Spara alla moglie, uccide le figlie nel sonno e poi si suicida: la sequenza di morte che sconvolge Cisterna

La palazzina in cui è avvenuta la tragedia. Nel riquadro in alto Antonietta Gargiulo con le due figlie Alessia e Martina e Luigi Capasso

Spara alla moglie, uccide le figlie nel sonno e poi a distanza di ore si suicida. La tragica e fredda sequenza di morte che oggi ha sconvolto la comunità di Cisterna non è un dramma familiare inedito né per la stessa cittadina né per la provincia di Latina, il nostro Paese e le altre nazioni. Eppure lo sconforto, lo sconcerto, l’orrore e la rabbia ci colpiscono con la stessa intensità percepita la prima volta che abbiamo appreso di fatti del genere. La recrudescenza del cosiddetto fenomeno del femminicidio, delle conseguenze dei reati di stalker e di violenza in famiglia sembra appartenere a questo secolo. Nonostante le campagne di sensibilizzazione delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo contro la violenza sulle donne e proposte di legge per l’inasprimento delle pene e delle misure di prevenzione, l’avvio di questo 2018 non promette nulla di buono. Si fa il conto delle morti annunciate, si polemizza sul possesso delle armi, sulla mancata preventiva tutela delle vittime, sulla bestialità umana: sui social è un gioco al massacro che segue l’istinto tribale o di giustizia da forche caudine.

Il dramma di Cisterna arriva all’alba, nel garage dell’abitazione di Collina dei pini. Antonietta Gargiulo, 39 anni, era pronta per andare al lavoro alla Findus, come tutte le mattine. Lui, Luigi Capasso, 44 anni, appuntato dei carabinieri di stanza a Velletri, il marito dal quale era separata da alcuni mesi, arriva e le spara con la pistola di ordinanza, ferendola gravemente. Poi le prende le chiavi di casa e sale su, nell’appartamento dove ci sono ancora le bambine al letto: sono anche le sue figlie, Alessia e Martina di 13 e 8 anni, e le uccide nel sonno. Intanto i vicini di casa, che hanno sentito gli spari e le grida della poveretta, allertano i soccorsi: Antonietta sarà trasportata al San Camillo di Roma. Le sue condizioni sono disperate. Lui si barrica nell’appartamento facendo credere di aver preso in ostaggio le due bambine. In realtà sta solo prendendo tempo, perché se è stato così coraggioso da premere il grilletto contro il sangue del suo sangue e la madre delle sue bambine non trova la forza per rivolgere l’arma contro se stesso. Attorno alla palazzina di Collina dei pini si mobilita il mondo, ci sono i giornalisti, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, ci sono i colleghi carabinieri di ogni grado, arrivano gli specialisti della negoziazione operativa. Si spera di convincerlo alla resa per salvare i due piccoli angeli che invece lui aveva già fatto volare in Cielo. E’ passato da poco la “mezza” quando il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri, comunica ai cronisti assiepati davanti alla palazzina del dramma che non si hanno prove di vita delle due ragazzine. E il peggio, temuto con il trascorrere del tempo, è arrivato puntuale due ore più tardi. E’ lo stesso colonnello Vitagliano, alle 14.30 circa, a riferire della morte delle bambine, avvenuta già da diverse ore, e del suicidio postumo, di pochi minuti prima, dell’appuntato.

Luigi Capasso, 44 anni originario di Napoli, era arrivato giovanissimo a Cisterna per prestare servizio presso la locale stazione dei carabinieri. Poi il trasferimento a Velletri. Antonietta Gargiulo, 39 anni operaia della Findus, era stata già picchiata e minacciata dal marito anche alla presenza delle loro figlie. A settembre lui l’aveva attesa all’uscita dal lavoro e l’aveva aggredita. Poi aveva deciso di andare via di casa. La donna si era rivolta ad un avvocato e l’udienza per la separazione era in programma per il mese prossimo. Eppure lui continuava a tormentarla e a terrorizzare le loro figlie. Un amore criminale che ha colpito di nuovo.

Questa sera veglia di preghiere nel quartiere San Valentino di Cisterna e domani alle 17 una santa messa per ricordare le vittime di questa assurda tragedia.

 

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