Regionali, la carica inesauribile di Simeone. Intervista all’esponente di Forza Italia

Giuseppe Simeone

Giuseppe Simeone, 61 anni di Formia, è stato riconfermato alla carica di consigliere regionale del Lazio… all’opposizione. Un incarico per i prossimi cinque anni… se il presidente Zingaretti riuscirà a trovare i numeri per governare, vista la notizia delle ultimissime ore. Al recordman in termini di preferenze, incassate in provincia di Latina con la sua maglia di sempre, quella azzurra di Forza Italia, abbiamo rivolto alcune domande.

Lei ha preso 12.241 preferenze, quasi la somma totalizzata da Salvatore La Penna ed Enrico Forte del Pd. Lei sta di nuovo in minoranza, loro in maggioranza. Tanta fatica per nulla?

Il voto dei cittadini è sovrano e come tale va rispettato. Non credo sia fatica sprecata. Al contrario. Mi sono ricandidato perché sono convinto che questa Regione abbia bisogno di competenza, determinazione e passione. Sono questi gli elementi che mi hanno contraddistinto, e non lo dico per piaggeria, nei cinque anni passati. E sono questi che penso abbiano trovato consenso nei cittadini che mi hanno votato che troveranno in me un costante punto di riferimento come sempre. L’opposizione ha un ruolo fondamentale in Consiglio, di controllo e di proposta, che faremo rispettare sino all’ultimo.

Lei è stato senza ombra di dubbio uno dei consiglieri di opposizione più critici rispetto alle scelte politiche del presidente Nicola Zingaretti. Che effetto le fa tornare al punto di partenza?

Non al punto di partenza ma un passo avanti in termini di esperienza. La critica non è stata per partito preso ma perché Zingaretti e la sua giunta l’unica cosa che hanno fatto rispetto ai problemi della nostra provincia è stato voltarsi dall’altra parte su temi chiave quali i rifiuti, le infrastrutture, la sanità. Quelle di Zingaretti sono state non scelte e purtroppo temiamo che non sarà diverso nei prossimi cinque anni. Ma non ci arrendiamo. Il neo rieletto presidente si prepari ad una battaglia ancor più dura di quella precedente sui temi e sulle risposte ai territori.

Ha contestato in maniera puntuale e a tamburo battente la Sanità dell’era Zingaretti, non le sembra di avere un tantino esagerato dal momento che c’erano poche possibilità di manovra a causa del fallimento delle precedenti gestioni che ha costretto l’amministrazione a “lacrime e sangue” per risanare i conti?

Il commissariamento della sanità non è da addossare tutta a Zingaretti perché è frutto di una serie di errori compiuti negli anni. Il nodo però sta nel fatto che Zingaretti non ha fatto nulla di suo. Ha gestito la sanità come un ragioniere. Ha fatto quello che doveva fare per rientrare dal deficit. Se ci sono responsabilità e coraggio lo spazio di azione c’è eccome, come nel caso della riduzione delle liste di attesa. Ma ha preferito far finta di nulla. E questo era e resta vergognoso.

Lei tornerà alla Pisana, immaginiamo, con il pallino “sanitario”. Quali sono le tre cose che Zingaretti dovrebbe fare subito per essere lasciato un po’ in pace dal consigliere Simeone?

Sarà lasciato in pace, per usare le vostre parole, solo e quando comincerà a risolvere concretamente i problemi che attanagliano la vita delle persone. Quando la smetterà con gli slogan, potenzierà i nostri ospedali, adeguerà le piante organiche dei nostri ospedali, valorizzerà le eccellenze e taglierà le liste di attesa. Ma dubito, visto quanto accaduto sinora, che si libererà di Simeone. Posso dire che se è possibile sarò ancora più pressante di prima. Le risposte non si possono continuare a rinviare.

In questo ultimo anno sia il centrodestra che il centrosinistra pontino-regionale poco hanno parlato della materia rifiuti. Ora che è finita la campagna elettorale non le sembra il caso di dover tornare a parlare del delicato ambito? Di cosa ha bisogno la provincia di Latina? Per cosa si batterà in primis?

Forza Italia sui rifiuti è sempre stata chiara. Sono cinque anni che chiediamo a Zingaretti di assumersi la responsabilità di agire e di redigere un nuovo piano di gestione dei rifiuti basato sulla definizione degli ambiti ottimali, assicurando all’interno degli stessi l’autosufficienza nella gestione dei propri rifiuti, garantendo a tutti i comuni il rispetto del principio di prossimità con gli impianti esistenti ed i medesimi costi per effettuare lo smaltimento. Passaggi semplici ma determinanti e imprescindibili per superare l’emergenza, abbattere i costi e migliorare il servizio. Per questo mi sono battuto e continuerò a battermi.

Pensava che Stefano Parisi, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, sarebbe stato più convincente di Zingaretti. Cosa vorrebbe dire al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi?

Parisi ha fatto un lavoro egregio ed in pochissimo tempo, recuperando terreno su Zingaretti nonostante una candidatura arrivata ad un solo mese dalle elezioni. Su Pirozzi credo che si commenti da solo. A volte l’ambizione personale prende il sopravvento sul benessere delle comunità che siamo chiamati a rappresentare. Questo non dovrebbe mai accadere.

Cambiamo discorso. Lei è un fedelissimo di Forza Italia. Come ha vissuto il periodo buio del partito che soprattutto in provincia di Latina è stato travolto in inchieste giudiziarie che hanno spazzato via amministratori targati FI?

Fedeltà non mi piace. Dà l’impressione di una posizione di sudditismo che in Forza Italia non è mai esistita perché non sono mai mancati confronto e dialettica. Direi che sono una persona leale e coerente con i principi e i valori che Forza Italia incarna. Metto le persone sempre al primo posto al di là delle idee politiche ma pretendo che le mie siano rispettate. Il resto è storia. Ciascuno fa le scelte che ritiene opportune e si assume le responsabilità che ne derivano.

In questa tornata elettorale Forza Italia ha investito su nuove risorse umane, ma a quanto sembra il consenso è rimasto ancorato alle “vecchie volpi azzurre”, lei e il senatore Claudio Fazzone. Come lo spiega?

Vi concedo tutto, ma vecchi no. Siamo dei giovani di nuova generazione piuttosto. Scherzi a parte le ribadisco quanto detto in precedenza: hanno scelto i cittadini. Abbiamo presentato in provincia di Latina una lista forte con volti nuovi e persone capaci. Questa è la strada di Forza Italia. Non esistono rendite di posizione. Esistono persone che combattono al di là di ambizioni personali ponendo al centro l’interesse dei cittadini.

Cosa pensa di questa elegge elettorale?

E’ una legge elettorale inadeguata che, come previsto, rende difficile la governabilità del Paese. Serve una nuova legge elettorale e seria che prenda in considerazione il fatto che esiste un nuovo soggetto politico.

Se fosse stato un esponente del Partito democratico quale sarebbe stata la sua reazione dopo il discorso di Matteo Renzi dell’annuncio delle dimissioni con la pretesa di continuare a dettare la linea politica?

Per fortuna è un problema che non devo pormi, e non mi sono mai posto, neanche nel campo delle ipotesi più remote.

Il Movimento cinque stelle è una delle rivelazioni del risultato elettorale. Secondo lei è giunto il momento di iniziare a considerare il M5S un autorevole concorrente politico da tenere in debita considerazione nelle strategie politiche?

I 5 Stelle sono parte di un sistema politico che è evidentemente cambiato. Resta il fatto che in Italia ha vinto il centrodestra unito. Credo che dobbiamo scommettere su questo per costruire il nuovo Governo e non abbandonare il Paese a derive populiste tanto facili quanto distruttive.

Quale futuro vede nel partito di Forza Italia? Quale futuro per l’Italia, dentro o fuori l’Unione Europea?

Per Forza Italia vedo un futuro di crescita e di rinnovamento in risposta a tutti quei cittadini che credono che solo libertà e democrazia possano essere la chiave di volta per l’Italia. Per l’Italia sicuramente dentro l’Europa. Ma è importante che si costruisca un’Europa diversa da quella che abbiamo conosciuto sinora. Sono un convinto europeista e come tale penso che sia arrivato il momento di lasciarci alle spalle un’Europa intesa come semplice insieme di tasselli legati solo da vincoli economici e commerciali per arrivare ad un’unione di Stati liberi, fatta di liberi individui e libere imprese, di competitività e innovazione ma sempre all’insegna della parità e nel rispetto del principio secondo cui tutti i Paesi hanno eguale peso, importanza e dignità. Dall’orgoglio di appartenenza, nel rispetto delle peculiarità di ciascuno, dobbiamo iniziare questo nuovo percorso per far sì che l’Europa sia davvero il luogo delle opportunità e delle soluzioni concrete per i cittadini. Sinora l’Europa è stato un bel sogno. Dobbiamo trasformarla in realtà per dare ai cittadini stabilità ed equilibrio, per sconfiggere chi tenta di umiliare la nostra anima con il terrorismo e la paura. L‘Europa non è una percentuale, o il diametro della carota, ma l’opportunità per la felicità di ciascuno che potremo realizzare solo uniti sui valori di democrazia, di libertà e di pace.

A Zingaretti che in queste ore sta facendo i conti con una maggioranza che non c’è che consiglio si sente di rivolgergli?

 Zingaretti deve fare i conti con la realtà. E’ indubbio che oggi una maggioranza non ci sia e che Zingaretti abbia preso meno voti delle liste di opposizione. Gli consiglio di riflettere seriamente soprattutto sui programmi e sulle scelte. Forza Italia non scenderà mai a patti. Farà una opposizione seria e determinata. Ma è pronta a scegliere e a sostenere atti ed interventi che siano realmente e nell’esclusivo interesse dei cittadini nella sanità, nella mobilità, nell’agricoltura. Il primo banco di prova lo avremo il giorno dell’insediamento. Siamo curiosi di capire come intende procedere.

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