Latina, sigilli all’ampliamento di Sport 85. Alla base del sequestro un problema di destinazione urbanistica

C’è un problema di destinazione urbanistica dell’area alla base del sequestro di un capannone di 895 metri quadrati della famiglia Pistilli, titolare del negozio Sport85 di via Piave a Latina. I sigilli sono scattati questa mattina su disposizione del Gip Mara Mattioli alla luce degli accertamenti svolti dai carabinieri forestali del Nipaf di Latina, delegati dal sostituto procuratore Giusppe Miliano. Sotto sequestro è finita una nuova costruzione realizzata per collegare due punti vendita del noto negozio di abbigliamento. L’attività commerciale di Sport 85, da anni in via Piave, viene svolta all’interno di preesistenti strutture di natura artigianale poi sanate come commerciali, ma la nuova superficie – in base alle indagini svolte – resterebbe ancorata alla destinazione urbanistica dell’area in cui ricade: artigianale e non commerciale. Al momento risultano indagate quattro persone per violazioni al Testo unico dell’Edilizia. Si tratta dell’amministratore della Società Sport 85 srl, del direttore dei lavori, del dirigente comunale che ha firmato il permesso a costruire e del funzionario istruttore della pratica edilizia.

L’immobile posto sotto sequestro è frutto di due titoli edificatori: una Dia del 15 ottobre 2010, e successiva variante del 17 dicembre 2010, con la quale è stato realizzato, in aderenza ai fabbricati originari, con un primo ampliamento e cioè una tettoia in ferro di 480 metri quadrati, che consentiva il collegamento interno tra i medesimi; un successivo permesso a costruire rilasciato il 9 settembre 2014, con il quale è stato autorizzato
un ulteriore ampliamento della tettoia esistente, attraverso la realizzazione ex novo di due porzioni di tettoia per complessivi 415 metri quadrati. Ampliamenti ritenuti illegittimi in quanto nell’area interessata risulta ammessa, in relazione alle previsioni di Prg, esclusivamente la costruzione di edifici ed impianti al servizio della piccola industria ed artigianato.

Secondo gli inquirenti sia la tettoria di 480 metri quadrati che quella di 415 autorizzata con permesso a costruire del 2014 costituirebbero quindi una nuova superficie per complessivi 895 metri quadrati.

La maggior parte della superficie delle porzioni di tettoie sono state chiuse su tutti i lati con
vetrate e film di plastica e collegano i due preesistenti fabbricati creando in tal modo, secondo gli accertamenti svolti dai forestali, un corpo unico, con conseguente ampliamento dell’attività commerciale condotta dalla ditta Sport 85 attraverso un aumento di volumetria di circa 895 metri quadrati. Per la Procura che ha richiesto i sequestro e il Gip che ha emesso la relativa ordinanza tali opere, funzionali alla preesistente attività commerciale degli originari fabbricati, con conseguente aumento di volumetria, risulterebbero in contrasto con le previsioni di Piano regolatore generale e con la natura giuridica dell’area avente destinazione artigianale/produttiva, comportando un illecito mutamento della destinazione d’uso.

Attraverso il susseguirsi di atti illegittimi, secondo gli inquirenti, si sarebbe consentita una illegittima destinazione commerciale totale non solo dei fabbricati preesistenti ma anche delle correlate aree originariamente non interessate dall’edificazione, con rilevante incremento delle superfici destinate ad uso commerciale su area artigianale/produttiva, permettendo la realizzazione di un imponente complesso edilizio su un area ove le prescrizioni del Prg non lo avrebbero consentito.

Il provvedimento, emesso dal Gip Mattioli, su richiesta del sostituto procuratore Miliano, non interessa i fabbricati ove si svolge l’attività commerciale di rivendita di articoli sportivi e non.

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