Regionali, Zingaretti presidente con la minoranza dei consiglieri. Parisi: nessun inciucio

A spoglio concluso si scopre un Nicola Zingaretti senza numeri per governare. E’ quanto è emerso in queste ultimissime ore a Roma. Alla coalizione di maggioranza sono stati attribuiti 24 consiglieri, più uno, il presidente appunto, mentre all’opposizione 26, ovvero i 14 della coalizione di centrodestra più Stefano Parisi, 10 del Movimento cinque stelle più Roberta Lombardi e uno a Sergio Pirozzi.  Occhi puntati dunque su Pirozzi. Ma l’ingresso in maggioranza del sindaco di Amatrice non è né scontato né sufficiente a garantire un governo regionale stabile. Per questo motivo si profila un’altra strada, quella dei Cinque Stelle da concordare eventualmente in vista della partita più grande per la formazione del Governo nazionale. Tensione alle stelle. Stefano Parisi intanto fa sapere, anche attraverso i social, che il centrodestra resterà compatto all’opposizione e che se Zingaretti non dovesse riuscire a trovare una maggioranza di larga intesa con altre forze politiche presenti in Consiglio l’unica via d’uscita sarebbe solo tornare al voto.

Sulla situazione critica svelata dalla conclusione delle operazioni di spoglio è intervenuto anche il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone.

“Oggi il dato incontrovertibile è che Nicola Zingaretti è stato confermato presidente della regione Lazio. Altrettanto incontrovertibile è il fatto che – sottolinea il senatore azzurro -, per la prima volta nella storia di questa Regione, Zingaretti non ha i numeri per governare. Siamo i vincitori morali di questa tornata elettorale come dimostra il fatto che le nostre liste hanno preso più voti del presidente Zingaretti. Passaggio che non sarà sfuggito a nessuno presidente in primis. Il giorno dell’insediamento del nuovo consiglio regionale siamo curiosi di conoscere dalle parole di Zingaretti come intende destreggiarsi in questa situazione e di ascoltare il suo programma. Su questo siamo pronti ad entrare nel merito e confrontarci nell’interesse primario dei cittadini. Per parte nostra – afferma Fazzone – possiamo dire, con chiarezza e senza alcun tentennamento, che Forza Italia continuerà a fare un’opposizione seria e determinata nell’esclusivo interesse dei cittadini  e dei territori che siamo chiamati a rappresentare. Eserciteremo il nostro ruolo senza alcuna confusione o commistione. Giorno per giorno valuteremo gli atti e le scelte nonché i contenuti del programma di Zingaretti. Ma sin da ora siamo chiari sul fatto che siamo pronti a votarli solo se andranno nell’effettivo vantaggio dei nostri cittadini. La convergenza si trova se ci sono buone idee e volontà di attuarle. Questo significa per la sanità porre finalmente al centro il cittadino, le sue esigenze e l’implementazione dei servizi. Nella mobilità significa lavorare ad interventi seri e mirati per risolvere il dramma che i pendolari sono ogni giorno costretti a vivere a causa di treni inadeguati e orari non consoni alle loro esigenze, si traduce in un piano di interventi per risolvere la drammatica emergenza in cui le strade, come dimostra la cronaca di questi giorni, sono ridotte a causa dell’assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nell’agricoltura significa, a partire dal Piano di sviluppo rurale – PSR, porre al centro dell’azione regionale questo settore chiave per l’economia del Lazio rendendo i bandi rispondenti alle effettive caratteristiche dei territori e delle aziende. A questo si aggiunge una non più procrastinabile sburocratizzazione del sistema Regione andando incontro alle richieste di cittadini ed imprese oggi costretti a viaggi della speranza per ottenere una risposta degna di essere chiamata tale. Su questo, sulle risposte concrete, sulla garanzia di sviluppo del Lazio siamo aperti a dialogo e confronto ma mai a scendere a patti se la strada scelta non è quella della crescita, dell’occupazione, del miglioramento della sanità e di tutti i settori chiave per il futuro dei cittadini. Da parte nostra il confronto e la responsabilità sulle scelte che pongono al centro il cittadino, il territorio e le imprese non mancheranno”.

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