Latina, prove di trasparenza

Una precedente seduta di commissione Trasparenza

Trasparenza in ambito amministrativo significa chiarezza, pubblicità, assenza di ogni volontà di occultamento e di segretezza. E’ in nome di questo principio che la politica moderna cerca di trasferire nelle azioni concrete, attraverso leggi e regolamenti, nuove istituzioni e formule che garantiscano al cittadino di vedere e cogliere nella nitidezza i meccanismi della pubblica amministrazione per valutarne, direttamente e indirettamente, la gestione e l’aderenza alle normative. Poi succede, come a Latina, che chi predica bene razzoli male.

Latina Bene Comune che si era distinta in campagna elettorale facendo della legalità e della trasparenza il suo credo, ad un anno dal suo insediamento ha visto sfilarsi dal mazzo uno degli assi del movimento civico, l’assessore Antonio Costanzo, che se ne è andato sbattendo la porta a causa dell’opacità che si stava insinuando a palazzo.

Un’amministrazione passata ai raggi ics della commissione Trasparenza, unica ad essere presieduta dall’opposizione a garanzia del massimo controllo. E infatti, un paio di settimane fa, quando la presidente Nicoletta Zuliani, che aveva palesato di voler votare il sindaco Damiano Coletta alla presidenza della Provincia di Latina, ha rassegnato le dimissioni dal comando dell’organo consiliare perché pur dichiarando la sua permanenza all’opposizione sarebbe potuta venir meno la fiducia riposta in lei dai colleghi di opposizione. Una dimissione in… trasparenza.

Oggi la stessa commissione ha eletto all’unanimità come presidente la consigliera Matilde Celentano. Non deve essere stato facile per i consiglieri di opposizione scegliere il successore di Zuliani, e non tanto per l’impeccabile lavoro svolto che le è stato riconosciuto dall’intero organo e che sicuramente porterà avanti con puntualità e precisione anche la consigliera Celentano. Quanto piuttosto per il fatto che Coletta, alle elezioni in Provincia, ha ottenuto due voti in più oltre quello “dichiarato” di Zuliani e quello “scontato” dei componenti di maggioranza, sebbene risultati insufficienti per lo scranno di via Costa. Una circostanza che dal 29 aprile ha determinato una sorta di “caccia alle streghe”… sottobanco. Ci auguriamo che la scelta dell’opposizione (e della maggioranza) per la nuova presidenza della commissione sia stata governata dalla trasparenza, senza grinze in cui riporre sospetti.

Nella segretezza del voto ognuno è libero di esprimersi, a fondamento della democrazia. Siamo convinti che chiunque possa essere stato dell’opposizione a votare Coletta possa essere anche in grado di guidare con imparzialità la commissione deputata al controllo, nel momento in cui resti svincolato dalla maggioranza di governo. E questa è cosa importante, essenziale ai fini del compito attribuito. La trasparenza tuttavia vale, sul piano politico, anche in termini di coerenza. Quella che, nel caso specifico, ha spinto Zuliani a rassegnare le sue dimissioni per rispetto del ruolo assegnatole e che confidiamo sia stata presa in considerazione anche nella scelta della nuova nomina. La trasparenza è un principio irrinunciabile per i cittadini e deve valere in tutti i processi virtuosi che regolano l’amministrazione, pretesa da chi governa e da chi controlla.

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