Pontina, lo slalom raccontato dai viaggiatori. Manutenzione, l’altra incognita.

La Pontina. Sempre la maledetta Pontina che fa notizia. Anche ieri, con le trenta auto distrutte per incuria. E per la mancanza di sicurezza. Sui social network la gente ha dato voce alla propria frustrazione, accusando tutto e tutti di inerzia rispetto a questo grave problema. Nessuno, però, risulta al di fuori di ogni colpa. Un tempo statale, l’arteria, è passata alla Regione per tornare negli ultimi due anni ad Astral, l’Azienda che insieme all’Anas si dovrebbe occupare della gestione ordinaria per conservarne lo stato e la fruibilità, mantenere gli impianti e le opere in condizioni di valido funzionamento e di sicurezza, curare la segnaletica, l’illuminazione e la percorribilità durante la stagione invernale. Ma nulla di tutto ciò accade. Ai problemi cronici di sempre: non esiste una corsia di emergenza per cui  ad ogni piccolo intoppo, anche di lieve entità, si blocca tutto; non ci sono catarifrangenti che segnalano il confine della carreggiata; è una strada buia e manca un’adeguata segnaletica, si aggiungono le emergenze per l’usura e la pioggia.

Come ieri. E come succede ogni volta che piove. Si, perché, l’asfalto che viene usato per rattoppare, con la pioggia e con l’usura si sgretola talmente tanto, da causare non buche, ma voragini. Con le conseguenze che tutti conoscono: macchine distrutte e tanto spavento. Capita di vedere gli operai al lavoro che aggiustano il manto stradale. Buttano catrame da un camion con una pala e poi chi è in strada riempie la buca alla bell’e meglio. E vanno avanti…

Ieri per limitare i danni, la polizia stradale di Aprilia in accordo con Astral aveva già chiuso delle corsie fin dal pomeriggio. Ma non è servito a molto, se più tardi una trentina di auto sono rimaste danneggiate e ferme dentro le voragini.

Ogni volta, per chi viaggia è un terno al lotto. “Sono tornata da Roma alle 15, dice Doriana Polese, pendolare da circa 20 anni, e in corrispondenza dell’Abbot, in direzione Latina, l’autobus ha rallentato. La corsia di destra era stata chiusa per un bel tratto. E’ successo anche due mesi fa, all’altezza di Borgo Montello. Per le buche avevano chiuso completamente la strada e dirottato il traffico sulla laterale. Ma succede spesso ormai. La Pontina è una strada davvero impraticabile. Andrebbe proprio chiusa”.

Laura Di Domenico, impiegata presso HP, viaggia da più di 30 anni: “ negli ultimi anni è tutto peggiorato, dice. Il manto stradale è completamente dissestato. La situazione è gravissima. In autobus dobbiamo viaggiare in piedi per i sobbalzi che subiamo e che la schiena non può sostenere. Io spesso ormai quando ci sono problemi, lavoro da casa. Ma io posso, altri invece sono costretti ad andare lo stesso in queste condizioni”.

“Sono stata a Roma per una cena, racconta Marzia Wiquel, ma ho preferito prendere una stanza in albergo e dormire lì, piuttosto che tornare di sera e fare la Pontina”.

“Ieri è stata davvero una visione apocalittica. Una tensione terribile”, dice sconfortata Maria Cristina D’Alessio.

Franco Rosato ieri sera è andato a Roma e nell’altra corsia ha visto l’”ecatombe”. Questa mattina l’ha ripercorsa all’incontrario. “La situazione è peggiorata, ha detto, e nessuno ci sta lavorando. Hanno solo ridotto la corsia. Ho visto da una parte un camioncino con l’asfalto. Nulla di più”.

Nicola Ianniello è appena tornato da Roma. Ha accompagnato la figlia alla stazione Termini e ha dovuto percorrere la strada ad una velocità bassissima. Le buche non si vedono perché sono coperte di acqua. “Non ci sono cantieri aperti. Solo deviazioni. Il lato destro in direzione di Roma è completamente inagibile. E la situazione, come dicevano tutti al distributore di benzina, sta peggiorando”.

Fabio Padovan ieri sera ha realizzato un video all’altezza di Pomezia che ha postato su facebook. Molte le condivisioni.

Qualche altro posta foto delle gomme della propria auto distrutte. Chi pagherà tutto ciò?

La rabbia sta raggiungendo toni impensabili, sapendo che questo è l’unico collegamento con il resto del Paese . L’unica possibilità. E nessuno sembra curarsene. E’ una strada sempre più intasata da mezzi pesanti. Gli incidenti sono quotidiani. Mancano i controlli e ognuno va alla velocità che vuole. L’autostrada? Ah si, qualcosa risolverà. Ma scordatevi di poter arrivare in orario all’appuntamento con il medico, in ufficio o in aereoporto, perchè la fila, quella che si fa per entrare a Roma ogni mattina e ogni sera, ci sarà sempre. Solo con il Corridoio Tirrenico avremmo risolto. Ma quella era tutta un’altra storia, bloccata dai signor No, quelli cioè che dicono No a tutto e che ci vorrebbero far tornare al Medioevo. Ci provano anche ora. Anche con quello che è accaduto ieri. Ci provano a far passare il messaggio che con il “sole”,  vedrete….tutto si risolverà.

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Mariassunta D'Alessio
Giornalista, scrittrice e blogger. Anni di giornalismo alle spalle, prima in città nei due quotidiani più importanti e poi a Roma per 20 anni e più, negli uffici stampa dei Ministri dell'Economia e Finanze e dell'Istruzione, Università e Ricerca. Fino a dirigere negli ultimi anni, Researchitaly, il portale della Ricerca Internazionale. Un'esperienza unica che l'ha portata a vincere anche importanti premi di giornalismo. Ora il suo occhio da cronista oltre che continuare a dirigersi verso cronache nazionali, per affezione torna a curarsi anche della città in cui vive. Si occupa di Pari opportunità praticamente da sempre. Ha scritto libri e realizzato interviste a donne importanti, come Rita Levi Montalcini ( a cui ha fatto la sua ultima intervista-testamento prima di morire), Margherita Hack e tante altre, scienziate e non.