Cassa integrazione in provincia di Latina, il calo virtuoso pari a -85,4%

Per una volta la Provincia di Latina tra le prime dieci in Italia. Parliamo della classifica in termini di minor ricorso alla cassa integrazione. Il dato arriva dalla Uil con il periodico rapporto sull’andamento della cassa integrazione e sugli occupati, sia a livello nazionale che provinciale, relativamente al mese di marzo 2018.

 Viene decisamente confermato il trend di crollo dell’utilizzo di cassa integrazione – commenta Luigi Garullo Segretario generale UIL Latina – infatti in continuità con i mesi precedenti, anche il mese di marzo 2018 si chiude con un calo complessivo delle ore di CIG autorizzate, pari al -85,4%, in continuità con il trend di discesa registrato nel corso del 2017 e nei primi mesi del 2018”.

“L’utilizzo dello strumento della cassa integrazione in provincia di Latina – aggiunge Garullo – ha raggiunto nello scorso mese di marzo 2018, il picco più basso mai raggiunto, con appena 13.288 ore autorizzate, con un calo vistoso del -85,4%, Latina entra nella classifica delle prime 10 provincie in Italia (5° provincia), che hanno registrato il maggior calo percentuale di cassa integrazione, con un dato oramai a livelli fisiologici”

“I dati specifici ci dicono – continua Garullo – che nel mese di febbraio 2018 erano state autorizzate complessivamente 90.918 ore di CIG, mentre nel mese di marzo 2018 ne sono state autorizzate appena 13.328, con appunto un calo del -85,4%, mentre nello specifico – aggiunge Garullo – vi è un ulteriore drastico calo della CIG ordinaria e straordinaria che fanno segnare rispettivamente un -88,3% e un -73,6%”

“Seppur a questi dati della CIG vanno però aggiunti – aggiunge ancora Garullo – i dati riferiti alle richieste di accesso al FIS (Fondo di Integrazione Solidarietà), rendendo il quadro di insieme un po’ meno positivo di quello che ci dicono i numeri, non vi è però dubbio che la situazione relativa al comparto industriale vede oramai alle spalle la crisi che aveva investito il nostro territorio analogamente al resto del paese. Occorre ora – conclude Garullo – non lasciarsi sfuggire questa occasione, supportando la ripresa con interventi regionali che possano stimolare anche la ripresa occupazionale.”

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