Latina, concessioni demaniali a bando con un Piano spiaggia scaduto da anni

Che fine ha fatto il nuovo Piano spiaggia di Latina? L’interrogativo oggetto di diversi question time non trova risposta neanche in una recente delibera di giunta comunale (143 del 15 marzo 2018) per l’assentimento di tre concessioni demaniali marittime.

Come è noto il Piano spiaggia di Latina è scaduto dal 2012 e la nuova pianificazione del Comune di Latina era stata bocciata dalla Regione Lazio anche per l’assenza della Valutazione ambientale strategica. A giugno 2016 era stato dato incarico a uno studio tecnico per la stesura della Vas, ma ad oggi l’iter per l’approvazione del nuovo Pua risulterebbe ancora “ingessato” per via di un cambio di Rup (responsabile unico del procedimento). Circostanza quest’ultima confermata dall’assessore Roberto Lessio, circa due mesi fa, in risposta ad un’ultima interrogazione del consigliere Nicola Calandrini su questo argomento.

E’ intenzione della giunta del sindaco Damiano Coletta mettere a bando tre arenili per finalità turistico-ricreative da adibire a stabilimento balenare. Si tratta dell’ area 4 (Lotto 1 – Lido di Enea), dell’area 14 (Lotto 1 – Lido Passo dei Genovesi) e dell’area “AT2”, così indicate nel “vigente” Piano di utilizzazione degli arenili, mediante procedura ad evidenza pubblica con le modalità previste dall’articolo 37 del Codice della Navigazione. A tale scopo l’esecutivo del primo cittadino dà mandato al dirigente del servizio Ambiente Sergio Cappucci di adottare i relativi provvedimenti gestionali per l’assentimento delle concessioni demaniali marittime.

La delibera 143, se tutto va bene, potrebbe portare all’apertura di tre nuovi stabilimenti balneari, erosione permettendo, nella stagione turistica del 2019, considerando i tempi necessari per la procedura di gara che al momento non è stata ancora pubblicata.

Nella delibera, che ha ricevuto l’ok dello stesso dirigente Cappucci, si precisa che l’area 14 -Lido Passo Genovesi al momento è “libera”, poiché con determinazione del 13 febbraio scorso è stata revocata precedente concessione demaniale, e che ad oggi la stessa più altre cinque aree non risultano affidate in concessione. Tenuto conto dello stato attuale delle spiagge della Marina di Latina dovuto al fenomeno erosivo, la giunta intende mettere a bando per l’apertura di nuovi stabilimenti balneari soltanto tre delle sei aree “libere” e tra esse include anche quella identificata con la dicitura area “At2”, area attrezzata secondo il vigente/scaduto piano spiaggia. Un’area attrezzata, quindi, destinata ad essere trasformata in stabilimento balneare, conformemente al regolamento regionale del 2016 che disciplinando le diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative abolisce le aree attrezzate. Peccato però che Latina è ben lontana dall’adeguamento della disposizione del 2016. Delle diverse tipologie si sarebbe dovuto tener conto nel nuovo Pua che risulta ancora all’anno zero. Pertanto non si capisce come sia possibile affermare che l’ente intenda “dare piena attuazione al proprio Piano di Utilizzazione dell’Arenile”, così si legge nell’atto 143, cambiando la natura dell’oggetto senza alcuna codifica. Non si capisce come mai, se trattasi di dare piena attuazione al Pua, sia stata necessaria una deliberazione di giunta per un adempimento gestionale.

L’assentimento delle tre concessioni per le aree indicate nella recente delibera di giunta si configura in tre nuove autorizzazioni?

Una delibera regionale del 2011 stabilisce che i Comuni debbano provvedere alla revisione dei propri Pua entro sei mesi dalla scadenza e che solo in caso di inadempimento, al fine di evitare il configurarsi di una condizione di mera sospensione della funzione delegata, possono procedere al rilascio di nuove concessioni già previste.

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