Aprilia, ambiente e rifiuti tallone d’Achille dei candidati

Il tema ambientale, e quello strettamente correlato del trattamento e smaltimento dei rifiuti, ha tenuto banco negli ultimi mesi nel territorio Apriliano. Prima il tentativo di installare una discarica in zona La Cogna da parte della società Paguro, poi la richiesta per una discarica in zona Casalazzara da parte della Ecosicura. Nel mezzo le emergenze romane e il ricorso alla Rida Ambiente per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, i tanti siti da bonificare, le indagini legate allo smaltimento illecito di rifiuti in cave dismesse, le spese per l’avvio e la gestione della società municipalizzata Progetto Ambiente e le condizioni dei mezzi, impegnati nella raccolta dei rifiuti indifferenziati e non, spesso pessime.
Temi importanti, che hanno interessato spesso anche la cittadinanza molto più, lo dice il dato dell’astensionismo, della stessa tornata elettorale che ora vede contrapposti al ballottaggio il sindaco uscente Antonio Terra e lo sfidante, espressione del centrodestra, Domenico Vulcano. Temi che sembrano però aver danneggiato, in termini di voti, chi li ha cavalcati negli ultimi mesi. Prendiamo ad esempio l’assessore uscente Alessandra Lombardi: questa nel 2013 risultava la più votata della lista rete dei cittadini con 400 preferenze; nell’ultima tornata elettorale la stessa Lombardi ha visto quasi dimezzare i suoi voti, fermandosi a 242 preferenze.
Non è andata meglio al candidato sindaco Carmen Porcelli che nel 2013 poteva contare sul 13,90% dei consensi mentre ad accordarle fiducia, due settimane fa, è stato solo il 5,38% dei votanti.
Una fuoriuscita dei voti che dovrà far riflettere e forse anche ripensare il modo in cui si è affrontato il tema della difesa ambientale. Un tema, soprattutto se legato al trattamento dei rifiuti, delicato e complesso. Uno degli obiettivi solo in parte “centrati” ad Aprilia è stato ad esempio quello della raccolta differenziata. Certo degli aumenti ci sono stati in termini di quantità ma la raccolta differenziata porta a porta è apparsa più uno spot che una soluzione generalizzata e totalmente operativa. Per non parlare della Progetto Ambiente, che a oggi ha impegnato centinaia di migliaia di euro per il noleggio di mezzi usati (e in alcuni casi perdenti anche percolato come denunciato da alcuni cittadini sui social) ma soprattutto per decine di assunzioni che equivalgono a un investimento a oggi ancora per nulla redditizio per le casse comunali.
Oltre che complesso quello del trattamento dei rifiuti appare essere un argomento che, se trattato per slogan, rischia di essere anche contraddittorio, come palesato dal caso Paguro a La Cogna. Cittadini e parte della politica si sono infatti opposti aspramente al progetto di discarica, senza però riuscire a fornire risposte ai residenti che da decenni convivono con discariche abusive che avvelenano aria, acqua e terreni. Una condizione estremamente delicata aggravata dai risultati dello studio epidemiologico che dimostrano proprio come in quella zona ci sia un’alta concentrazione di casi di tumore. Sul banco rimane poi l’esigenza, per quanto impopolare, di fornire la provincia di Latina di una nuova discarica (almeno che non si decida per l’ampliamento di Borgo Montello). Discarica che, se installata e operante in modo corretto, non vuol dire inquinamento e che, al contrario, potrebbe portare finalmente alla bonifica di terreni inquinati, se installata su uno di quelli.
Discarica, si diceva, peraltro necessaria: anche in un ciclo di rifiuti perfetto, con la raccolta differenziata spinta fino al 90%, infatti, una porzione di indifferenziato sarà sempre presente e di conseguenza ci sarà sempre la necessità di conferire in discarica gli scarti di lavorazione dei Tbm o Tmb. Scarti che ad oggi, in provincia, non possono essere allocati.

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