Accoglienza migranti a Terracina, Sprar nel limbo. Lettera aperta all’assessore Tintari

Roberta Tintari

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta di Franca Maragoni, presidente del Wwf Litorale Laziale, indirizzata all’assessore ai servizi sociali del Comune di Terracina Roberta Tintari. In argomento la questione dell’accoglienza ai migranti. L’amministrazione comunale di Terracina annunciò nel dicembre 2016 l’adesione al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, più noto come Sprar. Ma ad oggi, nonostante la competente commissione si sia riunita più volte volte, non esiste alcun atto amministrativo in continuità con l’annuncio che costò, lo ricordiamo, la fuoriuscita dalla maggioranza di “Noi con Salvini” rappresentato da Francesco Zicchieri, oggi parlamentare della Lega. Oggi Maragoni, che oltre ad essere presidente del Wwf Litorale Laziale è anche componente storico del Wwf di Terracina, scrive all’assessora Tintari affinché si appelli – se ancora interessata all’adesione allo Sprar con un progetto credibile – alla società civile della città, mandando un messaggio che porti al centro il “restiamo umani” rispondendo così anche al mondo cattolico da cui lei stessa proviene e che nella sua parte migliore parla di ecologia integrale. Di seguito la lettera.

Gent.ma Assessore Roberta Tintari,
mesi fa lei espresse la convinzione che un minimo di accoglienza nei confronti dei migranti, richiedenti asilo, profughi o come li voglia chiamare, andava fatta e a tale scopo propose di aderire all’iniziativa di gestione controllata del fenomeno riassunta nella definizione di SPRAR. Pareva una soluzione di buon senso anche se minimale di fronte ai numeri del fenomeno e all’eccessivo carico che alcuni comuni stavano subendo. Comunque, per noi cittadini di questa città, impegnati da anni in un lavoro volontario per la diffusione
di messaggi educativi finalizzati alla tutela della ricchezza ambientale e paesaggistica collettiva oltre che nella cura di un bene comune, sembrava una misura minima ma da sostenere perché non si può proteggere l’ambiente ignorando l’uomo. Oltretutto, il fenomeno migratorio ha tra le altre anche cause ambientali che hanno disastrato i territori portando alla fame milioni di persone; spinte dalla disperazione, si avventurano
in viaggi senza garanzie di successo.
E in maniera informale glielo comunicammo mettendoci a disposizione per un’azione di vicinanza e frequentazione nei confronti dei soggetti eventualmente accolti.
Ha fatto passare molto tempo senza portare la Giunta comunale ad una decisione positiva sulla sua proposta tanto da far pensare oggi che si trattasse di una pura espressione verbale per rispondere a spinte provenienti soprattutto dal mondo cattolico.
Eppure, la città ha tante forze che si spendono giornalmente nella solidarietà sociale e che sono capaci di attivarsi senza problemi se coinvolte. I nostri concittadini, aggregati o meno in associazioni, hanno dato spesso prove della loro buona disposizione nei confronti dei sofferenti, non solo italiani come nel caso dei diversi terremoti che hanno devastato il nostro Paese dal Belice al Reatino passando per il Friuli, per l’Abruzzo, l’Umbria, le Marche, ….ma anche stranieri come nel caso della guerra nelle regioni aldilà dell’Adriatico o del disastro nucleare di Chernobyl che ha fatto arrivare a Terracina per assistenza e cura
numerosi ragazzi ucraini.
La realizzazione del suo progetto avrebbe avuto anche una valenza educativa nei confronti di coloro che oggi parlano di pulizia (etnica?) via per via, quartiere per quartiere, perché avrebbero visto, una novità per loro, attivarsi tanti cittadini da tempo usi alla solidarietà.
Se intende confermare la sua proposta su basi serie e concrete faccia un appello alla società civile della città, mandi un messaggio che porti al centro il “restiamo umani” rispondendo così anche al mondo cattolico da cui lei stessa proviene e che nella sua parte migliore parla di ecologia integrale.
Verifichi che gli umori che certi rappresentanti politici credono di rappresentare si stemperano quando si parla all’individuo/cittadino che vede un altro se stesso nel sofferente che ha di fronte. Noi continuiamo a credere nell’uomo e confermiamo la nostra disponibilità a sostenere il suo progetto, ma si affretti.

Il Presidente del WWF Litorale Laziale
(Franca Maragoni)

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