Latina, il Vescovo in visita all’Aviointeriors: che il segnale di ripresa trovi seguito nella stabilità occupazionale

Una veduta dello stabilimento Aviointeriors di Latina Scalo

“Ho accolto l’invito a portarvi questo saluto e una parola di augurio come espressione della volontà di accompagnare la vostra realtà lavorativa. Sono venuto due anni fa a incontrare alcuni lavoratori rimasti senza occupazione che manifestavano a difesa del loro lavoro; torno ora con un senso di consolazione e di speranza per i segnali di ripresa che questa mia visita coglie. Vorrei poter auspicare con tutta convinzione che questi segnali trovino seguito in una crescente stabilità occupazionale e in un numero aumentato di lavoratori e di commesse”.

Così questa mattina il vescovo di Latina in visita allo stabilimento Aviointeriors di Tor Tre Ponti. Monsignor Mariano Crociata è stato accolto dalla dirigenza aziendale e dal personale e dopo un scambio di saluti ha avuto con loro un breve momento di preghiera per ricordare il senso del Venerdì Santo e dell’approssimarsi della Pasqua.

Dunque l’auspicio da parte del Vescovo che i segnali di ripresa economica possano tradursi nella stabilità occupazionale: “Le condizioni perché una cosa del genere avvenga – ha detto monsignor Crociata – sono di vario tipo e reclamano una serie complessa di fattori. Vorrei ricordare quelle che sono le condizioni che dipendono da voi che operate in questa realtà, dalla proprietà, ai manager, agli impiegati e ai lavoratori nei vari settori e luoghi di responsabilità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte. Pur in mezzo a difficoltà e contraddizioni, nessuno deve sentirsi legittimato a non fare il proprio dovere. Questa è la prima condizione: prima ancora di dire e stigmatizzare quello che gli altri non fanno o dovrebbero fare, ognuno faccia il proprio lavoro con coscienza e collabori con verso senso di responsabilità. Accanto a questa c’è un’altra condizione: l’esigenza di mantenersi uniti e concordi. Una realtà divisa è condannata a non andare avanti e a non arrivare molto lontano. Non deve succedere che i segnali positivi che si stanno affacciando siano smentiti e cancellati prima di cominciare a dare i frutti sperati. Per tutto questo è necessario imparare – se non lo si fa già – ad amare il proprio lavoro, la propria azienda, i propri colleghi, con i quali costruire solidarietà e slancio collettivo”.

“Mi avete invitato a venire a portarvi una parola di augurio, a dire una preghiera e a invocare la benedizione del Signore, in un giorno speciale per i cristiani: il Venerdì Santo. Proprio in quest’ora – ha sottolineato il vescovo – si celebra in tutte le chiese del mondo la passione e la morte di Gesù. Questa coincidenza ci deve far riflettere. In fondo celebriamo uno che muore per gli altri, uno che accetta di essere condannato ingiustamente affidandosi a Dio Padre e cercando il bene degli altri e che perciò respinge ogni tentazione di rivalsa, di vendetta e di odio. Questo esempio e l’amore che ne scaturisce per noi devono insegnarci a vivere in maniera più pacifica, benevola e costruttiva, sempre e nei confronti di tutti. Vi auguro perciò un lavoro sicuro, un ambiente di lavoro sereno e, nelle vostre case, una vita di famiglia e di relazioni sociali animata dal desiderio e dall’impegno per un mondo migliore”.

“Con questo spirito – ha concluso -, vi do volentieri la benedizione del Signore e vi auguro una santa Pasqua”.

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