Latina, la start up difficile dell’Abc. Bernardini spiega in commissione Ambiente il lavoro di tre mesi

Nella seduta odierna della commissione Ambiente del Comune di Latina, presieduta da Dario Bellini, è intervenuto il direttore generale dell’azienda speciale Abc, Michele Bernardini, per relazionare sulle attività svolte nei primi tre mesi di vita del nuovo operatore che gestisce nel capoluogo pontino il servizio di igiene urbana. Bernardini ha spiegato che questi tre mesi hanno rappresentato una start up difficile, “perché non si è trattato di avviare una nuova azienda né di entrare in corsa nella gestione di un operatore già organizzato, ma si è trattato di rimettere in piedi una società fallita, fallita da tutti i punti di vista, compresa l’organizzazione del servizio”.

Ad ogni buon conto il direttore Bernardini ha detto che il primo risultato, che attiene ad un lieve aumento della raccolta differenziata, circa il 4%, è significativo perché segna un andamento positivo di crescita: “Nel mese di dicembre 2017 la raccolta differenziata era del 19% e l’andamento era negativo, a gennaio siamo passati a venti, nel mese di febbraio e marzo al 24%. La differenziata sta quindi aumentando”. Bernardini ha anche spiegato come è stato possibile ottenere questo risultato in così poco tempo: “Abbiamo fatto ripartire la comunicazione con le utenze attraverso l’utilizzo di materiale già predisposto dalla Latina Ambiente e con nuovo materiale relativo alle isole ecologiche itineranti e abbiamo acquistato nuovi cassonetti per l’umido e il residuo secco. Abbiamo inoltre previsto un servizio leggero per la domenica nei quartieri più critici”.

Sin da subito, ha riferito Bernardini, è stato affrontato il tema della sicurezza compromessa dalle pessime condizioni del parco macchine avviando alla manutenzione i mezzi che potevano essere riparati. In alcuni casi si è proceduto al noleggio, al costo per unità di 4.000 euro al mese, e all’acquisto di una macchina usata al prezzo di 35mila euro. “Di più non abbiamo potuto fare perché la somma necessaria è ingente e occorre fare la gara europea che richiede almeno un tempo di sei mesi”. “Abbiamo eliminato i fattori di maggior rischio e stiamo provvedendo a migliorare la sicurezza nei limiti delle condizioni attuali”, ha detto Bernardini anche in riferimento allo stato di agitazione indetto dalle Rsu. L’azienda ha acquistato anche dei nuovi scarrabili e ha provveduto alla sistemazione degli spogliatoi.

Rispondendo alla protesta delle maestranze, Bernardini ha ridimensionato l’incidente avvenuto nei giorni scorsi che ha portato al ferimento di un dipendente: “Non si è staccato alcuno sportello, si è semplicemente aperto, e l’operaio in questione ha riportato ferite giudicate guaribili in cinque giorni”. “Il carico di lavoro – ha aggiunto – non è aumentato a seguito del servizio domenicale, ma è stato diversamente ripartito. Per quanto riguarda le divise estive, stiamo provvedendo con l’affidamento diretto per acquisto di vestiario per poi affidare anche il servizio lavaggio”.

Per quanto riguarda la mancata predisposizione del piano industriale a tre mesi dall’avvio delle attività – altra criticità lamentata dai dipendenti di Abc – Bernardi ha riferito che è stato dato incarico alla società pubblica Contarina che gestisce il servizio rifiuti a Treviso, “uno dei migliori modelli in Italia”. “E non siamo in ritardo perché mi risulta – ha detto Bernardini – che il consiglio di amministrazione ha sempre riferito che avrebbe fatto il piano industriale nel momento in cui si avesse avuto contezza effettiva dell’azienda”. Azienda che, come detto ad inizio seduta di commissione il direttore Bernardini, paga lo scotto di doversi adeguare ai tempi della pubblica amministrazione che sono lunghi ma che sono anche a garanzia della correttezza di tutte le operazioni.

Bernardini ha inoltre informato l’aula che la commissione di vigilanza ha invitato i sindacati a revocare lo stato di agitazione indetto. Il direttore ha anche aggiunto che il responsabile del personale è stato licenziato, senza tuttavia spiegare la causa, e che il licenziamento è stato impugnato e che nel frattempo i dipendenti si devono rapportare direttamente con il management: “Una condizione a cui non sono abituati”.

La consigliera Nicoletta Zuliani, del Partito democratico ha sottolineato come le previsioni dell’amministrazione comunale, esplicitate con la dotazione di 400mila euro ad avvio dell’azienda per il leasing del parco macchine, si siano discostate dalla realtà dei fatti.  Inoltre, ha detto la consigliera, era previsto che il numero dei dipendenti sarebbe stato aumentato superando le 200 unità. Un tema quest’ultimo che ha spinto il direttore a mettere in evidenza che il lavoro svolto dalla Latina Ambiente, il personale dipendente e gli interinali praticamente in pianta stabile, è ora svolto massimamente dai soli dipendenti. Un dettaglio che non è sfuggito al consigliere Matteo Adinolfi della Lega da sempre attento alle responsabilità del fallimento della Latina Ambiente: “Sarebbe importante – ha detto rivolgendosi a Bernardini che relazionasse questi dati all’amministrazione”.

Presente oggi in commissione anche l’assessore all’Ambiente Roberto Lessio che ha chiesto al direttore di fornire all’amministrazione la bozza per un nuovo regolamento del servizio in modo che possano essere adeguate anche le sanzioni relative ai comportamenti scorretti da parte degli utenti. E sulla scorrettezza dei conferimenti il consigliere Adinolfi ha segnalato cassonetti sul lungomare pieni di scarti di pesce, male odoranti alle nove di domenica mattina: “Bene le foto-trappola, se fossero state attivate le telecamere esistenti oggi avremmo potuto smascherare il responsabile”.

L’assessore Lessio ha concluso il suo intervento citando la questione di Ecoambiente per dire che il Comune non avrebbe potuto partecipare all’asta sia per mancanza di soldi sia perché “operazione insensata”: “Sarebbe stato come se i vigili urbani avessero acquistato una macchina che loro stessi fermata perché inadeguata alla circolazione. Il comune si è costituito parte civile nel processo a carico di Ecoambiente per inquinamento e stiamo provvedendo ad intimare alla nuova proprietà l’ultimazione immediata delle opere di bonifica”.

 

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