Provinciali a Latina, l’affondo di Gervasi: basta con i proclami di Coletta, il territorio ha bisogno di ben altro

Giada Gervasi

“Sia più chiaro il sindaco di Latina Damiano Coletta e dica chi, secondo lui, non vuole acqua pubblica o rispetto della legalità. Basta con i proclami, si pensi concretamente a lavorare per il benessere di questa nostra Provincia”. Parola di Giada Gervasi, sindaco di Sabaudia. Coletta e Gervasi sono entrambi candidati alla presidenza della Provincia di Latina, la cui competizione di secondo livello riservata esclusivamente ai consiglieri comuni del territorio pontino si testerà con il voto del 29 aprile prossimo. Entrambi di orientamento civico al primo giro di boa si sono allontanati per una questione di metodo. Dalla parte della sindaca di Sabaudia i gruppi consiliari di Aprilia, Bassiano, della sua Sabaudia e di altri amministratori locali che l’hanno candidata in quanto “meglio rappresenta la sintesi del civismo, che può essere condivisa da chiunque cerchi quell’imparzialità ed autonomia per l’attuale Consiglio provinciale e quello eligendo”. In questa scelta non si è riconosciuto il sindaco di Latina che ha affermato che la candidatura di Gervasi, scelta da Aprilia e Sabaudia, non ha tenuto conto della volontà degli altri amministratori civici della provincia che invece avrebbero preferito la sua discesa in campo.

Gervasi, dal canto suo, ha dimostrato in questi quattro anni – sostengono i supporter – la sua civicità ed autonomia, non intesa come guerra ai partiti (“tra l’altro costituzionalmente riconosciuti”), ma quale volontà di alcuni amministratori di superare metodi, schemi e personalismi con un unico obiettivo: l’amministrazione del territorio, un percorso di coerenza che si propone con un programma di 10 punti che già aveva elaborato con le amministrazioni di Aprilia e Bassiano nel 2014 e che vede la Provincia come Ente di sussidio e sostegno dei Comuni.

Tra i temi, per Gervasi, non possono mancare la valorizzazione del territorio e lo sviluppo economico, la tutela del paesaggio e dell’ambiente, la gestione dei rifiuti con l’obiettivo che si riesca a mantenere il ciclo degli stessi nell’ambito territoriale e mirando ai rifiuti zero, l’attuazione del referendum sulla pubblicizzazione dell’acqua e la tutela del territorio dai recenti problemi di siccità, la mobilità anche sostenibile e la viabilità. A questo punto, a pochi giorni dal voto che verrà espresso dai singoli sindaci e consiglieri comunali, il risultato – in ogni caso – vedrà la modifica o la conferma dello scenario politico della Provincia. “Una provincia la cui esiguità delle risorse a disposizione, unita alla riduzione delle competenze in virtù di una riforma rimasta nel guado, limita di molto le possibilità di intervento di un Ente intermedio come la Provincia”, commentano i sostenitori della sindaca di Sabaudia quale candidata alla carica di presidente dell’Ente di via Costa.

 “La ‘differenza’ possono e debbono farla le idee –afferma Gervasi –. Innanzitutto, la Presidenza, che deve essere solo una sorta di ‘primus inter pares’, deve saper svolgere un ruolo di coordinamento riuscendo a far dialogare i territori al di là delle singole municipalità. Dobbiamo far ‘uscire’ la nostra Provincia da una dimensione localistica facendola conoscere per le sue straordinarie potenzialità. Dobbiamo smetterla di pensare alla Provincia solo come una sorta di dependance di Roma o di Napoli ma dobbiamo proporci nello scenario europeo tutto insieme sia svolgendo una promozione comune che attivando in maniera omogenea rapporti di scambio. La Provincia può e deve farsi proponente e coordinatore di progetti di questo tipo. Ma soprattutto deve rappresentare le istanze del nostro territorio nel confronto dei più alti livelli istituzionali. Se vogliamo veramente dare risposte alle tante esigenze di servizi che giustamente i cittadini ci richiedono a partire da un accettabile livello di assistenza sanitaria o da infrastrutture viarie che consentano al nostro territorio di uscire dall’isolamento, anche qui dobbiamo uscire da quella logica di appartenenza partitica che ha sempre determinato uno sbilanciamento a favore di Roma”.

Si scalda, dunque, ulteriormente la campagna elettorale di secondo livello che vede spaccato il Partito democratico che a Latina sostiene Coletta e che a livello provinciale Carlo Medici e spaccato il centrodestra, con la Lega schierata con Gervasi e Forza Italia con Medici, oltre che i sindaci e amministratori civici. E Gervasi a Coletta non le manda a dire. Affila le armi e attacca con stile garbato quanto incisivo.

 “Il confronto deve essere onesto e concreto sui temi – afferma il sindaco di Sabaudia – anche perché non solo l’acqua ed i rifiuti sono i grandi temi, ma anche l’aeroporto, la viabilità interna, la bretella Cisterna Valmontone e il corridoio Roma-Latina, i danni derivanti al nostro litorale dal porto di Anzio e una sanità che vede un depauperamento del territorio in termini di strutture e competenze. Su questo alcuni fanno melina: perché non si parla di alta diagnostica ad esempio? Il nuovo Presidente della Provincia dovrà affrontare anche questa questione nell’interesse di tutti e 33 i comuni”.

Ed eccolo l’affondo di Gervasi che la politica di queste ore non è riuscita ad esternare in pieno di fronte ad una rimodulazione del progetto di alta diagnostica che il sindaco di Latina ha sottoposto, appena pochi giorni fa, all’attuale presidente della Provincia provocando la richiesta di restituzione di 800mila euro già spesi per l’adeguamento dei locali di via lago Ascianghi, perché il nuovo piano oltre a prevedere un diverso macchinario prevede anche una diversa location rispetto a quanto stabilito dalla convenzione sottoscritta.  Gervasi, nelle sue parole, sembra segnalare la priorità del sindaco di Latina di portare avanti la rimodulazione dell’alta diagnostica omettendola tuttavia dai temi proposti per la sua presidenza della Provincia. Come mai? “La questione va affrontata nell’interesse di tutte le comunità”, intende sottolineare il sindaco di Sabaudia sottolineando che la provincia di Latina è composta da 33 municipalità.

 “Premesso ciò – riprende Gervasi -, mi lascia basita leggere sulla stampa locale le dichiarazioni di altri candidati alla presidenza in merito a temi, accordi e spartizione di poltrone. Mi compiaccio con quanto affermato dal sindaco di Latina sul fatto che non ci sta ad accordi, anche se mi sembra di aver capito, leggendo i giornali, che nel suo caso le intese ci sono. Non a caso ha partecipato a vari incontri con esponenti di forze politiche, fondando infine la sua candidatura sull’accordo con parte del Partito Democratico, elevandola ad unica designazione in grado di rappresentare l’intera provincia, in quanto sindaco del capoluogo e a suo dire il solo in grado di far deliberare all’unanimità i sindaci. Un atteggiamento che ritengo non rispettoso degli altri comuni: come a dire che se si è più piccoli in termini di territorio e popolazione, non si è in grado di governare il territorio provinciale. Un discorso del genere si commenta da solo”.

 “Sia più chiaro il sindaco Coletta e dica chi, secondo lui, non vuole acqua pubblica o rispetto della legalità. Basta con i proclami, si pensi concretamente a lavorare per il benessere di questa nostra Provincia. Dai sindaci di Sabaudia, Bassiano e Aprilia – conclude – non c’è alcun muro, ma solo la volontà di mantenere la propria autonomia e identità civica. Il muro, probabilmente, è stato eretto da chi si è proposto come unica strada possibile, anche in forza del voto ponderale”.

 

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