Aprilia, un buco da 10 milioni di euro. Carmen Porcelli contro l’amministrazione : “Una gestione economica peggiore dell’era Santangelo”

Carmen Porcelli
Uno scoperto in banca di oltre 10 milioni di euro e una amministrazione che pur dichiarando di non aver aumentato la Tari chiede ai cittadini uno sforzo economico maggiore, anticipando il 70% della tassa sui rifiuti. Un quadro preoccupante secondo il candidato sindaco di Primavera Apriliana Carmen Porcelli, che a pochi giorni dall’approvazione del bilancio consuntivo mette in luce il fallimento delle politiche finanziarie della giunta Terra, peggiori anche dell’era Santangelo.
“La Tari non è aumentata – sottolinea la candidata sindaco di Primavera Apriliana –  ma allora come mai viene chiesto l’acconto del70% e non del 50 come è sempre accaduto finora? Purtroppo la verità è più semplice del più banale calcolo matematico, 70 più 30 fa 100 come del resto 50 più 50, ed  è la conferma di quanto abbiamo evidenziato finora: il Comune di Aprilia è alla canna del gas, non ha liquidità, ha uno scoperto in banca di oltre 10milioni di euro e chiede ai propri cittadini di fare un ulteriore sacrificio per avere soldi in cassa! Forse sarebbe opportuno chiedere ai revisori contabili di effettuare un controllo presso il tesoriere del Comune per verificare la situazione contabile e la situazione dell’anticipazione”.
 «Più di tutti – precisa Carmen Porcelli – al di là delle comode rassicurazioni, il segnale inquietante di questa drammatica situazione sono le affermazioni riportate nel consuntivo: il Comune non ha restituito l’anticipazione di cassa chieste alla Bper e che ammontava a 7 milioni circa. Vuol dire che il primo gennaio di quest’anno il Comune di Aprilia aveva uno scoperto in banca di 7milioni di euro e, considerato che nei primi tre mesi dell’anno non si incassa nulla ma occorre pagare Multiservizi, Progetto Ambiente e gli stipendi, ad oggi lo scoperto ammonta a 10milioni di euro, forse 11. Forse questa gestione ha superato, in negativo però, i periodi peggiori della giunta Santangelo e dell’Aser, ovvero quando il bilancio è stato chiuso con uno scoperto di 7 milioni di euro.  E stando così le cose, tra qualche anno rischiamo di stare anche peggio». Problemi di cassa, dunque alla base della richiesta di una anticipazione tanto elevata. Ma si tratta di una operazione legittima?
«Come in una famiglia – spiega Porcelli –  dove si devono affrontare sacrifici e tutti i componenti debbono stringere la cinghia, i cittadini di Aprilia sono chiamati ad anticipare un acconto del 70%, faccio un PARADOSSO adesso: non è che dobbiamo aspettarci che ci chiederanno il pagamento dell’Imu in una unica soluzione? Chiediamo ai revisori di recarsi presso la Bper e di verificare a situazione della tesoreria. Tra gli interessi per le anticipazioni della tesoreria, gli interessi e le rate dei mutui e quelli per il Dl 35 (elargiti dallo Stato per pagare fornitori per debiti fino al 31 dicembre 2013) ammontano a 2 milioni e mezzo l’anno, mentre non si conosce il totale delle fatture non pagate. Intanto Rida Ambiente deve al Comune di Aprilia circa 3 milioni e mezzo di euro per il benefit non versato, ma il sindaco anziché predisporre il pignoramento dei conti dell’azienda risponde con una letterina e la scusa avanzata. Non posso non notare inoltre come per, giustificare la mancata liquidità, si avanzi come scusa la restituzione avvenuta nel 2017 di un milione e 200mila euro ai cittadini che avevano versato al comune il consumo idrico. Vorrei ricordare, avendo condotto io stessa e a mie spese la campagna informativa per comunicare ai cittadini la possibilità di chiedere indietro quel denaro che dopo dieci anni sarebbe diventato del Comune, che quei soldi non erano degli amministratori del Comune, bensì dei contribuenti, e su quel denaro non avrebbero dovuto far alcun tipo di affidamento per il semplice motivo che non era il loro ma dei cittadini illusi che in quella maniera avrebbero sconfitto Acqualatina».

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