Comune di Latina, progressioni orizzontali nel limbo e assunzioni senza bando tornano sotto la lente della Cgil

Il Comune di Latina

“Purtroppo, i lavoratori del Comune di Latina attendono troppe risposte che l’Amministrazione tarda a dare”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Funzione pubblica Cgil Giancarlo Cenciarelli. Il punto a margine dell’assemblea dello scorso 8 giugno che ha visto l’elezione di Barbara Ottocento, della Cgil, a coordinatore della rappresentanza sindacale unitaria nello spirito della convergenza su un programma di lavoro che è stato definito nei seguenti punti: rilancio delle relazioni sindacali all’interno del Comune di Latina, valorizzazione del personale che lavora nell’Ente, legalità, nuovo sistema di misurazione delle performances, definizione delle nuove indennità previste nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro firmato il 21 maggio 2018 e definizione di un regolamento per gli incentivi previsti dall’art. 113 dell’attuale Codice degli Appalti.

L’occasione ha spinto la Fp Cgil per ricordare quanto segue: “Le Progressioni Economiche Orizzontali ancora vivono nel limbo dell’indeterminatezza. Il primo bando, emesso a gennaio, incomprensibilmente, non ha ancora visto maturati i suoi effetti, ed il secondo bando, a meno di ulteriori rinvii, prevede che le domande debbano essere presentate entro per il 15 giugno, ciò, aggiunto alle modifiche apportate dal nuovo Ccnl al numero delle posizioni economiche previste per ogni categoria giuridica, sta causando enorme disorientamento tra il personale. In tutto questo l’Amministrazione non ha dato risposte ed indicazioni chiare ed univoche lasciando i dipendenti in balia delle voci di corridoio”.

“Alla stessa maniera – sottolinea il segretario generale –  l’Amministrazione non ha dato risposta alla nostra richiesta di liquidare gli arretrati pregressi, dovuti per il rinnovo contrattuale, ed adeguare, nel mese di giugno, gli stipendi ai nuovi importi di paga base per le varie categorie economiche. E, anche in questo caso, circolano le più disparate voci di corridoio circa il fatto che, probabilmente i lavoratori non troveranno nulla di ciò nella busta paga di giugno”.

E ancora attende risposta, segnala il sindacato, il problema dei buoni pasto da erogare agli agenti di Polizia Locale che hanno lavorato, nel 2017, al progetto “Latina Sicura”.

“Risulta priva di riscontro – incalza Cenciarelli – la nostra richiesta di regolamentare sia gli incentivi economici legati alla figura del Responsabile Unico del Procedimento negli appalti, sia i criteri con i quali vengono assegnati gli incarichi di Responsabilità, il tutto in nome di quella Legalità e Trasparenza che non può essere solo una bandiera da sventolare nei pubblici proclami ma dovrebbe diventare la regola quotidiana all’interno dell’Amministrazione. Più volte, nei vari incontri sul Fabbisogno Triennale del Personale, abbiamo criticato la scelta di assumere solo attraverso graduatorie esterne e non con bandi di concorso che potevano prevedere risposte alle legittime aspettative di carriera per il personale in servizio. L’Amministrazione ha scelto di non recepire, negli atti deliberativi, nulla di quanto proposto dalla Fp Cgil, spesso congiuntamente con tutto il tavolo sindacale”.

Con il nuovo Contratto, ricorda il sindacato, vanno definiti i criteri per il riconoscimento dei nuovi istituti economici, per l’attribuzione degli incarichi di posizione organizzativa, per le specifiche responsabilità, per la definizione di quanto specificatamente previsto nella Sezione relativa alla Polizia Locale oltre alla definizione un sistema della perfomance che sia coerente con le modifiche apportate dai decreti Madia del 2017.

“Tutti questi temi trovano la loro naturale collocazione all’interno del nuovo Contratto Decentrato – afferma l’organizzazione sindacale -. Con nota formale del 22 maggio abbiamo chiesto di attivare tempestivamente un tavolo di confronto all’interno del Comune di Latina, purtroppo senza riscontro”.

“Ora, con la Rsu costituita – conclude Cenciarelli -, l’Amministrazione dovrebbe sentire l’obbligo di deliberare la costituzione della componente di parte pubblica e procedere speditamente a convocare la Delegazione Trattante. Il confronto e la contrattazione debbono ripartire da subito, oltre che una necessità definita e determinata dal Contratto Nazionale e dalle norme è, soprattutto, un obbligo morale verso i dipendenti della seconda città del Lazio e verso i cittadini tutti, perché il benessere organizzativo, il legittimo riconoscimento del lavoro svolto sono ingredienti essenziali per l’erogazione di servizi di qualità”.

 

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