Discariche e rifiuti, quel destino incrociato tra Latina e Colleferro

Tra la discarica dei rifiuti di Borgo Montello e quella di Colle Fagiolara c’è un filo sottile che collega Latina e Colleferro.

Gli invasi sono chiusi, nel primo caso, per esaurimento della loro capienza e, nel secondo caso, per un fermo tecnico. Tuttavia, la delibera della giunta regionale del Lazio, numero 199 del 2016, prevede per il loro futuro un rilancio delle attività compatibili con i progetti di sopraelevazione presentati nel 2015 da Indeco ed Ecoambiente, le due società che gestiscono la discarica di Borgo Montello, e con un ampliamento di volumetrie, per il sito di Colle Fagiolara, pari a 600.000 metri cubi “legati allo spostamento dell’elettrodotto posto all’interno della discarica (motivo dell’attuale fermo tecnico, ndr)“.

Ormai totalmente in mano ai privati gli invasi pontini di Borgo Montello, il sito di Colleferro è di proprietà comunale gestito dalla società regionale Lazio Ambiente, il cui direttore generale è stato anche Demetrio De Stefano, attuale presidente del consiglio di amministrazione dell’azienda speciale Abc Latina, che si occupa della gestione dei rifiuti urbani. Nominato nell’aprile 2016 al vertice della partecipata della Regione Lazio, De Stefano ha rassegnato le dimissioni a gennaio 2017, quando la società già evidenziava problemi di natura finanziaria, tanto da dover ricorrere – notizie di cronaca dell’epoca – al fondo di integrazione salariale per 40 lavoratori, e quando erano già esplose polemiche su un suo presunto conflitto di interesse. In particolare, ricordano i cittadini di Colleferro, a gettare ombre sulla sua direzione sarebbe stato il passaggio dei Comuni di Valmontone e Colonna da Lazio Ambiente alla concorrente Ambiente spa di Ciampino di cui De Stefano avrebbe mantenuto il posto da dipendente collocandosi in aspettativa non retribuita. De Stefano ha poi partecipato e vinto nell’autunno del 2017 la selezione pubblica per il reclutamento dei membri del consiglio di amministrazione della Abc Latina diventandone presidente.

Ad accomunare la discarica di Borgo Montello a quella di Colle Fagiolara è anche l’instancabile attività dei comitati di via Monfalcone e dei residenti di Colleferro che da anni convivono con la presenza ingombrante di montagne di rifiuti davanti alle abitazioni. Denunce, esposti, ricorsi al Tar, un identico copione nel quale si inserisce la ciclica presa d’atto di amministrazioni locali “inefficienti” a dare risposte alla loro richiesta di aiuto.

E’ di ieri una nostra intervista a Giorgio Libralato, consulente del comitato di via Monfalcone, il quale ha ricordato che il Comune di Latina, dopo tanti anni di smarrimento, nel 2012 aveva finalmente imbroccato la “strada giusta” per la definizione degli indennizzi dovuti per i disagi patiti dalla discarica di Borgo Montello. Libralato ha citato atti che “prevedono che il deprezzamento degli immobili di via Monfalcone sia compensato in cubature da realizzare in altro luogo, che il Comune acquisisca al proprio patrimonio le proprietà private cedendo in cambio propri terreni, da rendere edificabili con cubature compensative, in altre località; che la Regione Lazio approvi le necessarie varianti al Prg trasformando il sito prescelto da agricolo a residenziale”. “In questo modo – spiegava il consulente – i residenti ‘traslocati’ avrebbero potuto ricostruirsi casa cedendo le cubature in eccedenza al costruttore. Ecco, se si voleva essere efficienti si sarebbe potuto proseguire su questa strada invece che mettere altra carne al fuoco”. Insomma, la soluzione proposta per gli indennizzi era a zero costi per il Comune e la Regione Lazio.

Il comitato di Colleferro, rappresentato da Ina Camilli, oggi ha mostrato un vivo interesse per l’iniziativa assunta a Latina dal 2012, definendola un atto di civiltà. Camilli, contattando il comitato di via Monfalcone, ha chiesto di conoscere le ragioni per le quali l’amministrazione comunale di Latina ha fermato questo percorso di civiltà? “Bella domanda”, le ha risposto Libralato.

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