Riaffermazione dei diritti sociali, a Latina un compagno che piace anche alla destra

Sergio Sciaudone

“Contro i meccanismi dell’Unione Europea, contro la Nato, per un’Italia socialista c’è solo il Partito Comunista”. Parola di Sergio Sciaudone, numero uno in provincia di Latina per la difesa dei diritti sociali, sempre al fianco dei più deboli.

Punto di riferimento “non governativo” ma quasi “istituzionalizzato” quando si tratta di gestire situazioni emergenziali umanitarie – note le sue battaglie per il dormitorio e la mensa per i senzatetto nel capoluogo –, Sciaudone ha consolidato nel tempo un gradimento trasversale. Apprezzato e stimato anche da alcuni avversari politici, prova ne è (citando l’ultima in ordine di tempo) la firma di uomini di destra per la presentazione della lista in cui è presente per un posto alla Camera alle prossime elezioni del 4 marzo, sui social fa incetta di “like” anche quando esterna l’integralista comunista che è in lui. “Se il consenso dei social si convertisse in consenso elettorale starei in una botte di ferro”, commenta sornione l’aspirante deputato pontino del Partito Comunista.

In realtà il “compagno” Sciaudone sa bene, per averlo vissuto anche in altre esperienze elettorali, che un conto è ricevere una pacca sulla spalla dal vicino di casa, da chi opera nel volontariato con il quale condivide lo spirito di solidarietà verso i più bisognosi, dall’amico di strada con il quale ha trascorso la notte al ghiaccio prima di trovargli un tetto sotto cui ripararsi, e un conto è invece entrare nella cabina elettorale e barrare la “falce e martello” in una città in cui l’architettura razionalista non è soltanto un cimelio del passato, violentato e saccheggiato da una politica traditrice, ma un’araba fenice in grado di rianimare, di nascosto e silente, la fiamma che pulsa nel cuore della destra, anche e soprattutto dei suoi movimenti più giovani.

Sciaudone quell’araba fenice non ha interesse ad abbatterla; vorrebbe invece demolire gli steccati che oggi impediscono di riportare in primo piano i diritti sociali: “La sinistra moderna ha anteposto i diritti civili ai diritti sociali, è un problema di classe. Mi spiego meglio. L’omosessualità: se un operaio è omosessuale è un operaio frocio (passatemi il termine) alla catena di montaggio; Valentino è un artista estroso che ha portato il suo brand in tutto il mondo. Susanna Agnelli, probabilmente, non ha mai subito la discriminante sessista; le quote rosa le sarebbero state del tutto indifferenti. E’ l’obiettivo della piena occupazione, con un lavoro dignitoso per tutti, che risponda alle capacità e alle aspirazioni individuali nella cornice di una economia pianificata, quindi è un diritto sociale a garantirti anche i diritti civili e non viceversa”.

Sergio Sciaudone, quand’è che nasce il lei l’essere comunista? “Io sono comunista per necessità, per aver vissuto sulla mia pelle, sin da studente a Latina, le discriminazioni della società nei confronti delle classi più povere. Non sono un indottrinato, ma un umanista. Se non senti su di te le ingiustizie vissute da un altro essere umano non puoi essere un comunista”.

Il Partito comunista, in vista delle elezioni politiche, ha presentato un programma di governo molto dettagliato (clicca qui) e a lei ha chiesto la candidatura alla Camera, collegio plurinominale Lazio 2 (Latina e Frosinone): per convincere gli elettori a barrare il simbolo della “falce e martello” su cosa sta puntando in questi giorni della campagna elettorale?

“Non faccio alcuna promessa. E questo penso che sia un segno di distinzione rispetto alla variegata offerta di candidati, con il rispetto parlando di tutti. Io dico che bisogna combattere, lottare per i diritti sociali che in questi anni hanno ingranato la retromarcia: dalla scala mobile all’articolo 18, dal lavoro precarizzato all’assalto alle pensioni. Il centrosinistra e il centrodestra sono stati complici. Fausto Bertinotti ha distrutto il Partito comunista, unico garante della classe lavoratrice e dei diritti dei più deboli, quando ha anteposto i diritti civili ai diritti sociali. Il ritorno alle elezioni politiche del Partito comunista di Marco Rizzo vuole invertire quest’ordine. Allora a chi chiedo il voto dico che bisogna lottare, che chi vive in una condizione di svantaggio deve battersi per rivendicare i propri diritti. Io lo sosterrò. E’ questo il mio impegno”.

Lei ha 54 anni, tutti vissuti a Latina: che città è la sua? “E’ una città piena di contraddizioni, disorientata come il resto d’Italia da problemi distorti. Prendiamo il fenomeno degli sbarchi, dei migranti che arrivano in questo Paese. Ebbene, prima che si affronti il doppio disagio dei migranti e dei cittadini ospitanti, va spiegato perché queste persone fuggono dall’Africa: ad esempio, se il premier Paolo Gentiloni ha inviato i soldati in Niger non lo ha fatto per una missione di pace né per fermare gli sbarchi, dal momento che il Niger non ha neanche le coste, ma per interessi economici legati al petrolio e all’uranio. Detto questo è chiaro che gli sbarchi in Italia sono favoriti dalle guerre come anche dai cambiamenti climatici provocati dagli stili di vita dei paesi ricchi. Tornando a Latina, mi sento di dire ed affermare con certezza che il migrante viene mal visto non perché nero, ma perché povero: Latina non è una città razzista nel termine classico della parola, esiste nel capoluogo un razzismo contro i poveri; se venisse uno sceicco pieno di soldi nessuno si scanserebbe o vivrebbe l’evento come un problema. Ecco, è sempre un discorso di classi sociali che ritorna. Nella mia quotidianità in mezzo alla gente, noto che ci sono molte persone che in silenzio e in maniera riservata aiutano i più sfortunati, a cominciare dai concittadini romeni ed extracomunitari. E lo fanno con il cuore in mano, salvo poi dopo cinque minuti inveire contro la presenza ingombrante degli stessi stranieri. Una contraddizione che io attribuisco dal continuo bombardamento, tipo leghista, creato ad arte dalla stampa di regime”.

Rischi di perdere la rotta quando ti trovi davanti un interlocutore come Sergio Sciaudone che mastica guevarismo a pranzo e a cena. Le citazioni di Ernesto Che Guevara fanno da padrone, ma il comunista pontino guarda al rivoluzionario argentino come un religioso quando alza gli occhi verso la Vergine o verso Gesù sulla croce.  Ad ognuno il suo, senza lievitare da terra. “Il problema dell’Italia non è il vitalizio dei parlamentari – è lui a tenere il timone in questa parte dell’intervista -, che è certo un’ingiustizia, ma il vero problema sono i meccanismi che regolano la nostra presenza nell’Unione Europea, la presenza nella Nato”. E aggiunge a proposito dell’allarme leghista sugli immigrati: “Un reato ha lo stesso peso per chiunque lo commetta. La logica di spostare l’attenzione sulla razza non ha senso: smetteremo di lottare solo il giorno in cui la differenza del colore della pelle – mo’ ci vuole Che Guevara – sarà considerata alla stessa stregua della differenza di colore degli occhi”.

Senta, secondo lei l’attuale amministrazione comunale di Latina sta gestendo bene l’ospitalità ai migranti? “Lei lo sa quanti sono i migranti a Latina? Qualcuno lo sa, con certezza? Io ho notato e denunciato che stranamente i minori non accompagnati spuntano a Latina maggiormente nei week end, il che significa che le forze dell’ordine che li intercettano devono contattare il pronto intervento sociale, perché gli assistenti sociali del Comune il sabato e la domenica non sono reperibili. Il pronto intervento sociale contatta le cooperative che gestiscono i centri di accoglienza della zona che però generalmente non hanno posti disponibili. Poi succede che frequentemente arriva la disponibilità di centri del Casertano a cui il Comune di Latina arriva a pagare quasi cento euro al giorno per l’ospitalità del minore, contro i meno di 50 euro pagati per altri ragazzini trovati nel Casertano. Io non lo so se qualcuno si sia mai preoccupato di andare a fare visita presso la struttura ospitante per verificarne le condizioni”.

“Il nostro è un  programma dei lavoratori, delle donne, dei disoccupati, dei pensionati, dei giovani che lottano per la costruzione di un’Italia socialista – conclude Sciaudone -, di una nuova società che abolisca lo sfruttamento e la diseguaglianza sociale e liberi le energie, le forze produttive e le risorse collettive oggi incatenate dagli interessi privati di un pugno di capitalisti, indirizzandole verso il progresso sociale e il soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori, realizzando l’uguaglianza sostanziale degli individui, consentendo così il pieno e libero sviluppo delle capacità umane. Votate il Partito comunista”.

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