica potrà essere rilanciato, per il bene dei nostri corsi d’acqua e del nostro territorio”.

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