Operazione Arpalo, 13 misure cautelari per associazione a delinquere. Il finanziamento occulto della ex Latina Calcio

Il tavolo della conferenza stampa di oggi in Procura

E’ stata denominata Arpalo, dal nome del tesoriere infedele di Alessandro Magno, l’operazione odierna che ha portato all’arresto dell’ex deputato pontino di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta, 47 anni, attualmente ricoverato in clinica per essere sottoposto ad un intervento chirurgico in conseguenza con il suo ferimento avvenuto una settimana fa nel giardino della propria abitazione di via Nascosa a Latina. Colpiti dai provvedimenti anche Paola Cavicchi, 62 anni, e il figlio Fabrizio Colletti, 36enne avvocato, rispettivamente presidente della Us Latina Calcio e socio, entrambi finiti in carcere, i fratelli Ivano e Fabio Allegretti, di  42 e 46 anni, il primo sottoposto agli obblighi di Pg e il secondo finito in carcere, a capo di una serie di cooperative operanti nel settore dei trasporti, Paola Nerone, 44 anni, collaboratrice dello studio commercialista di Maietta, finita ai domiciliari. In carcere anche i commercialisti Pietro Palombi e Giovanni Fanciulli, entrambi 46enne, e Salvatore Di Raimo di 51 anni. Ai domiciliari, oltre a Neroni, Max Pietromaria Spiess di 53 anni, Augusto Erennio Massimo Bizzin di 46 anni, Roberto Noce di 48 anni e il 38enne Pierluigi Sperduti, con ruolo dirigenziale nell’ex società di calcio.

Il personale della Squadra Mobile della Questura di Latina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, con l’apporto specialistico del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e patrimoniali, emessa dal Gip Matilde Campoli, su richiesta dei sostituti procuratori Luigia Spinelli, Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo nei confronti di 13 persone (7 in carcere, 5 ai domiciliari e 1 obblighi di firma), ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta, nonché di innumerevoli reati tributari e societari.

Le indagini di polizia giudiziaria e quelle patrimoniali hanno evidenziato il ruolo del commercialista pontino, Maietta, quale promotore ed organizzatore di una complessa associazione per delinquere, composta da una rete di fiduciari che, attraverso la costituzione di società schermo, sia in territorio svizzero che in quello italiano, hanno movimentato ingenti capitali sovente utilizzati per acquisizioni immobiliari, per illecito arricchimento personale, oltre che per il finanziamento occulto della società sportiva U.S. Latina Calcio, già militante nel campionato nazionale di serie “B”.

L’attività ispettiva di polizia economico-finanziaria sviluppata attraverso acquisizioni e perquisizioni, audizioni di testimoni ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha inoltre consentito di disvelare un articolato sistema di frode attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, e di effettuare sequestri per equivalente nei confronti di alcuni indagati per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro.

L’attività investigativa, avviata nell’aprile del 2015 e nell’ambito della quale sono state effettuate anche due rogatorie internazionali con l’autorità giudiziaria svizzera, ha inoltre consentito di raccogliere gravi indizi di reato in ordine ad un sofisticato sistema di riciclaggio internazionale attuato attraverso la strumentale costituzione in territorio elvetico di 4 società anonime, aventi tutte sede legale a Lugano (CH), presso una fiduciaria svizzera, operante nel settore della consulenza e gestione di patrimoni.

Attraverso tali persone giuridiche elvetiche sono state costituite in Italia altrettante società a responsabilità limitata, partecipate al 100% dalle società svizzere, aventi per oggetto sociale la gestione di beni immobili propri, tutte iscritte presso la camera di commercio di Latina ed amministrate da soggetti residenti nel capoluogo pontino.

Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti del Servizio Centrale Operativo e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina, hanno corroborato il quadro indiziario a carico degli indagati, in ordine al reato associativo ed alle ipotesi di riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza delittuosa; consentendo di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine ad ulteriori ipotesi di intestazione fittizia di beni nonché di addivenire al sequestro di ingentissimi patrimoni illecitamente accumulati in evidente sproporzione con i redditi dichiarati dagli indagati. Si tratta di 20 fabbricati di civile abitazione, di cui 2 ville; 19 immobili commerciali, magazzini ed autorimesse; 3 appezzamenti di terreno; 8 veicoli; 7 società e 1 quota societaria, per un valore complessivo stimato in 25 milioni di euro circa.

Lo sviluppo di numerose segnalazioni per operazioni sospette e l’analisi dei flussi finanziari condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Latina con il qualificato apporto del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ha permesso di ricostruire l’ingente provvista generata in Italia, successivamente trasferita in territorio estero (elvetico).

La costituzione di società italiane, con capitale interamente partecipato da quelle estere, ha consentito il rientro in Italia, a mezzo bonifici bancari, delle somme depositate in Svizzera a favore delle società italiane a titolo di “finanziamento soci”.

Le predette società, a loro volta, hanno utilizzato i capitali illecitamente costituiti all’estero per l’acquisizione di beni immobili e di partecipazioni societarie, reimpiegando le somme provento di reato.

Gli indagati, infatti, programmavano il riciclaggio e reimpiego dei capitali di provenienza illecita in Italia, che avveniva nell’ultima fase tramite la cessione delle quote delle società anonime svizzere in favore di soggetti fiduciari a prezzi irrisori rispetto all’effettivo patrimonio immobiliare accumulato dalle persone giuridiche, e costituito con i proventi dell’imponente evasione fiscale e previdenziale.

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