Terrorismo islamico in terra pontina, Ugl-LeS: Polizia esclusa dalla commissione per richieste asilo, si faccia luce

Elvio Vulcano, coordinatore nazionale del sindacato di Polizia Ugl-Les, fa il punto della situazione sulla presenza dei terroristi islamici in provincia di Latina sollevando dubbi e perplessità sull’operato di chi in questi anni ha avuto compiti istituzionali in provincia di Latina. Come sparare nel mucchio? L’Ugl-Les il bersaglio lo punta e preme il grilletto del verbo laddove afferma quanto segue: “Un altro aspetto, che potrebbe apparire marginale ma che invece è rilevante ai fini dell’effettiva operatività di una necessaria azione di prevenzione – sono le parole di Vulcano -, riguarda la composizione della commissione esaminatrice delle richieste di asilo, dalla quale da poco tempo è stata estromessa la figura dell’addetto della Polizia di Stato ed introdotta invece quella del mediatore culturale. Noi riteniamo, tuttavia, che questo apparentemente ininfluente cambiamento possa avere, nella realtà, ben più pesanti e complesse conseguenze, facendo rispondere nei fatti l’attività di prevenzione (ma anche di mantenimento dell’ordine pubblico) ad una logica, pur necessaria per le sue implicazioni umanitarie, puramente sociologica o psicologica”.

Elvio Vulcano

L’intervento di Vulcano è preceduto da una lunga ricostruzione dei fatti portati alla luce con l’inchiesta del pm romano Sergio Colaiacco e con la conseguente operazione Mosaico, cinque arresti eseguiti dalla Polizia di Stato alla luce delle risultanze investigative degli uomini della Direzione centrale della Polizia di Prevenzione e delle Digos di Latina e Roma. Vulcano mette in evidenza come la presenza dei jihadisti a Latina e in provincia sia riconducibile agli sbarchi di Lampedusa, ai rapporti intrecciati dai migranti sui barconi e alla rete della falsificazione dei documenti utile ad introdurre in Italia clandestini. E’ in questo quadro che Vulcano trova illogica l’assenza delle forze di polizia nella commissione deputata alla verifiche delle richieste di asilo.

Vulcano parla dei quattro tunisini arrestati la scorsa settimana, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione di documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, facenti parte secondo le accuse alla rete di Anis Amri, l’attentatore di Berlino passato per Aprilia. “In contatto con un amico di Amri, hanno fatto entrare illegalmente in Italia un centinaio di connazionali, ai quali – dietro il pagamento di grosse somme di denaro – fornivano carte d’identità e patenti fasulle per proseguire il viaggio verso Francia e Germania -. prosegue Vulcano -.Ora, al punto in cui siamo, è troppo tardi e dobbiamo usare tutta la forte preparazione della nostra intelligence e della nostra polizia per difenderci dai danni di una politica miope. Sarebbe, inoltre, giusto chiedere conto di tutto questo a chi ha avuto compiti istituzionali nella provincia pontina: chi doveva vigilare? chi e come ha distribuito i richiedenti asilo sul nostro territorio?”

“Noi sappiamo, per annosa esperienza – aggiunge il sindacalista -, che la prevenzione la si fa sui luoghi dove si ritiene possano esistere criticità nella sicurezza ed estromettere la principale forza di polizia del Paese da un organo così delicato come la Commissione può, di fatto, privare l’attività preventiva di ogni e qualunque effettiva incisività”. “Vanno fatte alcune considerazioni finali – dice Vulcano: perché dalla Commissione è stata tolta la figura dell’appartenente alle Forze dell’Ordine; chi ha potuto far rimuovere un componente così importante da tale Commissione? A chi ha arrecato giovamento questa improvvida scelta? Perché non si procede ad incrementare le forze dell’ordine territoriali con figure che possano veramente contrastare la criminalità organizzata e il terrorismo?”.

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