Discarica di Borgo Montello, ancora sconosciuto l’aggiudicatario definitivo della maggioranza di Ecoambiente

Gli invasi delle discariche di Borgo Montello

Non è ancora dato sapere a chi saranno affidate le quote di maggioranza della Ecoambiente, la società che gestisce una parte della discarica di Borgo Montello a Latina. L’offerta presentata dalla società Paguro, controllata di Rida Ambiente, era è stata eguagliata il 26 marzo scorso dalla Systema Ambiente spa (riconducibile al gruppo Cerroni). Il Tribunale entro dieci giorni avrebbe dovuto comunicare se quest’ultima offerta (con diritto di prelazione) sarebbe stata accettata o meno ma a oggi nessuna notizia ufficiale sarebbe giunta alle parti in causa.

Il perché di tale ritardi non è chiaro ma un elemento chiave potrebbe essere stato rappresentato dall’intreccio societario che caratterizza la Systema Ambiente che ha al suo interno una decina di società, alcune delle quali implicate in alcuni processi riguardanti proprio il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Ma c’è di più: le quote di alcune delle società formanti la Systema Ambiente sono controllate dalla Giovi srl che risulta però colpita da informativa antimafia (Prot. n. 16519/Area I bis/O.S.P. del 24 gennaio 2014). Un problema non da poco che potrebbe aver reso più che complicato il lavoro del giudice.
Nel frattempo le parti in causa tacciono e così sembra fare anche la politica locale e provinciale che non ha preso alcuna posizione in merito al nuovo investimento del “ras” dei rifiuti in territorio pontino dove per altro, a pochi chilometri di distanza da Borgo Montello, in località Casalazzara, è prevista la realizzazione di un’altra discarica su proposta di una società vicina alla sua “costellazione”.

Il sindaco Coletta, che all’indomani dell’offerta di Paguro aveva emesso un comunicato in cui considerava inutile quell’investimento (perché la discarica di Borgo Montello non avrebbe riaperto), alla notizia della nuova offerta di Systema Ambiente ha passato la palla all’assessore Roberto Lessio il quale, in modo morbido, ha fatto comunque intendere che l’ampliamento della discarica (previsto dalla delibera 199/2016 della Regione) non è da escludere rimanendo prioritaria la bonifica degli invasi chiusi. Una sorta di “doppia velocità” che pare stia coinvolgendo anche Aprilia dove su Casalazzara il no alla discarica dell’amministrazione è costantemente subordinato all’invio di nuove carte, mentre il no alla discarica di Paguro a La Cogna è stato deciso in modo netto. E con una doppia velocità viaggia anche la Regione: in poche in poche settimane ha concesso l’ampliamento di una deposito di materiali ferrosi a Pomezia per il gruppo Cerroni, mentre ad Aprilia è andato in scena lo scontro lo scontro giudiziario, che si protrae dal giugno del 2017, con la proprietà di Rida Ambiente sul conferimento della frazione organica.

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