Aprilia, ecco tutte le ragioni di Boi (Lega) per dire no al progetto Ecosicura

Roberto Boi

Dopo aver redatto e protocollato le osservazioni contro il progetto della Ecosicura, Roberto Boi, il consigliere e candidato per la Lega in sostegno del candidato sindaco di Aprilia Domenico Vulcano, anche in qualità di geometra e topografo, durante la riunione al tavolo tecnico che si è svolta questa mattina, ha spiegato brevemente le ragioni per cui sarebbe opportuno respingere la proposta progettuale, altamente impattante per il territorio periferico apriliano, che prevede la realizzazione di una discarica a Colli del Sole, in località Casalazzara. 

“Conoscendo bene il territorio – ha spiegato Boi – volevo dare agli uffici regionali tre indicazioni spot. Tre elementi che a mio parere contrastano fortemente con questo progetto. Il primo chiaramente è l’estrema vicinanza di tee nuclei edilizi residenziali, parliamo di tre paesini Colli del Sole, Tre Colli e Tor di Bruno, due nel comune di Aprilia e uno del Comune di Ardea. Quello più vicino si trova a 550 metri lineari dall’invaso  di questo progetto. E’ vero che la normativa non identifica bene la distanza, ma parla di vivibilità per quanto riguarda la presenza di case sparse e nuclei edilizi. La Provincia di latina ha avviato un piano provinciale dei rifiuti nel quale è stata ipotizzata la distanza minima lineare di 1000 metri da qualsiasi nucleo abitativo. In questo caso comunque abbiamo tre nuclei che circondano questo invaso”.  

“L’altro punto fondamentale – ha aggiunto Boi – è la presenza di sorgenti lineari e puntuali che passano proprio nella zona. Da Ariccia verso la costa c’è una sorgente lineare che alimenta le fonti di Torre Bruna, Casalazzara ed Ardea. L’invaso viene posto proprio sopra la zona di queste sorgenti lineari e nelle zone di ricarica. In caso di percolazione l’inquinamento è assicurato. La presenza di queste sorgenti è certificata dalle vostre carte idrogeologiche regionali e le abbiamo allegate alle osservazioni”.  

“Terzo e ultimo punto – ha concluso il consigliere -, è la presenza di colture di tipo biologico certificate e specializzate di pregio. Queste colture rientrano in un’area identificata da PTPR come area PARV, quindi paesaggio agrario di rilevante valore nella quale normativa, all’articolo 24, c’è il divieto assoluto di realizzazione di discariche. Il progetto invece individua l’invaso proprio nell’area non soggetta a vincoli particolari, inserita tra due fossi identificati come acque pubbliche e soggette alle ex legge Galasso. Oltre l’invaso, il progetto prevede viabilità asfaltate, parcheggi e zone manovre e di cabine di servizio. La normativa vieta la realizzazione di queste opere a meno che non siano legate alle attività agricole”.

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