Latina, accessi al mare: passerelle… in Trasparenza. La conta dei soldi spesi, una lente sulle manutenzioni

Il primo piano il dirigente del Servizio Ambiente Sergio Cappucci e Matilde Celentano, presidente della commissione Trasparenza

La questione relativa agli accessi alla spiaggia delle Marina di Latina è approdata oggi in commissione Trasparenza. La presidente Matilde Celentano ha introdotto l’argomento segnalando le spese effettuate dal 2015 e gli scarsi risultati raggiunti in termini di manutenzione. La consigliera di Fratelli d’Italia, lista Calandrini, ha precisato che nel 2015 la manutenzione delle passerelle in legno è costata all’ente municipale 78mila euro, nel 2016 38mila euro e nel 2017 34mila euro. Centocinquanta mila euro, al netto d’Iva, risultati tuttavia insufficienti a ripristinare una perfetta funzionalità delle strutture. Per il 2018 si prevede una spesa di altri 38mila euro a fronte della manutenzione di 31 accessi a mare, da Capoportiere a Foce Verde e da Capoportiere a Rio Martino. La somma sarà sufficiente a rimettere a posto le passerelle danneggiate dall’usura, dalle intemperie e dagli atti vandalici? Un interrogativo che la presidente Celentano ha formulato dal momento che “sono stati previsti per il rifacimento di soli 250 metri di staccionata della pista ciclabile di via del Lido 45.600 euro”. Come a dire che forse la spesa programmata per gli accessi a mare è troppo esegua o è eccessiva quella per la pista ciclabile. Nel 2017, ha segnalato ancora Celentano, non è stato eseguito un trattamento impregnante che avrebbe avuto un costo di circa 3.000 euro e che forse avrebbe contribuito ad una maggiore integrità del legno.

Ad integrazione di quanto esposto dalla presidente, la consigliera Nicoletta Zuliani del Partito democratico ha ricordato che il Comune lo scorso anno ha perso un finanziamento regionale di 233mila euro per la realizzazione del primo stralcio di strutture per l’assetto e riqualificazione della spiaggia e l’accesso ai disabili, postazioni di salvataggio e servizi sugli arenili liberi. Una somma svanita nonostante i solleciti della Regione Lazio per il completamento della documentazione necessaria ai fini dell’erogazione del contributo. Lo scorso anno, ha ricordato Zuliani, l’assessore all’Ambiente Roberto Lessio ha dichiarato che contro la determina regionale di definanziamento sarebbe stato presentato un ricorso al Tar finalizzato al recupero della somma. “Abbiamo perso le tracce di questo ricorso?”, ha domandato l’esponente del Partito democratico.

Audito in commissione Trasparenza il geologo Sergio Cappucci, dirigente del servizio Ambiente del Comune di Latina. “Mi rendo perfettamente conto dell’interesse che suscita questo argomento. Io stesso, spesso, ricevo visite di avvocati pronti a chiedere al Comune risarcimento danni in rappresentanza di cittadini che percorrendo le passerelle sono caduti, si sono fatti male, sono rimasti feriti. Tuttavia, posso riferire soltanto relativamente al 2018, poiché negli anni precedenti la manutenzione delle passerelle era affidata ad altro servizio e non all’Ambiente. La gara che è stata fatta quest’anno è differente alle precedenti poiché non più basata su un computo metrico ma sul costo a metro delle riparazioni”. Il dirigente ha spiegato che in questo modo sarà l’ufficio preposto ad indirizzare la ditta dove effettuare gli interventi seguendo la logica delle priorità e potendo affrontare ripristini non programmati. Un’innovazione che è stata molto apprezzata sia dai commissari di opposizione che dai commissari di maggioranza.

Rispondendo ad un interrogativo del consigliere Alessandro Calvi, oggi eletto vice presidente della commissione Trasparenza, sul perché le coperture lo scorso anno erano state tagliate e lasciate marcire per mesi in un angolo dell’area verde di Vasco De Gama anziché essere riparate, il dirigente Cappucci ha ipotizzato (non potendo fare altro visto che lo scorso anno non se ne era occupato il servizio da lui diretto) che probabilmente erano state ritenute un potenziale rischio per la pubblica incolumità.

In commissione oggi è emersa la necessità di capire come siano stati eseguiti i lavori negli ultimi anni, chi ha vigilato sulla manutenzione affidata alle varie ditte e chi e quando ha effettuato eventuali collaudi. Emanuele Di Russo, consigliere di Latina Bene Comune, ha dichiarato di aver preso informazioni presso l’ufficio che si era occupato dei lavori di manutenzione e di essere certo dell’esistenza di puntuali relazioni sui lavori svolti. Per questa ragione la presidente Celentano ha annunciato che le passerelle torneranno all’ordine del giorno della commissione Trasparenza con la convocazione del funzionario responsabile.

Lo scorso anno, è stato ricordato, fu “nonno” Vincenzo Armeni a riparare diverse passerelle a sue spese e anche a “suo rischio”, ha sottolineato Rita Schievano, cittadina di Latina particolarmente attenta all’argomento, che ha chiesto di poter intervenire. La commissione le ha dato la parola. “A suo rischio, perché è necessaria l’autorizzazione. Sul lungomare è successo anche che i titolari delle attività hanno chiuso con il cemento le buche dei marciapiedi e poi sono arrivati i vigili”.

Cappucci in un passaggio è tornato sull’argomento “trattamento impregnante” affermando che in altre realtà viene affidato ad associazione di volontariato che prendono in cura le passarelle nel corso di tutto l’anno, ma ha anche accennato che in futuro si potrebbe pensare ad autorizzare i concessionari degli stabilimenti alla manutenzione ordinaria delle passerelle. Intanto, il dirigente ha comunicato ai commissari che la ditta incaricata quest’anno è già al lavoro e che sono state sistemate le passerelle in prossimità dei due chioschi, lato B del lungomare, pronti per essere montati.

Per quanto riguarda gli accessi per disabili, richiesti nello specifico, da alcuni operatori, è possibile sostituire gradini in legno con scivoli laddove l’attuale conformazione della duna lo consente, facendo riferimento al lato A del lungomare.

La seduta della commissione è stata animata dalla polemica relativa al rendiconto dell’ente, approvato ieri in Consiglio comunale: 15 milioni di euro di cassa, di cui 7 disponibili. Soldi che l’amministrazione non è stata in grado di spendere.

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