Latina, la discarica dei veleni in Consiglio. Appelli e proposte per impedire la riapertura

“Se la Regione boccia due discariche ad Aprilia dove c’è un Tmb, autorizzato per trattare 480mila tonnellate che non ha una discarica di servizio, è evidente che il problema esiste. Esiste un problema, certo solo frutto di emergenza, perché non c’è un luogo dove trasferire i rifiuti. Sindaco, fossi in lei non starei così tranquillo”. E ancora: “Come mai ci sono state offerte di privati per la discarica di Borgo Montello? Questi signori (si riferiva alla società Systema Ambiente che ha rilevato il 51% di Ecoambiente al prezzo di due milioni e mezzo di euro, ndr) non sono benefattori dell’umanità”. Enrico Forte, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Latina, oggi – nella seduta dell’assise civica – ha suonato la sveglia al primo cittadino Damiano Coletta. In aula il punto all’ordine del giorno richiesto da tutti i gruppi di opposizione sulla situazione attuale e il futuro degli invasi di Borgo Montello, attualmente chiusi e per i quali, a fronte della nuova proprietà di Ecoambiente, si teme la riapertura in danno degli abitanti della zona e dell’ambiente. La sveglia di Forte non è stata l’unica a suonare. Anzi. Ma il suo intervento “pacato” non può essere sottaciuto: Forte è consigliere regionale di maggioranza, ora e anche nei precedenti cinque anni; e possiamo dire che forse è bene informato anche quando dice che la “Regione non entra nel merito delle scelte politiche di un territorio ma che ragiona in base a tracciati oggettivi”. Poche parole tra buoni intenditori. “L’Abc è un discorso monco. Il tema non è chi fa la raccolta, la partita vera è la gestione pubblica degli impianti. Qual è il ruolo di questo Comune? Il sindaco ha competenze igienico-sanitarie, a tutela della salute e dell’ambiente. Sindaco, assuma subito iniziative. Sindaco, spinga sulla raccolta differenziata, faccia una verifica del post mortem e sull’escussione delle polizze. Apriamo una pagina di verità. La discarica di Borgo Montello è la pagina buia e oscura di questa città. Mi aspetto azioni concrete. Subito un’ordinanza per il ripristino della salubrità dei luoghi”.

Ad introdurre il tema era stata poco prima la consigliera Giovanna Miele di Forza Italia con un excursus preciso e puntuale, focalizzando l’attenzione sul fallimento della Latina Ambiente (ha citato le dichiarazioni dell’assessore Giulio Capirci rese nella seduta del Consiglio comunale dell’11 novembre 2016 quando disse che il Comune non avrebbe avuto alcuna intenzione di riconoscere alla società i crediti vantati e che in caso di fallimento, poiché società di capitali, non ci sarebbero state conseguenze per l’ente) che ha comportato l’uscita di scena del Comune dalla discarica di Borgo Montello consegnandola nelle mani di Systema Ambiente, sulla delibera regionale 199 del 2016, sul Piano provinciale dei rifiuti recentemente approvato nel quale si continua ad indicare il sito di Montello con area di discarica. Una cronistoria lucida, senza sbavature: il Consiglio di oggi era stato richiesto per scrivere la seconda parte e chiarire sulla base di cosa l’investimento effettuato da Systema Ambiente poteva essere definito, come ha fatto la maggioranza, del “tutto inutile”.

La riapertura della discarica di Borgo Montello è un “quadro a tinte fosche che non corrisponde alla realtà dei fatti”, ha detto il capogruppo di Lbc Dario Bellini che è anche presidente della commissione Ambiente. A sostegno di questa tesi l’approvazione l’11 novembre 2016 di una mozione contraria alla riattivazione del sito. “La soluzione al problema discarica – ha aggiunto la consigliera Laura Perazzotti di Lbc – sta nella riduzione della produzione dei rifiuti. Nel prossimo bando per il servizio mense scolastiche è previsto che il fornitore non distribuisca acqua nelle bottiglie di plastica. Una montagna di plastica in meno che rallenta la mobilità degli spermatozoi”.

“A Borgo Montello si muore di cancro, mio padre è morto di cancro”, Andrea Marchiella di Fratelli d’Italia è intervenuto con toni accesi al dibattito consiliare invocando il ricorso al Capo dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Di chiacchiere ne sono state fatte fin troppe sulla discarica di Borgo Montello e fin quando continueremo a farlo la discarica non chiuderà mai. Dovremmo dimetterci tutti. Cerchiamo invece di fare qualcosa di utile e sensato. Alziamo il tiro, mettiamo tutti intorno a un tavolo: Presidente della Repubblica, ministro dell’Ambiente, presidente della Regione Lazio, uffici competenti dei ministeri, della Regione, della Provincia e del Comune. Facciamo sentire le nostre ragioni (qui il comunicato stampa di Marchiella a margine del Consiglio, ndr)”. La strada di alzare il tiro ha convinto anche la cosigliera di Lbc Marina Aramini, che ha anche citato la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti e sulle verità messe nere su bianco sui veleni della terra dei fuochi pontina.

Nicoletta Zuliani del Pd ha chiesto di conoscere le ragioni per le quali non sono stati portati avanti gli atti che avrebbero consentito ai residenti di via Monfalcone di essere indennizzati con un “premio di cubature”, attraverso apposita variante al Prg, in una altra zona, e di conoscere per quali ragioni il Comune di Latina in occasione dell’aggiornamento cartografico per le discariche allegato al Piano provinciale dei rifiuti approvato ad inizio aprile non sono stati previsti fattori escludenti  attorno a Borgo Motello.

A rispondere è stato l’assessore all’Ambiente Roberto Lessio. Il merito alla cartografia, Lessio ha annunciato che i fattori escludenti saranno inseriti in fase di Valutazione ambientale strategica, mentre per la variante quale indennizzo per i residenti ha detto che la Regione non l’ha ancora approvata, ignorando probabilmente il fatto che da Latina non sia mai partita.

“Registrando” tutte le posizioni il sindaco Damiano Coletta si è detto favorevole ad individuare un percorso condiviso che tuteli la comunità, l’ambiente i cittadini che vivono nelle vicinanze della discarica. Ad ogni buon conto ha voluto sottolineare il fatto che “la scelta di non pagare i crediti vantati dalla Latina Ambiente non è stata politica ma di natura tecnica, supportata dagli uffici”, aggiungendo anche che la sentenza di fallimento definiva la società in stato di decozione. Della serie, secondo il primo cittadino, non ci sarebbe stata possibilità di salvezza. Il sindaco ha mostrato sicurezza nell’affermare che la discarica non riaprirà i battenti. Per tre ragioni in particolare: il piano provinciale dei rifiuti per l’impiantistica pubblica; la raccolta differenziata grazie alla Contarina che sta collaborando con Abc, la conferenza dei servizi in atto per la verifica della bonifica da parte di Ecoambiente (l’ultima seduta è di giovedì scorso). “Poi valuteremo la necessità di procedere con un’ordinanza”, ha detto Coletta riferendosi alla proposta di Forte.  Il sindaco ha poi parlato di Al Karama e dell’attenzione posta dall’amministrazione a tutela delle migliorie in termini igienico-sanitarie e a tutela dei bambini. Per quanto riguarda l’indennizzo ai residenti di via Monfalcone, il sindaco ha detto di aver chiesto espressamente un incontro con il presidente della Regione Lazio. “Comprendo l’accorato appello di Marchiella, ma ritengo al momento che non c’è ragione di scomodare il Presidente della Repubblica anche se resto aperto a una strada condivisa il più possibile. Se pensate che si possa fare di più di ciò che stiamo facendo, sono disponibile ad ascoltare. Dovesse esservi l’eventualità di una riapertura, io sarà il primo ad occupare la discarica”, ha concluso Coletta.

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